Bologna Violenta – Oblomovismo
Il 01/04/2026, di Alessandro Ebuli.
Gruppo: Bologna Violenta
Titolo Album: Oblomovismo
Genere: Alternative Rock, Elettronica, Inclassificabile, Jazz Metal, Metalcore, Progressive Metal, Progressive Rock
Durata: 27 min.
Etichetta: Dischi Bervisti
Bologna Violenta è un progetto nato nel 2005 da Nicola Manzan, violinista, polistrumentista e produttore trevigiano che ha collaborato con famosi artisti della scena pop, rock e alternative italiani. Nel 2015, a dieci anni dalla nascita del progetto, subentra il batterista, polistrumentista e producer marchigiano Alessandro Vagnoni, già membro di Dor, Ulan Bator, Death Legacy. ‘Wanna Be Satan’ e ‘Calcolatrice’ sono brani già pubblicati in passato e ripresi appositamente per il concept di ‘Oblomovismo’, e tutte le tracce del nuovo album si presentano schizofreniche e dense di sonorità che spaziano dal Metal (alternative?) al Prog, alla Psichedelia, con incursioni folli nel Jazz impastato con venature Fusion capaci di sfociare in pochi secondi nel metalcore, nello stoner, nei campionamenti elettronici e probabilmente ad ogni ascolto emergeranno nuovi riferimenti ai generi più disparati, segno evidente dell’ecletticità dei due musicisti. Il disco non è per palati facili, necessita di molteplici ascolti e attenzione ai testi, in molti brani cantati in una lingua incomprensibile (probabilmente indiana ma potrei sbagliarmi), all’interno di un concept che intende esplorare i cambiamenti del mondo, di una società pseudo futurista allo sbando, schiacciata dalla psicosi di tempi incerti che nella schizofrenia delle variegate sonorità del disco rappresenta l’apatia dell’essere umano. In questo senso è esplicativo il titolo del disco: il termine oblomovismo è stato coniato dallo scrittore russo Ivan Aleksandrovič Gončarov e fa riferimento all’apatia e all’ignavia di Oblomov, protagonista dell’omonimo romanzo del 1859. Il personaggio per le prime 150 pagine non si alza dal divano di casa, riuscendo a procrastinare ogni impegno, a fantasticare su attività importanti da svolgere che, per cause sempre diverse (frutto della sua immaginazione e della sua pigrizia), non porterà mai a termine. La storia narrata dal duo Bologna Violenta rappresenta la passività dell’individuo all’interno di una società devastata dalle informazioni, dalla propaganda politico/economica, da un nulla travestito da tutto l’occorrente per vivere una vita felice. Il brano ‘Multiscolor’ rappresenta perfettamente il concept ‘Oblomovismo’:
“La risposta la troverà nel Multiscolor, provi anche lei, domani sarà lieto di averlo fatto. Le serve per aiutare i suoi figli: le più svariate curiosità, tutte le esigenze dell’uomo moderno” recita il testo di ‘Multiscolor’.
‘Oblomovismo’ è un disco post-moderno che, mi si permetta il parallelismo, può essere accostabile al concept del libro Infinite Jest di David Foster Wallace. La società ci fa credere che sia tutto a nostra disposizione attraverso il mondo digitale, con artifici apparentemente miracolosi per tenerci confinati tra le nostre mura a regredire mentalmente e fisicamente. Si tratta di uno scherzo infinito che non porta a nulla, citando Wallace, schema che evidentemente si ripropone in maniera sempre più incisiva nella società attuale. I Bologna Violenta raccontano di questo immobilismo e a modo loro lo combattono con un collage di suoni disturbanti e, appunto, violenti. Si tratta di resistenza e di esperienza. Volete un altro parallelismo se pure a numerosi decenni di distanza? Pensate agli Area del trittico ‘Arbeit Macht Frei’, ‘Caution Radiation Area’ e ‘Crac’, dischi di post modernismo fusion jazz sperimentale con liriche incentrate nel racconto di una narrazione anti sistema. Era il Prog degli anni settanta, in cui si combatteva il progresso per evitare di piombare nel regresso. I Bologna Violenta fanno la stessa identica cosa, ma con le armi moderne a loro disposizione. Resistenza, appunto, a denti stretti. Disco difficile, ma fenomenale. Imperdibile!
Tracklist
01 – Oblomovismo
02 – Tuk-Tuk Extravaganza
03 – Somari
04 – Fiabe Francesi
05 – Sofia
06 – Uomini Sottosviluppati
07 – L’amuleto
08 – El Bombero Torero
09 – Multiscolor
10 – Il Vitello D’oro
11 – Blublublublublu
12 – Calcolatrice
13 – La Luna
14 – Wanna Be Satan
15 – Mosche
16 – Bestia Uccide a Sangue Film
Lineup
Nicola Manzan: Violino, tutti gli altri strumenti.
Alessandro Vagnoni: Batteria, tutti gli altri strumenti.