Black Label Society – Engines Of Demolition
Il 17/04/2026, di Filippo Corso.
Gruppo: Black Label Society
Titolo Album: Engines Of Demolition
Genere: Doom Metal, Hard Rock
Durata: 51:43 min.
Etichetta: Spinefarm Music Group
85
Ci sono icone che, con il passare del tempo, continuano a far crescere la propria importanza e ad affinare il proprio talento, attraverso esperienze e progetti che trasudano passione e devozione in ogni loro caratteristica intrinseca. Artisti che restano fedeli, tra sudore, adrenalina, potenza ed estro, al vero spirito del rock.
È questo il caso di Sir Zakk Wylde e dei suoi Black Label Society, giunti al dodicesimo album in studio con ‘Engines Of Demolition’: un lavoro con cui la band riesce ancora una volta a omaggiare la radice più pura della musica che tutti noi amiamo.
L’omaggio arriva da un artista, e prima ancora un uomo, che annovera tra le sue più grandi esperienze e meriti quello di aver accompagnato Ozzy per gran parte della sua carriera ed a mio parere, in queste tracce si percepisce fortemente questo legame: non tanto nei riferimenti espliciti, quanto nel mood e nell’approccio generale che permeano il disco.
L’omaggio arriva da un artista, e prima ancora un uomo, che annovera tra le sue più grandi esperienze e meriti quello di aver accompagnato Ozzy per gran parte della sua carriera ed a mio parere, in queste tracce si percepisce fortemente questo legame: non tanto nei riferimenti espliciti, quanto nel mood e nell’approccio generale che permeano il disco.
‘Engines Of Demolition’ è un album composto da tredici brani, scritto tra il 2022 e il 2025, un periodo in cui Zakk ha compiuto numerosi passi importanti: dall’ingresso nella formazione attuale dei Pantera fino allo storico concerto di Birmingham del luglio scorso, momento in cui l’intero mondo metal ha lasciato cuore e anima sul palco, passando anche per le straordinarie performance dei Zakk Sabbath.
E’ da questa considerazione che si percepisce chiaramente la devozione ed il riferimento importante per il sound dei pionieri inglesi del metal, anche attraverso brani come ‘Gatherer Of Souls’ e ‘The Hand Of Tomorrow’s Grave’, che ricalibrano il tiro dopo l’iniziale ‘Name In Blood’, così trascinante e potente. Il full length, però, è assolutamente vario e ricco di momenti interessanti, come l’intima ‘Better Days & Wiser Time’, una ballad carica di emotività in cui il canto del chitarrista americano risulta avvolgente e particolarmente suggestivo.
Ma Zakk è, prima di tutto, un grandissimo chitarrista: impossibile non soffermarsi sugli splendidi riff e sugli assoli di ‘Broken And Blind’ e ‘The Gallows’, che vorremmo non finissero mai tanta e la loro bellezza. Difficile trovare un momento di stanca anche in ‘Above & Below’, dove l’alternanza tra passaggi più delicati e aperture quasi da ballad si intreccia con la potenza della chitarra e con il talento primordiale di Wylde.
C’è spazio anche per la malinconia, quella d’autore, che potrebbe appartenere a qualsiasi grande esponente del folk americano: ‘Back To Me’ è un pezzo commovente, pieno di grazia, impreziosito da un assolo finale clamoroso, che fa da contraltare alla graniticità della chitarra di ‘Lord Humungus’. Anche qui emerge il tipico sound dei Black Label Society, tra alternanze di atmosfere e sensazioni che raccontano il percorso compositivo di un artista passionale e fenomenale.
Lo strumento viene utilizzato in tutte le sue potenzialità, sia timbriche che espressive, diventando il vero mezzo attraverso cui nel disco prende forma l’hard rock più puro: è il caso di ‘Pedal To The Floor’, un brano spaccaossa in cui anche la prestazione vocale si conferma intensa e coinvolgente, perfetta per essere vissuta fino all’estremo in sede live.
L’ultimo trittico dell’opera rappresenta forse il momento più intimo del lavoro, non tanto a livello musicale quanto nell’attitudine: il ritornello e la chitarra dolce ma tagliente di ‘Broken Pieces’, la sfrontatezza quasi stradaiola di ‘The Stranger’, capace di incantare e far scuotere la testa grazie a riff degni di un vero custode della tradizione del rock’n’roll. Il tutto però conduce al momento più sentito e atteso: ‘Ozzy’s Song’. Una poesia, una dedica al padre artistico di Zakk, un saluto a un uomo e a un artista fondamentale, a cui tutti dobbiamo qualcosa per le emozioni che ci ha regalato nel corso della nostra vita. Un tributo che arriva con classe, passione e sincerità, come solo un legame autentico sa esprimere, e che suggella ancora una volta il talento puro dell’eroe del New Jersey.
‘Engines of Demolition’ è quindi un lavoro che non cerca compromessi, ma si nutre di istinto, identità e tradizione, suonando ‘vero’ dall’inizio alla fine. Una dimostrazione di come il rock, quello più autentico, non ha bisogno di reinventarsi per restare vivo: gli basta continuare a bruciare.
Tracklist
01. Name In Blood
02. Gatherer Of Souls
03. The Hand Of Tomorrow’s Grave
04. Better Days & Wiser Times
05. Broken And Blind
06. The Gallows
07. Above & Below
08. Back To Me
09. Lord Humungus
10. Pedal To The Floor
11. Broken Pieces
12. The Stranger
13. Ozzy’s Song
Lineup
Zakk Wylde: vocals, guitar, piano
John (JD) DeServio: bass
Jeff Fabb: drums
Dario Lorina: guitar