Defaced – Icon
Il 07/05/2026, di Filippo Corso.
Gruppo: Defaced
Titolo Album: Icon
Genere: Death Metal, Melodic Death Metal
Durata: 41:00 min.
Etichetta: Massacre Records
75
Ci sono band che, per fare le cose nel migliore dei modi, si prendono il loro tempo; un tempo necessario a limare ogni dettaglio, affinché il sound che le ha sempre caratterizzate – in questo caso un death metal di stampo più americano che europeo – possa trasformarsi in qualcosa di vivo e in continuo movimento. È esattamente quello che succede con gli svizzeri Defaced, che prima del nuovo ‘Icon’ avevano all’attivo “solo” due album, usciti tra il 2014 e il 2015: lavori interessanti, ma imparagonabili a questa nuova creatura, che ha richiesto ben due cicli di pre-produzione e un lungo lavoro in fase di scrittura prima di vedere la luce.
Qui non si parla soltanto di death metal, ma di un vero e proprio muro sonoro che affonda le radici anche in ritmiche e influenze più vicine al black metal, inteso però nella sua accezione più moderna. Il riffing è sempre in primo piano, ispirato e mai banale, e il suono – rispetto alle precedenti produzioni – ne guadagna tantissimo, anche grazie ai nuovi innesti: il cantante Thomas Gertsch, il chitarrista Matze Schiemann e il bassista Michael Gertsch, che sembrano aver dato una sterzata decisa al percorso della band.
‘Icon’ è un gran bel disco, e non vive soltanto di brutalità: dentro c’è anche molta melodia e una ricerca sonora che accompagna alla perfezione i temi trattati, come autoritarismo, sorveglianza di massa e manipolazione psicologica, il tutto visto dalla prospettiva dell’oppressore. È uno di quei lavori che magari per tuo stato d’animo non parti con la voglia di ascoltare, ma che una volta iniziato ti tiene lì fino alla fine, perché è pieno di spunti, sorprese e soprattutto di tanta intensità. L’opener ‘The Antagonist’ mette subito le cose in chiaro: un pezzo duro, ma anche tremendamente coinvolgente, grazie a chitarre pesanti e a un lavoro melodico di fondo che lo rende ancora più incisivo. Brani come ‘The Initiation’ mostrano invece un’anima più melodic death metal, mentre ‘Forever Mine’ è pura aggressione: blast beat feroci, ma anche rallentamenti in mid-tempo che funzionano alla grande.
Un’epicità violenta domina ‘Anthem of Vermin’, dove accelerazioni furiose si alternano a momenti più lenti e atmosferici, con scream e growl che si rincorrono senza sosta. La tensione si abbassa con la strumentale ‘Sonate’, intima e quasi sospesa, prima di riesplodere nella title track ‘Icon’, che con il suo mix tra death e sfumature thrash si piazza tra i momenti più alti del disco.
In chiusura, ‘Betrayer’ è probabilmente il brano che meglio rappresenta l’identità della band: evoluto, pieno di groove e di continui cambi di ritmo, racchiude in pochi minuti tutta la furia e la crescita dei Defaced.
‘Icon’ è, in definitiva, un disco che segna un passo avanti enorme: più maturo, più consapevole e soprattutto più personale. È un lavoro che dimostra come il tempo speso a curare ogni dettaglio faccia davvero la differenza, perché qui nulla è lasciato al caso. I Defaced colpiscono duro, ma questa volta lasciano anche il segno, mostrando una crescita enorme e una direzione finalmente ben definita.
Tracklist
01. The Antagonist
02. Perception
03. As My Will Prevails
04. The Initiation
05. Forever Mine
06. Anthem of Vermin
07. Sonate
08. Icon
09. Culling the Herd
10. Betrayer
Lineup
Thomas Gertsch: vocals
Massimiliano Malvassora: drums
Marco Kessi: guitars, backing vocals
Matze Schiemann: guitars
Michael Gertsch: bass