Monolord – Neverending
Il 14/06/2026, di Federica Sarra.
Titolo Album: Neverending
Genere: Doom Metal, Sludge Rock/Metal, Stoner Rock/Metal
Durata: 43:47 min.
Etichetta: Relapse
Distributore: Relapse
‘Neverending’ sembra il momento in cui i Monolord smettono di fissare il pavimento fumoso del doom europeo e iniziano a guardare verso l’orizzonte assolato del desert rock.
È una sensazione che emerge fin dai primi ascolti. Pur mantenendo intatto il peso specifico che ha reso il trio svedese uno dei nomi più riconoscibili della scena doom contemporanea, il nuovo album appare meno interessato alla lentezza opprimente e alla ripetizione ipnotica che avevano caratterizzato gran parte della loro produzione passata. Al loro posto troviamo un approccio più dinamico, più aperto e, per certi versi, sorprendentemente desertico.
La produzione di Sylvia Massy gioca un ruolo fondamentale in questa trasformazione. Le chitarre continuano a essere enormi, ma respirano di più. Il basso pulsa con maggiore libertà e la batteria sembra spingere costantemente i brani in avanti, anziché limitarsi ad accompagnarne il peso. Il risultato è un disco che conserva la propria natura heavy, ma che spesso preferisce il groove all’oppressione e il movimento alla contemplazione.
Brani come ‘You Bastard’ mostrano chiaramente questa evoluzione.
Il riffing conserva il DNA dei Monolord, ma si muove lungo coordinate che guardano tanto allo stoner rock quanto al doom tradizionale. Anche quando la band rallenta, raramente raggiunge quel senso di immobilità quasi rituale che caratterizzava alcune delle sue prove più celebrate.
Ciò che colpisce maggiormente è il senso di spazio. ‘Neverending’ è probabilmente uno degli album meno claustrofobici della loro carriera. Se in passato i Monolord evocavano stanze oscure sature di fumo e amplificatori al limite della saturazione, oggi sembrano proiettare il proprio suono in paesaggi più vasti, polverosi e assolati. Un cambiamento che non alleggerisce la musica, ma la rende diversa.
Questo non significa che il gruppo abbia rinnegato le proprie radici al contrario, ‘Neverending’ sembra raccogliere tutti gli elementi che hanno definito i Monolord negli ultimi tredici anni e riorganizzarli in una forma più fluida e personale.
Anche i testi, più intimi rispetto al passato, contribuiscono a dare all’album una dimensione emotiva differente, meno simbolica e più umana.
Chi cerca il doom monolitico e narcotico di ‘Empress Rising’ o ‘No Comfort’ potrebbe restare inizialmente spiazzato. Chi invece accetterà di seguire la band lungo questa nuova traiettoria troverà un disco che non cerca semplicemente di ripetere una formula vincente, ma prova a espanderla.
‘Neverending’ non è il lavoro più pesante dei Monolord, è forse uno dei più maturi e soprattutto è il disco di una band che, dopo oltre un decennio di carriera, ha ancora voglia di muoversi senza perdere la propria identità.
Tracklist
Lineup
Thomas Jäger – voce, chitarra
Mika Häkki – basso
Esben Willems – batteria