Lucynine – Melena

Il 09/03/2026, di .

Gruppo: Lucynine

Titolo Album: Melena

Genere: , ,

Durata: 33:00 min.

Etichetta: Talheim Records

80
Il male e l’oscurità in musica possono essere portati da generi più “abituali”, come quelli estremi legati al black metal o al death metal, ma anche — e forse soprattutto — da opere come ‘Melena’ di Lucynine. Un lavoro che di riferimenti a queste sonorità ne ha, soprattutto al post-black metal, anche se solamente in certi frangenti, e che tuttavia trasuda malignità in ogni singola nota. Qui si parla di avanguardia, di hardcore? Probabilmente. Sicuramente si ascoltano disturbo, inquietudine e malessere.
Giunto alla sua terza pubblicazione dopo l’EP d’esordio ‘Chronicles From Leri’ e il successivo album ‘Amor Venenat’, ‘Melena’ è un’ulteriore manifestazione dell’estro del polistrumentista torinese Sergio Bertani che, attraverso questo disco, racconta disagio e affascinante confusione.
La voce, in perfetto stile black metal, è spesso sommersa dal muro sonoro dei brani: lo si nota soprattutto nell’iniziale ‘Uomo In Mare’, dove chitarre distorte all’ennesima potenza generano l’impressione di soffocare dentro un ambiente inquietante. Un barlume di speranza arriva però dalla parte di pianoforte, più armonica e per certi versi “confortante”.
‘Melena’, dal greco “nera”, termine riferito alla malattia e, nel gergo medico, a escrementi e sangue, restituisce perfettamente l’idea che l’autore vuole trasmettere: assenza di speranza e un clima fortemente depressivo. Anche la copertina, raffigurante una gazza morta — simbolo di libertà ma anche di sventura in alcune culture, come quella delle isole britanniche — comunica con efficacia l’immaginario dell’opera.
Atmosfere post-punk sono il cardine di ‘Narciso Non Muore’, pezzo veloce e perfettamente inserito nel contesto generale. Parere personale? Forse uno dei momenti più alti dell’intero album.
Più introspettiva la title track: qui è un avant-garde black metal a fare la voce grossa. A tratti la lentezza riconduce a intensità e atmosfere modern doom di stampo molto acido, ma la cosa più interessante è che il brano riesce davvero a trasmettere emozioni importanti e fortemente claustrofobiche. Sei minuti di totale immersione nelle idee di Lucynine.
Altra componente fondamentale nella proposta dell’artista è l’oscura epicità, senza dubbio evidente in ‘Oltre La Soglia’, almeno nella sua parte iniziale. Epicità che sfocia poi in uno sfogo — stavolta sì — di puro black metal, tra atmosfere sempre più oscure e chitarre incalzanti votate a inquietare, ma anche ad assorbire completamente l’ascoltatore trascinandolo verso il baratro.
Diventa infine necessario soffermarsi sulla conclusiva ‘Opera Al Nero’, suite di ben quindici minuti. Tra inizi disturbanti, che ricordano al sottoscritto alcune caratteristiche del nu metal, accelerazioni black metal, pura avanguardia, prog-metal, attimi di apparente calma e un cantato inquieto, maligno e sempre soffocato, il brano permette di comprendere perfettamente lo stato d’animo di Lucynine e di apprezzarne il significato più profondo. Un finale che difficilmente passerà inosservato a chi saprà coglierne l’essenza.
Sergio Bertani firma il lavoro più maturo e consapevole del progetto Lucynine, spingendosi oltre i confini dei generi per costruire un’esperienza sonora disturbante ma profondamente autentica. Non è un ascolto per chi cerca conforto: è un viaggio nelle zone più torbide dell’animo umano, e proprio per questo lascia un segno difficile da cancellare.

Tracklist

01. Uomo In Mare
02. Narciso Non Muore
03. Melena
04. Oltre La Soglia
05. Opera Al Nero

Lineup

Sergio Bertani: vocals, all instruments