Ponte Del Diavolo – De Venom Natura
Il 15/02/2026, di Alex Ventriglia.
Gruppo: Ponte del Diavolo
Titolo Album: De Venom Natura
Genere: Dark, Doom Metal, Post Metal, Punk
Durata: 40:02 min.
Etichetta: Season Of Mist
Lo sospettavo che i piemontesi Ponte Del Diavolo si stavano attrezzando per “qualcosa di grosso, ma grosso per davvero!”, pur di rovistare sé stessi e il loro intero organigramma musicale, caricando a più non posso un’esperienza artistica che, già di partenza, ha goduto di una sorta di “effetto domino” che si è trascinato tanto dietro, se non tutto, al quale possiamo aggiungere una crescita a livello internazionale che è lampante e sotto gli occhi di tutti, anche se oggettivamente era da mettere in preventivo vista la vivida originalità della loro proposta. Perpetrata dalla band per mezzo di uno stile che tocca piani differenti, che usa gli arrangiamenti in maniera sapiente, sviluppa accorgimenti tipo il doppio basso oppure rimarca il suo tratto più distintivo e autentico marchio di fabbrica dei Ponte Del Diavolo, ovverossia il cantilenante, ipnotico singing di Erba del Diavolo, la quale non si limita ad esserne solo il fulcro vocale, ma va oltre, decisamente oltre, con un cantato che scava in profondità, strazia e dilania, grazie a un’interpretazione che, specialmente dal vivo, incanta e cattura, ti porta letteralmente dentro l’antro del Demonio, lasciandoti preda delle tue stesse inquietudini, tormentato dal peccato. Come giusto che sia…
Una frontgirl che a me personalmente ricorda parecchio Lene Lovich per timbrica vocale, movenze e nero fulgore, oltre che per quell’approccio dark wave che condiziona appunto molto un quintetto come i Ponte Del Diavolo e un secondo full length quale ‘De Venom Natura’, dove sono prepotenti e lividi gli exploit che si rifanno a certa scuola dark anglosassone – per esempio la finale, magnifica ‘In The Flat Field’, cover di un caposaldo indiscusso dei maestri Bauhaus, è un emblema assoluto degli attuali Ponte Del Diavolo, o ancora: ‘Lunga Vita Alla Necrosi’, track capolavoro dell’album a partire già dal titolo stesso, sontuosa sia nel cantato in italiano che per le scudisciate post-wave che la scuotono dall’inizio alla fine, senza tralasciare la “danzereccia”, slabbrata e trasversale, ‘Il Veleno Della Natura’, a mio avviso il muro portante di tutto ‘De Venom Natura’. Umbratile e in trance “ossianica” si presenta anche ‘Delta-9’, il brano più lungo del lotto con i suoi quasi nove minuti di durata, nel quale la voce di Elena si trasforma in solenne e al tempo stesso istintiva, facendo realmente accapponare la pelle.
Ma i Ponte Del Diavolo non sono soltanto introspezione e profondità, ma sanno pure essere radicali e per nulla devoti al compromesso, abili nel lasciar campo aperto alla perentoria e liberatoria ‘Silence Walk With Me’, poderoso, sconquassante incrocio tra sonorità quasi opposte, per non dire di ‘Spirit, Blood, Poison, Ferment!’, altro episodio “gigantesco”, che spiega tantissimo della trasformazione, del cambiamento, al quale ciascuno di noi è chiamato. Sia della materia che dello spirito. Legge a cui siamo obbligati a sottostare, volenti o nolenti. In questa selvaggia corsa intitolata ‘De Venom Natura’ e che torna indietro violentemente, quasi capovolgendo il suo messaggio, che si fa quindi blasfemo e rabbioso, messaggio abbracciato con l’opener ‘Every Tongue Has Its Thorns’, torbida in certi passaggi, veemente in altri, in cui la furia black metal “flirta” pesantemente con l’angoscia del doom. Facce diverse ma indissolubili della stessa medaglia. E che forse può suonare solamente come metafora, ma che invece è un tassello ulteriore del mosaico, volendo portar acqua al mulino di un album che, reputarlo ambizioso, è semplicemente riduttivo, si corre il rischio di sminuirlo, se non ne capiamo appieno la portata.
Per via delle sue numerose “anime” che lo compongono, alimentate da un gruppo formidabile e che non ha paura di osare, né di sperimentare, il quale non solo ama la musicalità dell’italiano e ne conosce i segreti, ma riesce ad esprimerlo, meravigliosamente bene, attraverso un contesto che non è propriamente il suo. Un altro degli indiscutibili ed enormi punti a favore dei Ponte Del Diavolo, e che in parte svelano l’arcano del perché l’impatto dei torinesi all’estero stia facendo sempre più notizia, con le loro frequenti tournée e la partecipazione ai festival più prestigiosi, non ultima la chiamata al prossimo Hellfest, uno di quei segnali davvero importanti, sintomo che le tappe le stai scalando in maniera quasi pianificata, se alla “vetrina” francese ci arrivi con tali referenze. L’anno è appena scoccato, fa sensazione forse trovare con così tanto anticipo uno dei tre nomi che comporranno il podio finale, ma questo il ruolo, prorompente e designato, di ‘De Venom Natura’…
Tracklist
1. Every Tongue Has Its Thorns
2. Lunga vita alla necrosi
3. Spirit, Blood, Poison, Ferment!
4. Il veleno della Natura
5. Delta-9 (161)
6. Silence Walk With Me
7. In the Flat Field
Lineup
Erba del Diavolo — Vocals
Khrura Abro — Bass
Kratom — Bass
Nerium — Guitar
Segale Cornuta — Drums