Gotthard – More Stereo Crush
Il 02/04/2026, di Dario Cattaneo.
‘More Stereo Crush’? Quindi altro ‘Stereo Crush’? L’album del 2025, uscito appena un anno fa, ci era piaciuto parecchio — anche più del precedente ‘#13’, a dirla tutta — quindi la notizia ci aveva già messi di buon umore. Ma non ci aspettavamo un piatto così ricco. Il qui presente EP, infatti, mette insieme ben otto brani — cosa tutt’altro che scontata per un Extended Play — di cui cinque inediti freschi e piacevoli e tre sorprese di cui parleremo tra poco. Una classica operazione “batti il ferro finché è caldo”, sì, ma condotta con gusto e con una spinta verso sonorità più robuste ed energiche rispetto a quanto lasciava intendere il più radiofonico ‘Stereo Crush’.
Ad aprire le danze sono proprio due inediti, ‘Right Now’ e ‘Ride The Wave’, che non fatichiamo a inserire tra i momenti migliori del lotto. Freschi, vibranti, entrambi i brani sembrano guardare al periodo ‘Firebirth’ — uno dei nostri preferiti della band elvetica — mettendo un po’ da parte le venature hard più settantiane che avevano caratterizzato lavori come ‘Bang!’ o ‘Silver’, e riscoprendo invece un hard rock più diretto e muscolare, in linea con quanto apprezzato anche nell’ultimo periodo con il compianto Lee.
La prima sorpresa arriva con la riproposizione di ‘Liverpool’, già presente sul quasi omonimo lavoro dello scorso anno: la resa è simile, forse leggermente più robusta, ma il vero valore aggiunto è la presenza della graffiante voce di Mark Storace (Krokus), il cui timbro ruvido crea un interessante contrasto con quello più pulito di Maeder. I due inediti successivi contribuiscono a dare all’EP una struttura sorprendentemente vicina a quella di un album completo: il lento ‘Smiling In The Pouring Rain’ si inserisce perfettamente dopo un episodio più radiofonico come ‘Liverpool’, mentre la rockettara ‘Snafu’ rompe nuovamente gli equilibri, riportando il sound verso territori più energici, in linea con dischi come ‘G.’.
Se ‘Don’t Miss The Call’, con il suo taglio radiofonico, richiama i Def Leppard più recenti di “Diamond Star Halos”, a chiudere il lavoro troviamo ‘Mayday’, finora disponibile solo in versione video, e la radio edit della semi-ballad ‘Burning Bridges’, qui più diretta e compatta grazie a una durata ridotta di quasi un minuto.
In definitiva, come anticipato, ci troviamo di fronte a un lavoro decisamente più ricco di quanto fosse lecito aspettarsi: non solo versioni alternative e curiosità, ma anche materiale nuovo che sarebbe stato davvero un peccato lasciare nel cassetto. Ottima mossa.
Tracklist
01. Right Now
02. Ride The Wave
03. Liverpool [feat. Marc Storace]
04. Smiling In The Pouring Rain
05. Snafu
06. Don’t Miss The Call
07. Mayday
08. Burning Bridges [Radio Edit]
Lineup
Nic Maeder: vocals
Leo Leoni: guitars
Freddy Scherer: guitars
Marc Lynn: bass
Flavio Mezzodi: drums