Handful of Hate – Soulles Abominations
Il 24/01/2026, di Filippo Corso.
Gruppo: Handful of Hate
Titolo Album: Soulles Abominations
Genere: Black Metal
Durata: 39:09 min.
Etichetta: Dusktone
88
Il Black Metal in Italia ha sempre vantato, nel corso degli anni, una rappresentanza solida, direi eccellente: band distribuite lungo tutta la penisola che, ognuna a modo proprio, hanno saputo onorare e interpretare il genere. Tra queste, l’entità che a mio avviso ha lasciato il segno più indelebile — e forse più autentico — nell’approccio a questa musica, declinata nella sua forma più cruenta, veloce e brutale, è senza dubbio riconducibile agli Handful of Hate.
Album seminali come ‘Hierarchy 1999’ e ‘Qliphothic Supremacy’ hanno influenzato artisti, disturbato le notti di intere generazioni di fan e contribuito a creare quell’alone oscuro di cui il gruppo si è fregiato anche nelle pubblicazioni successive, sempre all’altezza del blasone acquisito.
‘Soulles Abominations’, ottavo album della band, è una mazzata autentica, capace di scuotere l’ascoltatore sin dalle prime battute: intenso, vivo, malefico, spinto all’estrema potenza e con una produzione magnifica. L’impatto è tellurico già con il primo singolo estratto, ‘Libera Me’, dove velocità, mid tempo e refrain da defibrillazione si fondono in un unico, oscuro massacro sonoro.
I blast beat possenti e intransigenti di Aeternus sorreggono una poderosa ‘Worlds Below’, in cui il continuo gioco tra frangenti più speed e passaggi meno veloci — ma ugualmente violenti — esalta lo scream assolutamente infernale di Nicola Bianchi.
L’inferno in terra prende forma con ‘Gall Feeder’, vero pezzo spaccaossa caratterizzato da sibilline linee melodiche sempre decisive; ciò che colpisce maggiormente è la presenza di frenate e ripartenze che sfociano in un groove irresistibile, in grado di generare una risposta fisica immediata.
L’attitudine oscura degli Handful of Hate non si manifesta esclusivamente attraverso la ferocia delle tracce precedenti, ma trova spazio anche nella più cadenzata e intensa ‘Winter March’: un intermezzo strumentale, glaciale, emozionante e atmosferico, impreziosito da chitarre profonde e pungenti che rapiscono e ipnotizzano, condensando minuti di grande intensità compositiva.
L’apparente calma dura poco: ‘Age of Infamy (Grown in Starvation)’ riporta immediatamente l’ascoltatore sui binari dell’estremo più intransigente, grazie a una voce demoniaca e a una batteria dall’aggressività incontenibile. La successiva ‘Different–Distant–Apart’ segue inizialmente lo stesso sentiero, ma è nel suo sviluppo che emerge un mid tempo mefistofelico, da headbanging sfrenato, dotato di una potenza e di una profondità fuori dal tempo, impreziosito da un refrain e da una melodia semplicemente da primi della classe… nera.
‘Skinless Salvation’, secondo singolo estratto, è un urlo musicale disperato e agghiacciante: ancora una volta una sottile ma marcata linea melodica sorregge sfuriate e momenti più cadenzati, in una dinamica emotiva difficile da spiegare a parole; va semplicemente vissuta. Sono brani come questo a ricordare perché così tanti fan continuino ad amare visceralmente questo genere.
La conclusiva ‘Where Sanctity Rots’ introduce elementi più marcatamente Thrash, fusi con un’attitudine Punk e con il Black Metal di fondo, dando vita a un muro sonoro di impatto devastante che chiude l’opera al culmine della sua forza espressiva.
‘Soulles Abominations’ è un lavoro eccelso. Può competere con i capolavori del passato della band? Assolutamente sì. Quando ci si pone una domanda del genere, significa che ci si trova di fronte a una formazione che, in questa musica, la storia l’ha scritta davvero.
In definitiva, l’opera non è solo un nuovo capitolo nella discografia degli Handful of Hate, ma una dichiarazione di forza e coerenza artistica: un album che ribadisce, senza compromessi, la centralità della band all’interno del Black Metal italiano e forse come meriterebbe anche mondiale, capace ancora oggi di colpire con la stessa ferocia e autenticità di sempre.
Tracklist
01. Libera Me
02. Worlds Below
03. Gall Feeder
04. Winter March
05. Age of Infamy (Grown in Starvation)
06. Different – Distant – Apart
07. Skinless Salvation
08. Where Sanctity Rots
Lineup
Nicola Bianchi: guitar, vocals
Aeternus: drums
Iblis: bass