DEADWOOD – Rituals of a Dying Light

Il 26/04/2026, di .

Gruppo: Deadwood

Titolo Album: Rituals of a Dying Light

Genere: ,

Durata: 18 min.

Etichetta: Innerstrength Records.

70

Nati nel pieno della pandemia con una missione tanto semplice quanto violenta ‘Make Deathcore Angry Again’, i Deadwood non hanno mai avuto intenzione di piacere a tutti. Rituals of a Dying Light, il loro terzo EP, è un concentrato di brutalità claustrofobica, un viaggio breve ma intensissimo attraverso orrori reali, leggende urbane e abissi della mente umana.
Formati a Montreal nel 2020, i Deadwood costruiscono un sound che fonde death metal e hardcore in una miscela spietata, pensata per chi cerca sberle in faccia alla stregua di Meshuggah, Whitechapel, Despised Icon, All Shall Perish, Behemoth… ma il risultato non è mai derivativo: qui c’è identità, rabbia e una visione precisa.

L’EP si apre con ‘Tales of Massacre’. Riff tecnici, batterie martellanti e una durata sotto i tre minuti rendono il brano un colpo secco alla mandibola: niente fronzoli, niente dilatazioni inutili. È il biglietto da visita perfetto per un disco che non concede respiro. Non a caso è il singolo più efficace dell’intero lavoro.
‘Heretic’ abbassa leggermente la velocità ma aumenta la tensione: il racconto di una suora posseduta si sviluppa su una base oscura, con lead taglienti e un breakdown centrale che mostra tutta la capacità della band di giocare con dinamiche e cambi di atmosfera. È qui che emerge con più chiarezza la volontà dei Deadwood di espandere il proprio linguaggio, introducendo per la prima volta assoli e linee melodiche senza perdere aggressività.
‘Thirst for Blood’ torna a colpire con un approccio più diretto e punk nell’attitudine, mentre ‘Whispers of Death’ rappresenta uno dei momenti più riusciti dell’EP: tempi più lenti, spoken word inquietanti e un’atmosfera opprimente che scava nella psiche di Jack lo Squartatore. È la dimostrazione che la band sa dosare la violenza e usare il silenzio come arma.
La chiusura è affidata a ‘Echoes of the Fallen’, brano prevalentemente strumentale che sorprende per maturità compositiva: riff più pesanti, lead dal sapore quasi doom e un lavoro ritmico raffinato, che lascia spazio alla tensione e a un finale sospeso, inquietante, cinematografico.

A livello di lineup, i Deadwood schierano autentici veterani della scena quebecchese: Fred Element (ex Plasma Riffle, ex Ion Dissonance), Stephane Filion (ex Nova Spei), Charles-Etienne Lafrance (Discovery Through Torment, ex Dismayed) e Martin Demontigny. La scrittura è collettiva, ma parte dalle composizioni iniziali di Element, su cui ogni membro innesta la propria identità.
Dal vivo, sono tutt’altro che concilianti: ‘Vogliamo spaventarti. Vogliamo farti sentire a disagio’, dichiarano. E non è solo una posa.
Dopo aver suonato in Giappone e negli Stati Uniti (inclusa una data all’Inkarceration Festival) la band si prepara a conquistare l’Europa nel 2026, forte di concerti condivisi con nomi come Humanity’s Last Breath, Born of Osiris e Traitors.
Rituals of a Dying Light è caotico, oscuro, a tratti soffocante, ma anche ambizioso, consapevole e carico di potenziale. Un lavoro che divide, certo, ma che dimostra come i Deadwood sappiano maneggiare il caos con intelligenza, costruendo qualcosa che cresce ascolto dopo ascolto.
La luce sta morendo. E loro sono lì a officiarne il rituale.

Tracklist

  1. Tales Of Massacre
  2. Heretic
  3. Thrist For Blood
  4. Whispers Of Death
  5. Echoes Of The Fallen

Lineup

Fred Element – Chitarra
Stephane Filion -Chitarra
Charles-Etienne Lafrance – Batteria
Martin Demontigny – Voce