Opera IX – Veneficium
Il 19/05/2026, di Filippo Corso.
Gruppo: Opera IX
Titolo Album: Veneficium
Genere: Symphonic Black Metal
Durata: 56:18 min.
Etichetta: Edged Circle Productions
90
Ci sono band, vere e proprie entità, la cui arte non è riconducibile alla sola musica. La loro proposta va oltre: è come se durante l’ascolto si assistesse, o meglio, si partecipasse a un rituale oscuro.
Non accade con tutte le formazioni che fanno dell’oscurità il proprio marchio di fabbrica, né è qualcosa che si può ricondurre semplicemente al black metal. Succede solo con alcune realtà elette, capaci di trascendere il genere e trasformare la propria espressione artistica in un’esperienza totale.
Sono progetti che attraversano i decenni senza perdere forza, la cui nuova musica diventa ogni volta una sorta di rivelazione per una fedele schiera di adepti, pronti a immergersi nelle emozioni e nei significati che essa trasmette.
È esattamente in questo contesto che si collocano gli Opera IX: essenza dell’oscuro, dello studio e di una profonda tensione verso l’oltre. Con il nuovo ‘Veneficium’, la band intraprende e racconta “un pellegrinaggio nel labirinto delle arti oscure”, arti che vivono in prima persona e che riescono a trasmettere con estrema naturalezza ai propri proseliti.
I capisaldi della discografia della formazione italiana sono numerosi e fondamentali; tra tutti, per chi scrive, ‘The Black Opera’ e ‘The Call of the Wood’ restano punti di riferimento assoluti. Tuttavia, l’ingresso nel 2018 di una figura carismatica come Dipsas Dianaria, autentica e affascinante incarnazione di una moderna strega, ha portato una nuova e preziosa versatilità alla proposta della band. Il suo canto, maligno e al tempo stesso raffinato, capace di spaziare dallo scream alle parti più pulite, si integra in modo forse mai così incisivo nel sound degli Opera IX.
‘Veneficium’ si presenta come un viaggio colto, luminoso ed esoterico al tempo stesso, articolato in diversi capitoli che elevano la band oltre la semplice definizione di symphonic black metal, abbracciando una concezione più ampia e sfaccettata di “occult music”.
I momenti degni di nota sono numerosi. Si parte dall’intro ‘Gratidia’, dove il parlato sembra evocare una storia buia, costruendo una dimensione orchestrale, epica e profondamente suggestiva. Il passaggio verso ‘Vocatio Mortuorum’ è naturale e potente: qui si viene trascinati in un vero e proprio sabba infernale, uno stato di trance costruito attraverso l’alternanza di sezioni feroci e aggressive e altre di pura estasi. Le accelerazioni tipicamente black si intrecciano a passaggi più lenti e atmosferici, il tutto sorretto da una scrittura di grande spessore e da una prestazione vocale notevole, capace di fondere scream e clean con grande efficacia.
L’album è costellato di autentiche perle nere. ‘Saturni Arcanum’ si pone come naturale prosecuzione del brano precedente, alternando parti melodiche a momenti più estremi in un equilibrio oscuro e affascinante. ‘Saltatio Corvi’, con il suo incedere quasi doom, sembra dare vita a un incantesimo mefistofelico, arricchito da inserti strumentali dal sapore antico, che donano ulteriore profondità e preziosità alla composizione. Il lavoro alla chitarra di Ossian, mente e guida del progetto Opera IX, è ispirato ed eccelso lungo tutto il disco, contribuendo a creare un tessuto sonoro che a tratti assume un carattere litanico e infernale, senza mai rinunciare a improvvise accelerazioni feroci.
‘Veneficium’ è un’opera che richiede tempo, un lavoro da assorbire e studiare, destinato a rimanere a lungo negli ascolti degli appassionati grazie alla sua ricchezza e alle sue molteplici sfaccettature. L’approccio sinfonico è totalizzante, come in ‘Hortus Sagae’, mentre la lunghezza delle composizioni diventa uno stimolo ulteriore per esplorare nuove “stanze” del culto sonoro della band.
Brani come ‘Defixiones’ fondono elementi di metal e classic doom, avvolti da melodie ispirate, mentre la title track ‘Veneficium’ rappresenta un vero trionfo nero in musica, grazie alla varietà di tempi, stili e riff di grande impatto.
Si passa poi dagli episodi più aggressivi alla suadente dolcezza dell’introduzione di ‘Asphodelios’, fino all’atmosferica e orrorifica ‘Veia’, dove le parti sussurrate e narrate contribuiscono a chiudere un cerchio magico ed esoterico: un rituale sonoro completo, evocativo e profondamente immersivo. A suggellare il tutto la cover di ‘Black Sabbath’, non come semplice omaggio ma come vera reinterpretazione: il brano viene immerso in un’aura rituale e arcana, dove le radici doom dell’originale si fondono con l’approccio occulto e sinfonico degli Opera IX.
‘Veneficium’ è uno stregonesco capolavoro che si fonde a un’arte senza tempo. Gli Opera IX hanno dato vita, o forse donato un’anima, a un gioiello destinato a imporsi come caposaldo non solo della loro discografia, ma dell’intero panorama di genere, ben oltre i confini del patrimonio italiano. Un album definitivo, evocativo e stratificato, in grado di avvolgere e rivelarsi nel tempo, confermando la band come una delle realtà più profonde e coerenti dell’oscuro. Il risultato finale non può che collocarsi su un livello altissimo.
Tracklist
01. Gratidia
02. Vocatio Mortuorum
03. Saturni Arcanum
04. Saltatio Corvi
05. Hortus Sagae
06. Sagana
07. Defixiones
08. Veneficium
09. Asphodelios
10. Veia
11.Black Sabbath
Lineup
Ossian: guitars
Dipsas Dianaria: vocals
L.P. Vault: drums
Velum: keyboards
G.G.: bass