Kreator – Krushers Of The World
Il 31/01/2026, di Filippo Corso.
Gruppo: Kreator
Titolo Album: Krushers Of The World
Genere: Speed Metal, Thrash Metal
Durata: 44:00 min.
Etichetta: Nuclear Blast
78
I Kreator rappresentano da sempre un punto di riferimento imprescindibile per chi ha l’estremo nell’animo. Nel corso della loro carriera hanno attraversato fasi diverse, più o meno durature, lasciando un segno profondo in ciascuna di esse: dagli esordi feroci di ‘Endless Pain’ fino all’impatto devastante di ‘Pleasure To Kill’, album che ha influenzato un’intera scena black-thrash, passando poi per la parentesi più gothic di ‘Endorama’, inizialmente stroncato da critica e pubblico ma oggi ampiamente rivalutato da una vasta platea di amanti delle sonorità oscure.
Il percorso li ha infine condotti alla fase attuale, inaugurata con ‘Violent Revolution’ e tuttora in piena evoluzione, di cui l’appena pubblicato ‘Krushers Of The World’ rappresenta probabilmente il punto più alto in termini di sintesi e apertura verso determinati territori sonori: un concentrato di influenze che guardano all’Evil Speed/Power (se così lo si può definire) senza mai perdere il cuore thrash, sorretto da refrain incisivi e melodie studiate per restare impresse sin dal primo ascolto.
A mio parere, la band è oggi l’unica realtà europea in grado di tenere il passo dei giganti americani in termini di seguito e qualità delle produzioni. Un risultato che va riconosciuto a Mille Petrozza e soci che, pur avendo progressivamente “ammorbidito” il proprio sound nel corso dei decenni, restano più che mai capaci di catalizzare l’attenzione del pubblico a ogni nuova, comunque malefica, uscita. I Kreator si confermano così una vera e propria macchina da concerti e festival, capace non solo di reggere il peso della propria storia, ma anche di fungere da trampolino di lancio per le nuove generazioni verso sonorità sempre più complesse ed estreme.
‘Krushers Of The World’ è quindi un disco destinato a far discutere. Al suo interno convivono infatti tutte quelle componenti che, nel corso degli anni, hanno segnato un netto distacco dalle caratteristiche che avevano fatto innamorare i fan più legati ai primi vagiti della band, quando insieme a Sodom e Destruction venivano poste le fondamenta del thrash teutonico. Tuttavia, considerando l’evoluzione naturale seguita dal combo, l’album risulta estremamente godibile: un lavoro di forte impatto immediato, ricco di riff, melodie e refrain che dal vivo verranno inevitabilmente cantati a squarciagola dalla massa di fan sotto il palco.
Attenzione però: le componenti prettamente thrash sono tutt’altro che assenti. Brani come ‘Barbarian’, ‘Deathscream’ e ‘Blood of Our Blood’ incarnano pienamente la velocità e le peculiarità del genere nato in California ormai quasi mezzo secolo fa, rispettandone dogmi e furia originaria. Si tratta di episodi estremamente aggressivi, che all’interno dell’album vengono sapientemente alternati a momenti più orientati su linee melodiche e ‘facili’ refrain.
È il caso di ‘Psychotic Imperator’, ‘Seven Serpents’ e ‘Satanic Anarchy’, dove l’orecchiabilità risulta decisamente accentuata, pur restando sempre incanalata in un approccio feroce e malefico. L’epicità, invece, rappresenta il terreno su cui poggia la title track, ‘Krushers Of The World’, un brano che, a mio avviso, i fan ameranno particolarmente in sede live.
Il trasporto, quello più oscuro e viscerale, si manifesta pienamente in ‘Tränenpalast’, brano in cui il connubio vocale tra Mille Petrozza e Britta Görtz (voce della death metal band tedesca Hiraes) funziona alla perfezione, rendendo l’episodio uno dei più trascinanti del lotto. Merito di un ritmo incalzante e di melodie profondamente debitrici al black metal, in grado di amplificarne il pathos senza snaturarne l’aggressività.
L’episodio meno convincente invece resta la conclusiva ‘Loyal to the Grave’, incanalata su un approccio a tratti maideniano e poco consono ai tedeschi, sebbene arricchito da un pre-ritornello e da un refrain comunque interessanti.
Considero in definitiva ‘Krushers Of The World’ un disco “pieno”, un lavoro prodotto ai massimi livelli e ricco di musica, idee e momenti differenti, legati tra loro in modo estremamente sapiente. Studiato a tavolino? Forse. Ma sarebbe veramente un problema? È certo, comunque, che sarà un lavoro amato da molti e osteggiato da altri ma, almeno in questo periodo, i Kreator faticano tremendamente a uscire dai miei ascolti quotidiani. Ai posteri l’ardua sentenza.
Tracklist
01. Seven Serpents
02. Satanic Anarchy
03. Krushers Of The World
04. Tranenpalast
05. Barbarian
06. Blood Of Our Blood
07. Combatants
08. Psychotic Imperator
09. Deathscream
10. Loyal To The Grave
Lineup
Mille Petrozza: vocals, guitars
Sami Yli-Sirnio: guitars
Frédéric Leclercq: bass
Ventor: drums