Lust Of Decay – Entombed In Sewage

Il 24/03/2026, di .

Titolo Album: Entombed In Sewage

Genere: ,

Durata: 33 min.

Etichetta: Comatose Music

75

Sotto le strade della città, dove la luce non arriva e l’aria è densa di marciume, esiste un luogo in cui il dolore ha smesso di urlare. Lì, tra acqua contaminata e il fruscio dei ratti, i corpi spezzati trovano una pace malata, definitiva. È da questo scenario che riemergono i Lust Of Decay, riesumati dopo un silenzio durato quasi due decenni,e lo fanno con Entombed In Sewage.
Venticinque anni dopo l’inizio del loro cammino e diciannove dall’ultimo full length, i demigod del sottosuolo tornano con dieci nuovi comandamenti di depravazione e violenza. Altro che band rammollite dal tempo: qui l’età non ha limato gli artigli, li ha resi più affilati. La brutalità non è nostalgia, è memoria muscolare.
L’impatto iniziale di ‘Parasitic Exsanguination’ è immediato e ferale: riff contorti che ti stritolano, vocals che sembrano arrivare da un piano di esistenza post-mortem e una batteria che annienta. I tempi cambiano, si spezzano, ripartono — ma l’effetto è sempre decimante. Ogni passaggio trasuda esperienza, dedizione assoluta e una conoscenza profonda dell’arte della distruzione.
Gran parte del merito va a Jordan Varela, una forza motrice che trasforma ogni brano in un organismo vivo. Il suo drumming è fluido, creativo, continuamente in movimento: rotola sui tom, danza sui piatti, alterna groove viscosi a sfuriate in blastbeat senza mai perdere il controllo. È il collante che tiene insieme la furia, evitando che il caos diventi informe. In mani meno capaci, un approccio simile avrebbe potuto sembrare slegato; qui invece ogni transizione è burro fuso.
E poi c’è la voce. Jay Barnes non canta: ringhia e sputa. Il suo timbro è mostruoso, innaturale, come se il linguaggio umano venisse mutilato e risputato da una creatura che lo disprezza. Non è il classico growl, ma una forma personale e brutale di aggressione vocale che dona all’album un’identità feroce e immediatamente riconoscibile.
Questo non significa che chitarre e basso siano da meno: i riff sono ovunque, letali e memorabili, e il songwriting dimostra una maturità rara nel genere. ‘Nourishing The Swine’ è un banchetto di putrefazione e groove assassini, mentre ‘Fetal Contamination Process’ si distingue per una complessità strutturale che mette i Lust Of Decay diversi gradini sopra molti contemporanei. Brutalità sì, ma pensata, costruita, cesellata.
Il trittico finale — ‘Order 66’, ‘Desiccate The Epithelium’ e la title track ‘Entombed In Sewage’ è devastante: atmosfera soffocante, distruzione magnificamente orchestrata e incubi resi tangibili. Qui il disco raggiunge il suo apice, lasciando l’ascoltatore immerso fino al collo nella fogna, senza via di fuga.
A rafforzare l’impatto complessivo ci pensa il mix e mastering di Tony Tipton (Between The Killings, Necrotic Disgorgement, Reap), sorprendentemente brillante e definito, capace di dare spazio e peso a ogni singola arma dell’arsenale della band. Il risultato è un suono violento ma leggibile, che colpisce duro senza impastarsi.
L’artwork, firmato da Daemorph Art (Aborted Fetus, Avulsed, Holycide), è una visione di desolazione assoluta: il complemento visivo perfetto per un album che vive di decomposizione, abbandono e annientamento.
Entombed In Sewage è uscito il 12 dicembre 2025 per Comatose Music.
Irresistibile, disgustoso, devastante.
Niente revival. Solo morte, competenza e totale annichilimento.

Tracklist

1 – Parasitic Exsanguination

2 – Hallucinations Of The Decrepit

3 – Nourishing The Swine

4 – Fetal Contamination Process

5 – Rusty Razor Rimjob

6 – Order 66

7 – Desiccate The Epithelium

8 – Entombed In Sewage

Lineup

Jay Barnes – Voce
Steve Green – Chitarra & Backing Vocals
Ryan Coulter – Basso
Jordan Varela – Batteria