Einar Solberg – Vox Occulta

Il 12/06/2026, di .

Gruppo: Einar Solberg

Titolo Album: Vox Occulta

Genere:

Durata: 55 min.

Etichetta: InsideOut

78

Come ci si “affranca” dalla propria band madre? Non stiamo parlando di abbandonarla — trent’anni di metal vissuto (almeno per chi scrive) ci hanno insegnato che i modi per lasciare una nave, che stia affondando o meno, sono molteplici — ma piuttosto di elaborare in maniera diversa la propria identità artistica, lavorando magari su elementi estranei al materiale ormai omologato dall’ingombrante nome di provenienza. Così come è difficile immaginare uno Steve Harris lontano dalle cavalcate heavy o un Eric Adams privo di chorus anthemici e canzoni battagliere, anche la prospettiva di un Einar Solberg fuori dai Leprous suscita inevitabilmente una certa curiosità.

Nonostante si tratti di un artista ben più poliedrico dei due nomi appena citati, per chi frequenta il genere è impossibile non considerare Solberg una figura centrale del prog-rock contemporaneo. Con i Leprous, negli anni, il musicista norvegese ha lavorato di scalpello e panno morbido sull’ipotetico blocco di marmo rappresentato da questa corrente musicale, diventando — assieme a Jonas Renkse e Mariusz Duda — uno dei principali artefici delle sue sfumature più cupe, eteree e notturne.

Certo, già con il precedente lavoro solista, ‘16’, Einar aveva mostrato una certa volontà di apertura, semplificando strutture e arrangiamenti rispetto all’ermetico ‘Aphelion’; si intravedeva quindi il tentativo di allontanarsi almeno in parte da alcune caratteristiche fondanti dei Leprous. Ma poi è stata la stessa band a rendere più accessibile la propria proposta sul successivo ‘Melodies Of Atonement’, e quindi la domanda nel 2026 restava una sola: quale identità avrebbe cercato davvero Solberg lontano dalla sua creatura principale?

La risposta arriva già dal primo ascolto di ‘Vox Occulta’, un album che conserva intatta la malinconia serotina tipica del musicista norvegese, ma lavora in direzione opposta rispetto a ‘16’: qui tutto punta verso l’espansione, l’arricchimento, l’opulenza sonora. Facendosi manifesto di un amore mai nascosto per il cinematografico e l’orchestrale, ‘Vox Occulta’ costruisce infatti gran parte del proprio fascino sul barocchismo, sull’invadenza del comparto sinfonico e sul contrasto tra orchestrazioni monumentali e lente pennellate chitarristiche plumbee e pesanti.

Anche la durata dei brani segue questa impostazione: la title-track sfiora gli otto minuti, ‘Anima Lucis’ supera abbondantemente i sette, senza contare gli undici minuti di ‘Grex’, episodio malmostoso e per certi versi estenuante, ma anche fulgido esempio della grandiosità e dell’enorme cifra artistica che definiscono il disco.

I pochi brani privi di orchestra — appena tre — mantengono qualcosa in più del DNA dei Leprous, ma come dimostra la metallica ‘Medulla’ anche questi episodi restano elaborati e lontani dall’intimismo quasi raccolto che caratterizzava ‘16’. L’approccio introverso di Einar rimane sempre riconoscibile nelle linee vocali e nelle sottostrutture armoniche; ciò che cambia è semmai la volontà di comunicare maggiormente con l’ascoltatore, grazie a ritornelli più aperti e melodici — come quelli di ‘Liberatio’ — e a un afflato magniloquente che si pone quasi in antitesi rispetto all’introspezione dominante del lavoro precedente.

Alla fine c’è forse poco altro da aggiungere: se amate il lavoro di Solberg con i Leprous, ‘Vox Occulta’ possiede tutte le caratteristiche giuste per conquistarvi. È un album prolisso, certo, e probabilmente anche eccessivamente elaborato in alcuni passaggi, laddove qualche soluzione più lineare avrebbe forse giovato alla fluidità generale. Ma dentro questo disco c’è davvero tanta buona musica. E, in fondo, è ancora l’unica cosa che conta davvero.

Tracklist

01. Stella Mortua
02. Medulla
03. Vox Occulta
04. Liberatio
05. Serenitas
06. Vita Fragilis
07. Grex
08. Anima Lucis

Lineup

Einar Solberg: vocals, keys, piano
Jed Lingat: bass
Ben Levin: guitar
Pierre Danel: guitar
John Browne: guitar
Keli Gudjonsson: drums
Chris Baum: violin
The Norwegian Radio Orchestra