Lamb Of God – Into Oblivion

Il 13/03/2026, di .

Gruppo: Lamb Of God

Titolo Album: Into Oblivion

Genere: , ,

Durata: 39:00 min.

Etichetta: Century Media Records

80
Ci sono band che, per quanto costruito negli ultimi lustri, possono ormai essere considerate tra i veri “grandi” del metal contemporaneo. Gruppi destinati, nel prossimo futuro, a prendere definitivamente in mano le redini non solo della componente più estrema del genere, ma anche di quella in grado di parlare a un pubblico più ampio. È il caso degli statunitensi di Richmond Lamb Of God.
Giunti al loro decimo album in studio — undicesimo se si considera anche il debutto ‘Burn The Priest’, pubblicato con il vecchio nome della band — gli americani tornano con un lavoro che rimescola le carte del proprio sound. ‘Into Oblivion’ guarda chiaramente alle radici della band, ma lo fa attraverso soluzioni stilistiche moderne, raffinate e con un groove trascinante che conferma la maturità compositiva raggiunta dal gruppo.
L’impressione è quella di un album suonato con grande naturalezza e sicurezza, quasi come fosse stato registrato in presa diretta, sostenuto da una produzione potente e cristallina. La cosa emerge già dalla title track, perfetta come apertura: un’introduzione calibrata che sfocia in un pezzo tecnico ma immediatamente riconoscibile, con un refrain efficace e la solita prova monolitica di Randy Blythe, sostenuta da chitarre ritmiche granitiche. Il marchio Lamb Of God è ormai qualcosa di ben definito: metal estremo dalle molte sfaccettature, difficile da incasellare ma immediatamente riconoscibile.
La successiva ‘Parasocial Christ’ alza ulteriormente la tensione. Qui il thrash metal si intreccia con una feroce attitudine punk, mentre il cantato rabbioso e senza tregua si alterna a passaggi più controllati e ad assoli di chitarra carichi di intensità.
Più atmosferico e quasi industrial è l’inizio di ‘Sepsis’, altro singolo estratto dall’album, e non è un dettaglio secondario, visto che fino a questo punto abbiamo citato soltanto singoli, segno della quantità di momenti forti presenti nel lavoro. Il brano alterna accelerazioni improvvise a rallentamenti ben calibrati, costruiti su riff che guardano apertamente al mondo core.
L’assenza di punti deboli diventa evidente con ‘The Killing Floor’: ritmo da pogo infernale, chitarre taglienti e una performance vocale che passa con naturalezza dal growl al quasi parlato. È la fotografia perfetta dei Lamb Of God anche dal vivo: una vera macchina da guerra.
La band dimostra però di saper lavorare anche sulle atmosfere. ‘El Vacio’ rappresenta infatti uno dei momenti più intensi dell’album: un brano introspettivo, attraversato da tonalità cupe e da un ritornello immediatamente riconoscibile che valorizza tutta la versatilità della voce di Blythe. Un autentico picco emotivo all’interno di ‘Into Oblivion’. La componente tecnica e core torna protagonista in ‘St. Catherine’s Wheel’, arricchita da sinuosi assoli chitarristici e da passaggi che flirtano con il nu metal. Il risultato è un pezzo incisivo che mette in evidenza la piena consapevolezza artistica della band e della coppia di chitarristi Morton–Adler.
Il lato più thrash della proposta emerge con ‘Blunt Force Blues’, prova solida e devastante che conferma la padronanza del gruppo anche in questo territorio. Ancora più diretto e brutale è l’impatto di ‘Bully’, dominata da riff serrati e da un’atmosfera disturbante che aggiunge un ulteriore tassello alla varietà sonora di ‘Into Oblivion’.
Un discorso simile vale per ‘A Thousand Years’, che riporta l’ascoltatore verso atmosfere industrial e verso certe sonorità oscure del nu metal dei primi anni Duemila, con il cantato ancora una volta al centro della scena. La conclusiva ‘Divide/Destroy’ chiude il lavoro con un approccio quasi sfrontato e dall’attitudine punk, perfettamente in linea con il tema dell’autodistruzione umana evocato dal titolo. Il pezzo mette in particolare risalto una sezione ritmica devastante e una prova chitarristica di altissimo livello, suggellando un album che conferma i Lamb Of God come una delle realtà più solide e influenti del metal contemporaneo.
Con ‘Into Oblivion’ i Lamb Of God ribadiscono con forza il proprio ruolo nel panorama metal moderno: una band capace di rinnovarsi senza tradire le proprie radici, continuando a spingere sull’acceleratore con la stessa ferocia degli esordi. Se il futuro del metal estremo deve avere dei portabandiera, gli americani sono ancora lì, saldamente in prima linea.

Tracklist

01. Into Oblivion
02. Parasocial Christ
03. Sepsis
04. The Killing Floor
05. El Vacío
06. St. Catherine’s Wheel
07. Blunt Force Blues
08. Bully
09. A Thousand Years
10. Devise / Destroy

Lineup

Randy Blythe: vocals
Willie Adler: guitar
Mark Morton: guitar
Art Cruz: drums
John Campbell: bass