Social Distortion – Born to Kill
Il 24/05/2026, di Stefano Ricco.
A distanza di quindici anni – una lunga attesa dovuta a varie vicissitudini non ultima la malattia di Mike Ness – le note del brano ‘Born to Kill’ aprono un varco spazio-temporale riportandoci alla grinta del punk-rock anni ’80: si tratta di un brano di grande immediatezza e orecchiabilità, con il giusto grado di distorsione delle chitarre e tanta energia, giustamente meritevole di assegnare il titolo all’album. Più sporco, forse leggermente “impastato”, il suono della successiva “No Way Out”, brano egualmente carico e potente del precedente, a ricordarci come la vocazione eversiva della band sia bene intatta, una seria attitudine, non una posa passeggera. I toni si ammorbidiscono con ‘The Way Things Were’ e ‘Tonight’, brani non troppo in linea con le mie corde ma non certo distanti da quelle della band che storicamente ha attraversato il rock in molte delle sue sfaccettature, sempre accogliendo ritmi travolgenti e sonorità catchy, suoni crudi quanto arrangiamenti più rifiniti. D’altra parte, se l’ottava fatica della band si propone di racchiudere e combinare questi vari aspetti del rock, riesce perfettamente nell’intento. ‘Partners In Crime’ risulta tra i brani più riusciti del lotto, accattivante e trascinante, con un refrain piuttosto indelebile. ‘Crazy Dreamer’ è un brano nostalgico, ballad blueseggiante e suadente che dimostra l’ampio spettro di sonorità abbracciate dalla band, facendo riflettere su come le radici blues permeino in profondità il rock inteso nel senso più ampio del termine. Approfitto per rammentare come invece la musica e l’esistenza stessa dei Social Distortion abbia ispirato molte band dell’area californiana, dai Rancid agli Offspring ai Pennywise, giusto per citarne alcuni, ma superando ampiamente anche i confini della contea di Orange. Proseguendo nell’ascolto, proseguono le influenze blues, emerge la vena rock e si distingue la vocazione punk della band di Ness, con un proposta equilibrata, rispettosa della tradizione da cui deriva ma ben piazzata nel presente. ‘Born to Kill’ testimonia la portata di un gruppo che non ha ceduto al tempo e alle difficoltà, inclusi i profondi cambi di line-up, e di come il punk-rock rappresenti un genere intramontabile.
Tracklist
01. Born To Kill
02. No Way Out
03. The Way Things Were
04. Tonight
05. Partners In Crime
06. Crazy Dreamer
07. Wicked Game
08. Walk Away (Don’t Look Back)
09. Never Goin’ Back Again
10. Don’t Keep Me Hanging On
11. Over You
Lineup
Mike Ness: Vocals, Guitar
David Hidalgo Jr.: Drums
Jonny “2 Bags” Wickersham: Guitar
Brent Harding: Bass
David Kalish: Keyboards/Organ