The Medea Project – Live At Dingwalls

Il 16/01/2026, di .

Gruppo: The Medea Project

Titolo Album: Live At Dingwalls

Genere: ,

Durata: 31:57 min.

Etichetta: Autoproduzione

68
Il doom, negli ultimi anni – e in realtà già da diversi lustri – ha vissuto, insieme a sottogeneri affini come ad esempio lo stoner, una fase di forte espansione, generando una quantità impressionante di band, spesso fin troppo simili tra loro.
Non sorprende quindi imbattersi in proposte che mancano dell’attitudine e della credibilità necessarie per rendere davvero giustizia a questo linguaggio sonoro; più raramente, invece, emergono realtà capaci di distinguersi con decisione, come The Medea Project, entità preziosa per la sua capacità di ricondurre l’ascoltatore ai primi, primordiali gemiti del doom e del rock più oscuro, anche attraverso testi fortemente evocativi. Con due album all’attivo, la band ha trovato una sintesi particolarmente efficace con ‘Kharon’, pubblicato nel febbraio 2025: un lavoro ricco di brani profondi e sfaccettati, animati da un approccio volutamente “originario” alla materia e forgiati in quell’attitudine oscura che rende il progetto immediatamente riconoscibile.
‘Live At Dingwalls’ immortala tutta l’energia sprigionata dal duo durante una serata londinese a Camden Town, il 20 giugno 2025, quando il pubblico ebbe l’opportunità di assistere ad alcune delle prime esecuzioni dal vivo dei brani di ‘Kharon’. ‘Dance Of The Void’, in particolare, riversa sulla platea tutta l’oscurità che la band è in grado di evocare: un growl ancestrale, perfettamente amalgamato alla maestosità della chitarra, guida il brano senza mai soffocarlo, lasciando spazio a passaggi più rarefatti che ne accrescono dinamismo e impatto complessivo.
Con ‘Upon Your Bones’ il doom si intreccia al rock, il cantato si fa pulito e graffiante, quasi ai limiti del punk nell’approccio, condensando in quattro minuti una sfacciataggine diretta e intrigante. ‘Babylon’, invece, riporta tutto su coordinate più opprimenti, puntando sulla pienezza sonora e sull’ossessività del ritmo: qui il cantato, vicino al clean, non intacca la corposità del sound, ma al contrario ne arricchisce ulteriormente la profondità.
‘F.E.A.R.’ mostra il volto più spiccatamente hard rock della band, costruito attorno a un ritornello immediato e orecchiabile, pensato per essere accompagnato da un istintivo headbanging e da una forte partecipazione fisica. Un brano diretto ed efficace, che dal vivo sprigiona un’energia contagiosa. ‘The Desert Song’, al contrario, gioca su dinamiche più articolate: a tratti richiama un rock di matrice settantiana, per poi scivolare improvvisamente in atmosfere più cupe e profonde, dando vita a un equilibrio affascinante tra luce e oscurità.
‘Live At Dingwalls’ non è soltanto una testimonianza dal vivo, ma la conferma definitiva della solidità e della personalità di The Medea Project. Un disco che cattura l’essenza della band senza filtri, restituendo tutta la forza, l’attitudine e la credibilità di un progetto capace di guardare alle radici del genere senza mai apparire nostalgico. Un ascolto caldamente consigliato per chi cerca nel doom e nel rock più oscuro non solo peso e oscurità, ma anche anima e visione.

Tracklist

01. Dance Of The Void
02. Upon Your Bones (Stygian Surf)
03. Babylon
04. F.E.A.R.
05. The Desert Song

Lineup

Brett Minnie: Guitars/Vocals
Pauline Silver: Drums & Percussion