Bara – Mary Cry
Il 07/06/2026, di Alessandro Ebuli.
I Bara, nati dalle ceneri dei Barafoetida, pubblicano il loro primo album con il nuovo monicker. La musica malinconica proposta dal gruppo si rifà molto platealmente alla scena Gothic Dark Rock degli eightes, in particolare a The Sisters Of Mercy, Christian Death, Bauhaus e affini. Il revival di questa scena in quegli anni vide decine di band emergere e diventare capisaldi del genere oggi torna più prepotente che mai, con valide formazioni che in alcuni casi, come con ‘Mary Cry’ dei Bara, riempie di gioia perché si intuisce fin dalle prime note che non si tratta di una mera mossa commerciale o nostalgica per quegli anni gloriosi. Al contrario, qui tutto suona fresco e nonostante gli evidenti riferimenti non si trovano tracce particolarmente simili a brani famosi di quel tempo oramai perduto; c’è una linfa compositiva fresca e vitale, una cura per il particolare (la titletrack, , ‘Frozen Tears’, ‘Raven’s Day’ e ‘In The Flesh’, che con la forza del teletrasporto, come una macchina del tempo ci fa viaggiare all’epoca di ‘First And Last And Always’, l’indiscusso capolavoro dei Sisters Of Mercy. ‘Obscura Somnia’ è uno straordinario inno che ricorda i Fields Of The Nephilim ma con Peter Murphy alla voce e ‘The End’ un riuscito esperimento, un contenitore di tutto quello che la Goth e la Dark hanno costruito nell’epoca d’oro. Echi dei The Cult, di Specimen, dei Killing Joke, degli Alien Sex Fiend, insomma c’è tutto quel che serve per confezionare un brano portavoce del proprio (e del loro) sound. Con la conclusiva ‘Voices From The Dark’, al cui interno spicca uno struggente violino, si sfiorano il Doom dei My Dying Bride, gruppo che insieme ai Paradise Lost ha saputo trovare una direzione nella quale mescolare il metal alla scia lasciata dal Gothic Rock e dalla Dark Wave. ‘Voices From The Dark’ è il brano più derivativo dell’album, che lascia spazio aperto a ciò che potrà arrivare in futuro. Non c’è molto in più da dire per un prodotto come ‘Mary Cry’ se non che è composto da sette splendide tracce (una, ‘Die, Die My Darling’, è una cover dei Misfits), e che se le nuove band suonassero e componessero brani freschi e vivaci come fanno i Bara non sentiremmo troppo la mancanza dei nomi storici. Tutto è vecchio eppure tutto è nuovo, entusiasmante, con l’aggiunta di un’elettronica figlia dei tempi moderni, il tutto condito da una produzione eccelsa che non guasta affatto. Cosa possiamo volere di più? Dinosauri nostalgici del Goth e della Dark fatevi avanti, qui c’è terreno fertile per innamorarsi!
Tracklist
01. Mary Cry
02. Frozen Tears
03. Raven’s Day
04. In The Flames
05. Die, Die My Darling (Misfits cover)
06. Obscura Somnia
07. The End
08. Voices From The Dark
Lineup
Luke Warner: Lead vocal, computer programming, theremin, sound devices
Denny Z: Keyboards, synthesizer, computer programming
Luca Stoppa: Guitars
Davide Fabbri: Drums