All Them Witches – House Of Mirrors

Il 18/06/2026, di .

Gruppo: All Them Witches

Titolo Album: House Of Mirrors

Genere: , , , ,

Durata: 46:41 min.

Etichetta: BMG

Distributore: BMG

90

Dopo sei anni di silenzio discografico, gli All Them Witches tornano con un album che non prova minimamente a inseguire il passato. ‘House Of Mirrors’ arriva dopo una fase particolarmente delicata per la band di Nashville, segnata da cambiamenti interni e dalla separazione con lo storico batterista Robby Staebler, ma invece di apparire come un lavoro di transizione si rivela uno dei capitoli più completi e affascinanti della loro carriera.
Fin dai primi minuti emerge una caratteristica precisa: gli All Them Witches continuano a muoversi all’interno del proprio universo sonoro senza mai lasciarsi intrappolare da esso. Blues, psichedelia, hard rock, stoner, folk americano e suggestioni progressive convivono ancora una volta all’interno di una scrittura che rifiuta qualsiasi schema prevedibile, ogni brano sembra svilupparsi seguendo una logica autonoma, sfuggendo costantemente alle aspettative dell’ascoltatore.
L’apertura affidata a ‘Red Rocking Chair’ è già una dichiarazione d’intenti, quella che nasce come una reinterpretazione di un tradizionale folk americano si trasforma lentamente in qualcosa di molto più oscuro e inquieto.
La band lavora per sottrazione, costruendo tensione attraverso atmosfere sospese, silenzi e improvvise esplosioni di pesantezza. È un approccio che attraversa gran parte dell’album e che rappresenta una delle sue qualità più evidenti.
Se ‘Nothing As The Ideal’ mostrava una band interessata soprattutto all’espansione delle proprie jam psichedeliche, House Of Mirrors appare invece più concentrato sulla scrittura, i brani risultano generalmente più compatti, ma non per questo meno ambiziosi.
Gli All Them Witches sembrano aver imparato a condensare il proprio linguaggio senza sacrificarne la profondità, trovando un equilibrio particolarmente efficace tra immediatezza e complessità.
L’elemento che colpisce maggiormente è la continua capacità del gruppo di cambiare pelle all’interno della stessa canzone. ‘Culling Line’ passa da atmosfere spettrali e quasi “appalachiane” a improvvise aperture psichedeliche; ‘Hold Up, Say What?’ accelera fino a sfiorare territori space rock; ‘Turn On The Light’ gioca invece con groove obliqui e tensioni che sembrano emergere tanto dal desert rock quanto dal blues più oscuro, nulla appare forzato, ogni deviazione sonora viene assorbita naturalmente all’interno dell’identità della band.
Anche il contributo del nuovo batterista Christian Powers si rivela fondamentale, il suo ingresso non altera la personalità degli All Them Witches, ma dona al disco una nuova energia. La sezione ritmica appare più mobile, più nervosa e in diversi momenti contribuisce a rendere il suono meno contemplativo rispetto al passato.
Ciò che distingue davvero questo lavoro da gran parte delle uscite rock contemporanee è però il suo rapporto con la tradizione americana. Gli All Them Witches continuano a evocare deserti, folk dimenticato, blues rurale e psichedelia senza trasformare questi elementi in semplice estetica. Il disco sembra attraversato da una costante sensazione di mistero, come se ogni brano custodisse qualcosa che resta sempre parzialmente nascosto, è proprio questa ambiguità a renderlo così magnetico.
L’album non cerca mai il singolo perfetto né il riff destinato a diventare immediatamente iconico, preferisce costruire un’esperienza, un percorso fatto di dettagli, deviazioni e atmosfere che si sedimentano lentamente ed è forse proprio questa scelta a renderlo così convincente.
Gli All Them Witches continuano a suonare come una band libera, interessata esclusivamente a seguire il proprio istinto creativo, ‘House Of Mirrors’ non reinventa il linguaggio del gruppo, ma lo raffina fino a raggiungere uno dei suoi punti più alti.
Un disco elegante, inquieto e profondamente americano, capace di unire radici e sperimentazione senza perdere coerenza.
A sei anni da ‘Nothing As The Ideal’, gli All Them Witches dimostrano ancora una volta di occupare un territorio che appartiene soltanto a loro.

Tracklist

01. Red Rocking Chair
02. Culling Line
03. Aethernet
04. Hold Up, Say What?
05. Go-Getter
06. Starting Line
07. Turn On The Light
08. Angel On The Wayside
09. The Welterweight
10. Saturn Song

Lineup

Charles Michael Parks Jr. – basso, voce
Ben McLeod – chitarra, voce
Allan Van Cleave – tastiere, Rhodes piano, violino
Christian Powers – batteria