Malauriu – The Third Nail

Il 24/02/2026, di .

Gruppo: Malauriu

Titolo Album: The Third Nail

Genere:

Durata: 33:49 min.

Etichetta: Adirondack Black Mass.

70

A volte, nella musica come nelle più turpi manifestazioni della Sindrome di Frankenstein, bastano un paio di trapianti nella line up per ridisegnare le proprie impalcature musicali. Dei Malauriu del precedente eponimo full length nonché degli EP ‘De Natura Obscuritatis’ e ‘Terra Niura’, è rimasto poco o nulla, inclusi i richiami stilistici alla Med Scene (vedi vocals in italiano, tastiere, chitarre dal sapore doom), per lo più legati alla militanza del chitarrista Schizoid nel progetto Sintenza.
Se Schizoid resta l’unico nucleo stabile della formazione originale, con questo terzo chiodo della loro discografia, sarebbe curioso scoprire quanto le sostituzioni del resto della line up abbiano contribuito ad imbastardire il suono. Resta la matrice black di fondo, ma le chitarre abbandonano la politica della lenta agonia in favore di riff sporchi e cattivi, in piena tradizione Carpathian Forest e Cadaver INC. Di conseguenza, i ritmi raddoppiano in direzione di derive più black’n roll.
Per descrivere ‘Empowerment Rites’ immaginate uno di quei distorsori tanto di moda nelle cantine degli Anni 90 scagliato con piena forza su una chiostra di denti. Pezzi come ‘Death Celebration’ e ‘Hell Mouth’ odorano di vermi e cuoio. La stessa miscela di Possessed e Motorhead, portata ad uno stadio superiore di decomposizione. ‘Satanic Witch’ e ‘Purple Ceremony’ sono mid tempo lenti e pesanti come laudi legate alle schiene ossute dei dannati. Forse il passaggio più vicino al gusto dei puristi é ‘The Curse of all Flesh’ costruito attorno a un riff che vibra di reminiscenze scandinave. Dopo ‘Monotheistic Filth’ chiude la cover di ‘Abuse myself, I wanna die’ di GG Allin, tanto per rimarcare questo cambio di pelle che in realtà è più un ritorno al passato remoto, vedi il primissimo EP ‘Presagi di Morte’, di sicuro più old school rispetto alla produzione successiva, ma anche lo split con Malvento e Abigail, in cui spiccava la cover di ‘Distruttore’ dei Nerorgasmo. Un cambio di pelle che guadagna in immediatezza, consegnando un prodotto più slegato dalle radici del Profondo Sud in favore di un taglio a metà strada tra la Newcastle dei Venom e la Kolbotn dei Darkthrone.

Tracklist

01. Rising From The Cemetery
02. Empowerment Rites
03. Death Celebration
04. Hell Mouth
05. Satanic Witch
06. The Curse of All Flesh
07. Purple Ceremony
08. Monotheistic Filth
09. Abuse Myself, I Wanna Die (GG Allin cover)

Lineup

Schizoid – Chitarre
R.M. – Voce

Session:

Black Doom – Basso
Frozen – Batteria
Felis Catus – Tastiere/Samples
Marbas – Tastiere
G.T. – Assoli nei brani 2, 5 e 9
Diego DoUrden (Mystifier/Evoked) – Voce su traccia 9
Dr. Heathen Scum (Mentors) – Voce su traccia 9