O – Cenere
Il 14/04/2026, di Maurizio Buccella.
Ho sempre pensato che per le cover l’approccio ideale è una dicotomica mistura di tatto e iconoclastia. Tatto nella misura in cui vai a maneggiare reliquie sacre della storia del rock ma anche iconoclastia perché tutto sommato il rock vuol dire distruggere, divorare, digerire e ricostruire in forme nuove. In questo Ep gli O raccolgono la sfida di 4 mostri sacri, che qui si stagliano come 4 livelli di progressiva difficoltà. Si parte con ‘Freezing Moon’ dei (serve davvero specificare?) Mayhem, in cui la formazione piemontese blackened post-hardcore sembra affondare le mani nella nuda terra per stringere, coi vermi tra le dita, le radici pulsanti della componente black del loro chimerico sound, lasciandosi contaminare da tutta l’oscurità intrinseca dello spiritoold school più destratificato. Ma è solo con ‘Pet Sematary’ che la politica del tributo cede il passo al gusto di stravolgere, riscrivere, smontare e rimontare. Nonsi tratta solo di ricantare in screaming il classico dei Ramones, ma il combo di Biella innesta, come fossero organi mutanti, accelerazioni stile Darkhrone, con riarrangiamenti che trasformano l’origjnale in un incrocio tra i Converge e i Carpathian Forest. Un’altra frana indietro nel tempo ci riporta ai Joy Division con ‘Twenty Four Hours’, dove l’ibridazione estrema mi ha ricordato le sonorità deathwave dei The Great Deceiver, soprattutto nelle vocals di S. vicine alla teatralità disperata del compianto Tomas Lindberg. Subito dopo il vero mostro finale è rappresentato da ‘Gloomy Sunday’ di Diamanda Galas (ripresa dalla composizione del pianista ungherese Rezso Seress datata 1933), in cui gli O, seppur asfaltando la struttura originale – solo vocals accompagnate da note di piano, molto sullo sfondo – con una colata di chitarre distorte, ne restituiscono il mood di catastrofe. Suoni di un mondo in sfacelo. La gamma di sfumature della vocalità di Galas è ricreata da un intreccio massiccio di chitarre e ritmica, a volte dissonante, in pieno stile Breach. L’intero Ep è registrato in presa diretta allo Studio 73 di Ravenna, con l’effetto di riproporre quell’impasto da live che quasi trasuda di quell’odore di chiuso, appannato di polvere e sudore, in totale contrapposizione alle superproduzioni patinate e cristalline.
Tracklist
- Freezing Moon — Mayhem (1994)
- Pet Sematary — Ramones (1989)
- Twenty Four Hours — Joy Division (1980)
- Gloomy Sunday — Diamanda Galás (1992)
Lineup
Basso M.
Chitarra M.
Voce S.
Batteria P.