Evoked Eclipse – The Cries of Evil

Il 12/03/2026, di .

Gruppo: Evoked Eclipse

Titolo Album: The Cries of Evil

Genere: ,

Durata: 33:12 min.

Etichetta: Club Inferno Ent.

Distributore: My Kingdom Music

78

Era un po’ che sentivo parlare degli Evoked Eclipse. Nella fattispecie, dopo essermi occupato di un articolo sulla storica fanzine cartacea degli anni ’90 Raw Art, venni contattato da Max Havler per via delle parole lusinghiere che avevo speso per gli Ophidian, la band in cui militava in quegli stessi anni assieme a Luca Di Fato, altro veterano della scena extreme metal milanese. In quell’occasione venni a sapere che nel tempo il chitarrista aveva fondato gli Shrivel, violentissimo act black metal autore di un album agli albori degli anni ’10, e che lo stesso gruppo, sostanzialmente espressione del suo leader, aveva cambiato nome in Evoked Eclipse.
Ecco, un’introduzione che guardi a una delle tante età dell’oro (vere o presunte) della storia della musica estrema nel nostro Paese, e lo faccia attraverso le gesta di uno dei suoi unsung heroes, può apparire eccessivamente nostalgica se non si tiene conto di due elementi fondamentali nell’approccio a ‘The Cries of Evil’, debut album del nuovo progetto: i generi di riferimento e la maestria dispiegata nel divulgarli.
Parliamo qui di quel sound death/black che tanto fece breccia dei cuori degli aficionados tre decenni orsono e che l’ascoltatore ritroverà come in un piacevole amarcord nei solchi virtuali di questo lavoro: basti ascoltare la plettrata forsennata che sorregge un pezzo come ‘The Watch Of Spirits’ per pensare ai Dark Tranquillity di ‘Skydancer’ e sognare le rive del Kattegat assieme ai veterani di “quella” scena. Non esattamente come gli estimatori delle ostriche del Baltico, ma sappiamo trattarci bene anche da queste parti. A sentire poi i passaggi di chitarra acustica del Nostro, emerge chiaramente come l’eredità antica di ‘A Fragment of Eternity’ (il primissimo demo dei succitati Ophidian) non si sia persa nei decenni, ma abbia conservato il suo potenziale in questo lotto di tracce che riesce sapientemente a miscelare l’assalto all’arma bianca con la melodia che resta un elemento costitutivo della formula del mastermind.
Vale per la title track collocata subito dopo l’intro, vale per la decadente ‘Drops of Blood’ che indugia sulla lezione dei Katatonia senza dimenticare l’operato della scena di Gothenburg, vale persino per lo scarno incedere della conclusiva ‘Ascension’ nonché per gli intermezzi disseminati nell’album. Soprattutto, la perla di ‘The Cries of Evil’ è ‘Land Of The White Spirit Lady’, fulgido esempio di atmosfere ricercate convogliate attraverso la voce di Kyrah Aylin – vecchia conoscenza di queste pagine virtuali per via della sua militanza negli Elegy of Madness e nei Maliant – senza dimenticare una passione per il dark/gothic primigenio che emerge negli arrangiamenti, fungendo da contraltare efficace al classico indulgere sulla plettrata alla Dissection che caratterizza la maggior parte dei brani inclusi.
In definitiva, ‘The Cries of Evil’ è un lavoro che non dispiacerà affatto a chi ha una smodata passione per determinate sonorità nordeuropee, con un “taglio” italiano che non può che richiamare quell’epoca fiorente – dal punto di vista artistico più che “di pubblico” – evocata in apertura. Sperando che Max Havler non ci faccia attendere troppo prima di regalarci il prossimo capitolo del suo percorso artistico…

Tracklist

01. Enchantment
02. The Cries Of Evil
03. Land Of The White Spirit Lady
04. Mournishments
05. The Watch Of Spirits
06. Drops Of Blood
07. Illusions Of The Life
08. Ascension

Lineup

Max Havler: guitars, vocals, bass
Davide Billia: drums, vocals, keyboards
Kyrah Aylin: female voice