Bruce Soord – Ghosts In The Park

Il 28/05/2026, di .

Gruppo: Bruce Soord

Titolo Album: Ghosts In The Park

Genere: ,

Durata: 43 min.

Etichetta: Kscope

85

Gradito ritorno per Bruce Soord con il nuovo album solista ‘Ghost In The Park’, a distanza di tre anni dal precedente ‘Luminescence’. La nuova fatica del polistrumentista britannico nasce durante il tour di promozione a ‘It Leads To This’, attualmente ultima fatica dei Pineapple Thief risalente al 2024 (del quale trovate QUI  la recensione). Piuttosto intimista nella sua costruzione lirica, ‘Ghost In The Park’ è stato scritto da Soord nella solitudine forzata delle camere d’albergo in cui alloggiava tra le date live con la sua band, con liriche costruite sul senso di oppressione e sofferenza seguite alla morte del padre e alla grave malattia della madre. Esperienze dolorose che ne hanno inevitabilmente plasmato la scrittura e costituito la colonna portante ed emotiva delle nove tracce qui contenute, attraverso personali suggestioni ed esplorando i ricordi della propria vita con una determinata volontà nel guardare avanti e lasciare il passato alle spalle. Ciò che emerge ad un primo ascolto è la fragilità di fondo delle tracce del disco; movimento, sinuosità, delicatezza, spiccato senso melodico, tutto però estremamente amplificato da un retrogusto amaro pervaso di dolore intimo, quasi silenzioso nel suo insinuarsi tra le note. Intimismo è dunque la parola d’ordine di questo lavoro destinato sì agli estimatori di Soord oltre che ai fan dei Pineapple Thief, ma a conti fatti è principalmente un’opera terapeutica per l’autore stesso. Le sonorità sono molto legate al Post-Rock e decisamente meno al Prog-Rock della band Madre, con picchi eccelsi quali la struggente ‘Concepcion’, un concentrato di cantautorato acustico, oppure ‘Meet Me On The Downs’, dal crescendo ipnotico, alla sognante ‘Kept Me Thinking’, fino alla straordinaria quanto dolorosa Titletrack che chiude l’album in dieci minuti di emozionante e sofferente litania. Magistrale ‘Day Of Wrath’, anch’essa ipnotica nel suo lento incedere, e di seguito ‘Our Predicament’, ‘Stared Down’, ‘You Made A Promise’, brani dal carattere simile tra loro e tutte pervase da riflessive partiture in cui l’artista predilige chitarra e voce e ancora liriche sofferte, pregne di angoscia e tormento. ‘Ghost In The Park’ è un album sostanzialmente acustico, all’interno del quale le composizioni vengono spogliate di inutili orpelli in favore di una forma canzone intima e immediata. Il risultato è eccellente, e se amate crogiolarvi nel dolore e condividerlo con l’artista che ha creato brani di tale bellezza questo disco fa per voi perché se da un lato un ascolto immersivo può condurvi nell’abisso della sofferenza, dall’altro potrà liberarvi dalle angosce e dalle afflizioni personali. Un viaggio nel profondo destinato ad una liberatoria risalita verso la luce, una presa di coscienza della realtà della vita che, anche attraverso le disgrazie e le sofferenze, deve continuare coraggiosamente. E cosa di meglio può fare un grande musicista se non trasporre le proprie emozioni in arte? Semplicemente straordinario.

 

 

 

 

Tracklist

01. Concepcion
02. Pillars
03. Meet Me On The Downs
04. Kept Me Thinking
05. Day Of Wrath
06 Our Predicament
07. Stared Down
08. You Made A Promise
09. Ghosts In The Park

Lineup

Bruce Soord: All instruments
John Sykes: Bass on ‘Kept Me Thinking’