Green Carnation – A Dark Poem, Part 1: The Shores of Melancholia

Il 30/03/2026, di .

Gruppo: Green Carnation

Titolo Album: A Dark Poem, Part 1: The Shores of Melancholia

Genere: ,

Durata: 42 min.

Etichetta: Season of Mist

75

Ritorno in grande forma per i Green Carnation con un nuovo album di ottima caratura a distanza di cinque anni dall’ultima fatica in studio. ‘A Dark Poem Part 1: The Shores of Melancholia’ riparte dalle forme di un Prog Metal fascinoso, in cui la parte lirica è un’esplorazione nelle profondità dell’animo umano, anche grazie alle tessiture sonore elaborate, spesso intricate eppure a tratti delicate, nell’immaginario di un concept che lentamente si insinua nell’ascoltatore attraverso un viaggio, una riflessione, una riscoperta. Il titolo del disco suggerisce vi sia una seconda parte. Ebbene, dalle dichiarazioni della band questo ‘A Dark Poem Part 1: The Shores of Melancholia’ è la prima parte di una trilogia che vedrà a breve la pubblicazione del secondo capitolo e si concluderà entro la fine del 2026.

I brani sono molto lunghi e strutturalmente complessi, come ci si aspetta, tutti introno ai sei/sette minuti tranne l’ultima traccia di quasi dieci, e si muovono all’interno di un Prog elaborato pur sempre molto legato a sonorità piuttosto oscure, se vogliamo in parte vicine ai Porcupine Tree senza però esserne un epigono. Le atmosfere malinconiche e cinematografiche si avvicinano al Gothic/Doom in cui le tastiere spesso si amalgamano alle chitarre, accompagnandone le melodie senza troppo emergere, tantomeno eclissarsi, come in ‘As Silence Took You’; sanno invece sorprendere nel brano ‘The Slave That You Are’, in cui il passo verso il Black è brevissimo e la bordata è devastante, o come nella conclusiva ‘Too Close to the Flame’ in cui la doppia cassa ravviva il sound e sfiora il Power, pur rimanendo all’interno di texture Prog di matrice classica. La convincente ‘In Your Paradise’ gioca su parti ritmiche sostenute e alterna momenti più riflessivi, l’elaborata ‘As Silence Took You’ posta in apertura della release è graffiante grazie alle chitarre taglienti e nella seconda metà ricorda a tratti i My Dying Bride più recenti, mentre il pezzo da novanta, quello che vale l’acquisto del disco, è ‘Me My Enemy’, un brano dalle atmosfere sognanti che si avvicina molto ai lavori solisti di Steven Wilson. ‘Me My Enemy’ è avvolgente e affascinante, il giusto compromesso tra i brani più Heavy e quelli più rigorosamente ancorati al Prog. ‘A Dark Poem Part 1: The Shores of Melancholia’ è un disco con la D maiuscola che segna il ritorno di una band capace di dare ancora molto alla musica nonostante la prolificità, almeno in passato, sia stata stretta al combo. Qualità e non quantità, quindi, ma con questa trilogia potremmo averle entrambe ed esserne felici. Attendiamo impazienti la seconda parte e l’evoluzione di un concept che una volta concluso potrebbe essere un’opera mastodontica.

Tracklist

01. As Silence Took You
02. In Your Paradise
03. Me My Enemy
04. The Slave That You Are
05. The Shores of Melancholia
06. Too Close to the Flame

Lineup

Kjetil Nordhus: Vocals
Tchort: Guitar
Bjørn Harstad: Guitar
Stein Roger Sordal: Bass
Kenneth Silden: Keyboards
Jonathan Alejandro Perez: Drums