Mayhem – Liturgy of Death

Il 05/02/2026, di .

Gruppo: Mayhem

Titolo Album: Liturgy of Death

Genere:

Durata: 48:55 min.

Etichetta: Century Media Record

85
Ci sono band che hanno fatto la storia, che l’hanno costruita e che ancora oggi vi partecipano da protagoniste assolute. I Mayhem non solo hanno creato un genere, ma sono ancora qui a difenderlo nella sua purezza e intransigenza dopo più di quarant’anni di leggenda musicale. Il verbo nato da opere come ‘De Mysteriis Dom Sathanas’ è stato, in questi decenni, conservato e tramandato attraverso album che, indipendentemente dal giudizio di critica e pubblico, coincidono con eventi impossibili da ignorare e diventano momenti determinanti nella vita dei seguaci dello storico Norwegian Black Metal.
Una formazione ormai consolidata da diversi anni — che vede il fondatore e bassista Necrobutcher, il leggendario batterista Hellhammer e il cantante Attila affiancati dai chitarristi Morten Bergeton Iversen e Ghul — ha dato alla luce nel 2019 un album importantissimo come ‘Daemon’, difficilmente eguagliabile in termini di ispirazione e attitudine. Considerando anche alcune prove precedenti non proprio soddisfacenti, almeno per il sottoscritto, quel lavoro ha rappresentato un vero loro ritorno ai vertici del genere e dell’estremo in generale.
Va detto subito: ‘Liturgy Of Death’ è un grandissimo album, un’opera che costituisce un unicum all’interno della discografia dei norvegesi ed in grado di competere con il suo predecessore. La caratteristica che avvolge l’insieme delle tracce, oltre al seme del Black Metal più autentico, è proprio quell’aspetto “liturgico” espresso nel titolo e che permea ogni nota del disco. Si tratta di un elemento talvolta velato, ma sempre presente, anche grazie ad atmosfere particolari ed oscure oltre che alle clean vocals evocative di Attila, qui in picchi di forma strabilianti.
L’oscurità cala sin dai primi suoni di ‘Ephemeral Eternity’: un’intro profondamente buia in cui la partecipazione di Garm degli Ulver aggiunge un’ulteriore gemma a un’atmosfera già carica di tensione. Il sound che si profila è assolutamente diabolico e perfettamente riconducibile al vero Black Metal, mentre il cantato strisciante e sibillino mette subito in chiaro l’obiettivo di ‘Liturgy Of Death’: riaffermare con prepotenza il ruolo dei Mayhem nell’attuale scena estrema.
Un ruolo che si esprime con furia innata nella successiva ‘Despair’, minuti di pura accelerazione in cui la performance di Hellhammer si conferma da autentico campione dello strumento. Chitarre gelide e taglienti, insieme a vocals mostruose, introducono ‘Weep for Nothing’, primo singolo estratto e uno dei brani più vari del lotto: frangenti cadenzati — terreno di conquista per Attila — si alternano a sfuriate violente, sempre sorrette da trame chitarristiche glaciali.
Con ‘Aeon’s End’ emerge invece l’anima più Punk del combo scandinavo, non per questo meno brutale: sono attimi che trasportano anche fisicamente l’ascoltatore, bilanciati solo in parte dalla successiva ‘Funeral of Existence’, che punta maggiormente sull’aspetto atmosferico nella sua sezione iniziale e su una melodia persistente nel resto del pezzo, capace di rendere l’estremo accattivante e, al tempo stesso, affascinante.
‘Realm of Endless Misery’ è una sintesi compiuta del sound dei Mayhem: quasi cinque minuti di attitudine oscura che, tra blast-beat, accelerazioni e momenti più lenti e atmosferici, danno luogo ad attimi di pura “liturgia di morte”, semplicemente memorabili.
‘Propitious Death’ rincara la dose e aggiunge componenti più marcatamente metal a un insieme ricco di sfumature, variando il sound anche in maniera piuttosto inusuale per la band, ma con un risultato davvero interessante.
La conclusiva ‘The Sentence of Absolution’ segue il percorso segnato dalla traccia precedente, con un ritmo più vario ed al tempo stesso ugualmente cattivo, sempre riconducibile a un Black Metal ottimamente omaggiato nello spirito e nell’approccio più melodico e quasi “virtuoso”. Pregio dei Mayhem, in questi minuti finali, è quello di rigurgitare in musica paure, idee oscure e sensazioni profonde: ne è testimonianza la parte conclusiva, quasi tribale, veicolo nel trasmettere un’inquietudine palpabile.
Per oltre quarant’anni i Mayhem hanno incarnato fasi diverse del Black Metal: da fondatori e forza di rottura a istituzione scomoda, fino a diventare oggi parametro inevitabile per chiunque si confronti con l’estremo. ‘Liturgy Of Death’ testimonia questa traiettoria con la statura di un’opera matura, pensata e vissuta come un rito sonoro compatto e autorevole. Più che un ritorno, è la dimostrazione di come la band sappia ancora collocarsi al di sopra del tempo, mettendo al centro un album di caratura superiore, capace di parlare tanto ai seguaci storici quanto alle nuove generazioni. Un disco che non vive solo del nome che porta, ma che rafforza e rinnova il peso specifico dei Mayhem nell’immaginario metal.

Tracklist

01. Ephemeral Eternity
02. Despair
03. Weep for Nothing
04. Aeon’s End
05. Funeral of Existence
06. Realm of Endless Misery
07. Propitious Death
08. The Sentence of Absolution

Lineup

Necrobutcher: bass
Hellhammer: drums
Attila Csihar: vocals
Morten Bergeton Iversen: guitars
Ghul: guitars