Worm – Necropalace
Il 23/03/2026, di Filippo Corso.
Gruppo: Worm
Titolo Album: Necropalace
Genere: Doom Metal, Symphonic Black Metal
Durata: 62:51 min.
Etichetta: Century Media Records
80
Negli ultimi anni accade sempre più spesso che band d’oltreoceano riescano a pubblicare, in periodi relativamente brevi, dischi di un’intensità tale da sembrare nati direttamente dalle radici scandinave del genere. È il caso dei Worm, formazione della Florida dedita a un Symphonic Black Metal ricercato, autoriale e tutt’altro che prevedibile.
Dopo l’acclamato ‘Foreverglade’ del 2021, il gruppo approda alla Century Media Records con ‘Necropalace’, lavoro che consolida e amplia quanto di buono mostrato in passato. Il sound si arricchisce di atmosfere meno feroci in apparenza ma più stratificate e suggestive, spesso vicine a una dimensione quasi cinematografica, capace di trasformare ogni brano in una piccola narrazione in musica.
La title track ne è l’esempio più evidente: dieci minuti di magnetica malignità che alternano accelerazioni improvvise e brusche frenate, tra assoli gotici e melodie ammalianti, delineando la nuova identità della band. Le chitarre di Wroth Septentrion fungono da guida costante, orientando l’ascoltatore attraverso scenari cupi e solenni come ‘Halls of Weeping’, dove la scrittura supera i confini del metal per avvicinarsi a una forma d’espressione più ampia e quasi visionaria.
L’elemento sinfonico diventa quindi parte integrante dell’estetica del disco e trova piena realizzazione in ‘The Night Has Fangs’, brano in cui orchestrazioni, dinamiche mutevoli e la prova vocale di Phantom Slaughter si fondono in un equilibrio perfetto tra aggressività e pathos. Il Symphonic Black Metal si trasforma così da semplice etichetta stilistica a contenitore denso di sfumature.
Il discorso prosegue con l’epica ‘Dragon Dreams’, dodici minuti di chitarre poderose, melodie tetre e andamenti dal sapore classicheggiante che trascinano l’ascoltatore in un percorso mefistofelico, richiamando per teatralità e imponenza i momenti migliori dei Cradle Of Filth, pur mantenendo intatto il proprio originale marchio di fabbrica.
Il lato più decadente emerge invece in ‘Blackhearth’, episodio fortemente gotico in cui la voce, sospesa tra scream e growl, diventa il fulcro emotivo del pezzo, aumentando il coinvolgimento e mettendo in luce la maturità espressiva raggiunta dalla band.
Quando sembra che il disco abbia già detto tutto, arriva la monumentale conclusiva ‘Witchmoon: The Infernal Masquerade’: quattordici minuti ambiziosi e ricchi di sfaccettature, impreziositi dalla partecipazione dello straordinario Marty Friedman, il cui contributo solistico aggiunge ulteriore fascino a una composizione che riassume perfettamente l’essenza dell’album.
I Worm non reinventano il genere, ma lo plasmano a propria immagine, con personalità e una sensibilità compositiva fuori dal comune. ‘Necropalace’ è un viaggio notturno tra rovine gotiche, melodie spettrali e furia controllata, un’opera che avvolge e seduce ascolto dopo ascolto. Un’oscura cattedrale sonora destinata a restare impressa a lungo nella memoria di chi avrà il coraggio di attraversarla.
Tracklist
01. Gates to the Shadowzone (Intro)
02.Necropalace
03.Halls of Weeping
04.The Night Has Fangs
05.Dragon Dreams
06. Blackheart
07. Witchmoon – The Infernal Masquerade (Feat. Marty Friedman)
Lineup
Phantom Slaughter: Vocals, Guitars, Bass, Keyboards
Wroth Septentrion: guitars