Petrolio – Club Atletico Voces y Gritos
Il 26/06/2026, di Giulio Pieroni.
Gruppo: Petrolio
Titolo Album: Club Atletico Voces y Gritos
Genere: Drone, Elettronica
Durata: 31:12 min.
Etichetta: Subsound Records
Partiamo da un presupposto semplice: non possiamo approcciarci a questo ‘Club Atletico Voces y Gritos’ come se fosse un album normale, anzi tagliamo la testa al toro e diciamolo subito, io non riesco ad essere oggettivo di fronte a un’opera del genere visto che un pezzo della mia famiglia è dispersa in Argentina dal 1978. Per l’appunto il nuovo disco di Petrolio tratta questo argomento e più in generale le dittature Sud Americane identificando il periodo nero tra il 1973 (anno del golpe di Pinochet in Cile sopportato e sponsorizzato dal futuro premio Nobel Herry Kissinger che si permise di dire “la situazione è troppo importante perchè gli elettori cileni possano decidere da soli”) e il 1986.
Il titolo fa riferimento a uno dei tanti luoghi in Argentina in cui prima si praticava sport che furono trasformati durante il regime della “junta militar” in luoghi di detenzione e tortura, nonchè uno dei luoghi da cui poi le persone venivano portate sugli aerei della morte per essere poi gettati in volo sull’Oceano Atlantico.
A cosa serve tutto questo panegirico, fatto sicuramente approssimativamente, di storia del Sud America? A offrire un contesto agli argomenti e al mood che Petrolio vuole dare a questa opera; claustrofobia, dolore, buio e tanta paura. Per parte mia – scusate ma come avete già capito questa sarà giocoforza una recensione estremamente soggettiva – l’opera riesce in pieno nelle sue cinque tracce nel suo intento programmatico. A livello musicale l’elettronica minimale si mischia all’industrial, all’ambient e, anche grazie alle scelte vocali, ad aperture melodiche più smaccatamente anni ‘80 ma anche a momenti più rituali, come la quarta traccia in cui insieme a Petrolio troviamo Julinko che presta la sua voce andando a intessere atmosfere opprimenti.
L’album scorre molto bene ma il vero punto di forza è la seconda traccia, interpretata magistralmente da Stefani “alos” Pedretti, che nei poco più di 6 minuti di questa ‘Y Nadie queria saber’, attraverso l’uso sapiente ed eccezionalmente mescolato di spoken e parti più prettamente growl, racconta una storia piccola nella grande storia della dittatura argentina ma che rimane appiccicata alla pelle a chi ha il coraggio di ascoltare e comprendere la situazione dell’epoca. Anche gli altri feature sono di altissimo livello, è obbligatorio citare Pierpaolo Capovilla che presta la sua voce nella terza traccia ‘La Picana’ che interpreta in prima persona una persona costretta all’arresto e alle torture e che riesce pienamente a rappresentare la fotografia di quel pezzo di Storia che troppo spesso proviamo a dimenticare.
Ringrazio personalmente Petrolio per aver portato avanti un progetto del genere e penso che avremmo bisogno di più dischi che hanno il coraggio fare operazioni di questo calibro. Sicuramente non un disco per tutti, ma che dovrebbe essere ascoltato per via di cosa vuole raccontare.
Tracklist
01. 2403 (con Pallas Athene)
02. Y Nadie Queria Saber (con Alòs)
03. La Picana (con Pierpaolo Capovilla)
04. El Silencio (con Julinko)
05. Strangled Cry (con Bestial Mouth)
Lineup
Petrolio: Musica
Voce e testi:
Alòs (estratto dal testo di Levenson)
Bestial Mouth
Pierpaolo Capovilla
Julinko
Pallas Athene