INHUMAN – GLORIÆ

Il 20/01/2026, di .

Gruppo: Inhuman

Titolo Album: GLORIÆ

Genere:

Durata: 48 min.

Etichetta: Alma Mater Records

64

Ci sono band che attraversano le epoche come ombre persistenti. Non fanno rumore, non invadono le copertine, non cercano il clamore. Eppure, quando tornano, lo fanno con un peso specifico impossibile da ignorare.
I portoghesi Inhuman appartengono a questa categoria: un nome che forse non rimbalza immediatamente sui social, ma che rappresenta una delle colonne portanti del gothic metal lusitano fin dagli anni ’90.
Nati nel dicembre del 1992 nella storica Silves, in pieno Algarve, hanno condiviso l’epoca d’oro del metal oscuro con i ben più celebrati Moonspell, ma seguendo un percorso meno lineare, fatto di lunghe pause, ritorni inattesi e un’identità musicale sempre coerente.
Dopo Strange Desire (1996) e l’acclamato Foreshadow (1998), il buio. Poi un lampo: CONTRA (2020), prodotto da Daniel Cardoso e pubblicato proprio dalla label di Fernando Ribeiro, ha riacceso i riflettori su una band che sembrava destinata al silenzio.
Cinque anni dopo, quella scintilla diventa fiamma viva: arriva GLORIÆ, il loro quarto album, il più maturo, coraggioso e profondamente intimo della loro carriera.
Scritto in un momento complesso per la band, GLORIÆ vive sul contrasto tra presenza e assenza, forza e fragilità. Anche la scelta estetica minimalista,un artwork ridotto all’essenziale, rispecchia questa volontà di togliere, scavare, rivelare.
Prodotto nuovamente da Daniel Cardoso, GLORIÆ mantiene l’ossatura gotica degli esordi ma la espande, la riplasma, la rende attuale.
Il risultato è un lavoro che alterna gothic metal denso e melodico, suggestioni doom, accenni di gothic rock anni ’90, sfumature melodic death metal che irrompono in punti strategici e un cantato ibrido tra pulito, graffiato e harsh scream, capace di aggiungere dinamica a ogni episodio.
L’apertura con ‘Absent Glory’ è un pugno nello stomaco e insieme un abbraccio: un’introduzione eterea, poi un riff gigantesco che porta subito al centro della scena quel mix di malinconia e potenza che definisce tutto l’album.
‘Conspiratio’ e ‘Seed of Ancient Hate’ calcano territori più pesanti, con intrecci melodici che richiamano gli anni d’oro del genere, mentre ‘To Reign in Captivity’ sfodera un pathos quasi da epica nordica, guidato da un interplay impeccabile tra batteria e tastiere.
La parte più emotiva del disco esplode con ‘The Dreariest One’, un gioiello doom/gothic dalla costruzione lenta, avvolgente, che sembra parlare direttamente al fantasma dei Paradise Lost di Draconian Times.
‘Do Fim dos Dias’, unico brano in portoghese, merita una menzione speciale: il cantato nella lingua madre dona una fluidità e una vulnerabilità che amplificano l’impatto emotivo.
Un capitolo importante per una band spesso sottovalutata ma determinante per la scena gotica portoghese.
Tra atmosfere malinconiche, momenti aggressivi, melodie imponenti e una produzione che valorizza ogni sfumatura, GLORIÆ è un album che chi ama gothic metal, doom melodico e sonorità oscure deve ascoltare.

Tracklist

01. Absent Glory

02. Conspiratio

03. Seed of Ancient Hate

04. To Reign In Captivity

05. Illuminate the Pain

06. Semblance of Reality

07. Overgone

08. The Dreariest One

09. Do Fim dos Dias

10. Visionary State

Lineup

Pedro Garcia – Voce

João Pedro Correia – Chitarra

Guilherme Garboa – Basso

Ruben Patrício – Batteria