Abeyance – Introspective Crusades
Il 23/01/2026, di La Baki.
Nel panorama del melodic death metal italiano, gli Abeyance si muovono con la sicurezza di chi conosce le proprie radici e la curiosità di chi non vuole restare prigioniero dei canoni. Nati a Milano nel 2016, il gruppo ha trovato negli anni la propria forma definitiva e un’identità sempre più nitida, fino ad arrivare a ‘Introspective Crusades’, il nuovo full-length uscito il 20 ottobre, registrato presso i Nadir Studios di Genova, quartier generale dei Sadist.
Rispetto al debutto Portraits of Mankind (2019), pubblicato da Sliptrick Records, questo secondo capitolo rappresenta un deciso passo avanti, tanto nella consapevolezza compositiva quanto nella ricerca del suono. Se il primo lavoro sondava i confini del death melodico con curiosità e istinto, Introspective Crusades scende nelle profondità dell’io con una visione più matura, dove ogni brano è una tappa di un viaggio interiore che affonda tra sogni, paure e riflessioni esistenziali.
Il disco, della durata di circa 44 minuti, si compone di dieci tracce costruite con equilibrio tra aggressività e introspezione. Le chitarre di Gianluca Fraschini e Claudio Evangelista si rincorrono tra riff serrati, aperture armoniche e inserti acustici che rivelano un gusto raffinato per la dinamica. Il basso e contrabbasso di Gioele Onida aggiungono corpo e respiro, mentre la batteria di Giacomo Boffi sostiene con impeto controllato una struttura che resta fedele alla tradizione svedese degli anni d’oro (At The Gates, In Flames, Dark Tranquillity), ma con una voce personale.
Proprio la voce di Jacopo Marinelli diventa il perno emotivo dell’intero lavoro: un growl profondo e denso di espressione che attraversa ogni brano come un filo conduttore, spingendo l’ascoltatore a immergersi nella crociata introspettiva evocata dal titolo. L’album non è solo un esercizio di stile, ma un tentativo di trasformare il tormento in bellezza.
Musicalmente, Introspective Crusades si distingue per l’equilibrio tra violenza e melodia, ma anche per l’introduzione di elementi inusuali: il contrabbasso, passaggi acustici, costruzioni più ariose che arricchiscono la trama e ampliano l’immaginario. I singoli ‘Orchards of Slumber’ e ‘This Strife of Mine’ mostrano due volti della band: da un lato la ferocia controllata e il senso melodico di scuola scandinava, dall’altro una sensibilità più atmosferica, quasi cinematica.
L’impressione generale è quella di un lavoro profondo, ragionato e sinceramente sentito, in cui gli Abeyance mettono in campo una cura dei dettagli che non si limita all’impatto immediato. La produzione curata ai Nadir Studios esalta la stratificazione del suono e restituisce calore a un genere spesso ingabbiato da freddezza digitale.
Con Introspective Crusades, gli Abeyance dimostrano di non voler semplicemente suonare come si faceva una volta, ma di far rivivere lo spirito del melodic death metal attraverso uno sguardo contemporaneo e introspettivo. È un disco che parla agli appassionati del genere, ma anche a chi cerca nella musica metal un viaggio emotivo, più che un mero esercizio di potenza.
Tracklist
1 – Atonement
2– Orchards of Slumber
3 – This Strife of Mine
4 – Abeyance
5 – Comforting Illusions
6 – The Unending Crusade
7 – Knots of Sand, Winters of Fire
8 – Fractal Glades of Grief
9 – Innerdread
10 – Burning in the Flames of Self
Lineup
Jacopo Marinelli – voce, testi
Giacomo Boffi – batteria
Gianluca Fraschini – chitarre
Claudio Evangelista – chitarre
Gioele Onida – basso, contrabbasso