Hate – Bellum Regiis
Il 18/02/2026, di Alessandro Ebuli.
Gruppo: Hate
Titolo Album: Bellum Regiis
Genere: Black Metal, Death Metal
Durata: 46 min.
Etichetta: Metal Blade
Il tredicesimo album della formazione polacca, che giunge a quattro anni dal precedente ‘Rugia’, è un lavoro maturo e compatto che riporta la band sulla vetta del Death Metal. La produzione rende l’album impeccabile sotto ogni punto di vista e la perizia tecnica dei quattro polacchi è indiscussa. A partire dall’opener ‘Bellum Regiis’ – una dichiarazione di intenti a quanto pare – il gruppo spinge pesantemente su un Death di matrice classica ma senza rischiare di cadere nei cliché tipici del genere; al contrario, a tratti, in alcuni passaggi più violenti, sfiora un certo Black Metal della nuova era, giacché le commistioni tra i due generi oramai sono ben presenti in molti album di metal estremo. ‘Iphigenia’ è uno di quei brani che non si smetterebbe mai di ascoltare, con una doppia cassa martellante e chitarre ruvide e taglienti, il tutto sorretto dalla voce cavernosa di Adam che rende tutto l’insieme truce e orrorifico. L’epica e a tratti sinfonica ‘The Vanguard’ inizialmente si avvicina agli Amon Amarth, poi apre a un Death arcigno e malefico e torna ad essere un brano in puro stile Hate. La peculiarità negli ultimi dischi degli Hate sono i numerosi mid-tempos, caratterizzati da brani più orientati ad una forma canzone meno violenta rispetto al canonico stile Death; questo discorso è valido soltanto in parte su ‘Bellum Regiis’, in quanto si sente la volontà del gruppo di tornare alle origini senza comunque snaturare quella maturazione giunta negli anni, maturazione che ha permesso al gruppo di evolversi pur rimanendo fedele al proprio stile originario. Da segnalare ‘A Ghost of Lost Delight’, una cavalcata Death epica, e la strepitosa ‘Perun Rising’, anticipata dal breve intro ‘Rite Of Triglav’, che esplora neppure troppo velatamente quei territori Black ai quali accennavo a inizio articolo. Lo dimostra anche la conclusiva ‘Ageless Harp Of Devilry’, molto vicina al Black più sincero in particolare per la prova vocale di Adam. Chiusura di un album che lascia presagire un futuro ancora più vicino al Black. In sostanza ‘Bellum Regiis’ ci mostra una band compatta, consapevole delle proprie potenzialità e completamente centrata. Non è un album di transizione ma in qualche modo fa parte di un lento cambiamento probabilmente volto a nuova sperimentazione.
Tracklist
01. Bellum Regiis
02. Iphigenia
03. The Vanguard
04. A Ghost Of Lost Delight
05. Rite Of Triglav
06. Perun Rising
07. Alfa Inferi Goddess of War
08. Prophet Of Arkhen
09. Ageless Harp Of Devilry
Lineup
ATF Sinner: Vocals, guitars
Domin: Guitars
Nar-Sil: Drums
Tiermes: Bass