Werewolves – The Ugliest Of All

Il 19/02/2026, di .

Titolo Album: The Ugliest Of All

Genere:

Durata: 32 min.

Etichetta: Back On Black

67

Ruvidi come la carta vetrata. Anzi, peggio. ‘The Ugliest Of All’ è il sesto disco di questo trio death metal australiano, ma per chi scrive rappresenta il primo, violentissimo, contatto con la loro furia. E no, non è un ascolto accogliente. Qui non c’è nulla che voglia piacere, rassicurare o strizzare l’occhio: i Werewolves suonano un death metal spigoloso, aspro e deliberatamente ostile, che fa dell’inaccessibilità una scelta programmatica.

Tutto, in questo disco, sembra studiato per respingere l’ascoltatore. La copertina con i maiali che si divorano un cadavere è lì apposta per dare fastidio; i titoli dei brani – ‘The Enshittification’ su tutti – rasentano il limite del tollerabile; gli intermezzi parlati, per quanto quasi involontariamente comici, pontificano con aria serissima su cosa sia il “vero” death metal. Un immaginario che non chiede permesso e non si preoccupa minimamente di risultare eccessivo, perché l’eccesso è il punto.

E allora perché questo disco funziona, nonostante tutto? Perché, tolto il contorno volutamente repellente, resta una band che suona dannatamente bene. Se si riesce a ignorare suini antropofagi e liriche estremiste, i Werewolves dimostrano di avere pieno controllo del proprio caos. Il growl è feroce ma non completamente sepolto nel fango, spesso intelligibile e sempre incisivo. Le velocità sono spesso disumane, ma quando rallentano sanno colpire duro, con riff spezzacollo che non fanno prigionieri.

La violenza domina per buona parte del disco – diciamo pure un buon 85% – e in quei frangenti la band pesta senza pietà. Bean e soci non risparmiano nulla, e il drummer Haley si conferma un autentico martello pneumatico. Non c’è spazio per finezze o compromessi: solo death metal suonato con convinzione cieca e totale.

Limitandoci alla musica, ‘The Ugliest Of All’ è una delle uscite death più feroci e riuscite del periodo. Il resto – immaginario, testi, attitudine – è materia per stomaci forti. Non è roba per tutti, né pretende di esserlo. Ma va detto che questo tipo di estremismo visivo e concettuale ha precedenti illustri: ‘Vile’ dei Cannibal Corpse o ‘Humanure’ dei Cattle Decapitation hanno insegnato che il cattivo gusto, se supportato da sostanza, può anche segnare un genere.

Se vogliamo buttarla in caciara fino in fondo, i Werewolves sono una specie di Manowar del metal estremo: monolitici, ossessivi, totalmente concentrati su un’idea sola, portata avanti senza ironia né filtri. Proprio per questo, nel loro integralismo, finiscono per risultare credibili. Se cercate death metal violento, sgradevole e suonato come si deve, questo disco merita attenzione. Gli altri possono tranquillamente stare alla larga.

Tracklist

01. Fools of the Trade
02. I Want to be Offended
03. Skullbattering
04. Unoriginal Sin
05. The Enshittification
06. Logorrea
07. Rats Versus Snakes
08. Slaves to the Blast
09. The Ugliest of All

Lineup

Sam Bean: vocals, bass
Matt Wilcock: guitars
David Haley: drums