The Cruel Intentions – All Hail Hypocrisy
Il 02/07/2026, di Andrea Lami.
Gruppo: The Cruel Intentions
Titolo Album: All Hail Hypocrisy
Genere: Glam, Hard Rock, Melodic Rock, Sleazy, Street
Durata: 34 min.
Etichetta: Indie Recordings
Distributore: Indie Recordings
Ci sono band che sembrano nate fuori tempo massimo e altre che riescono a rendere attuale un linguaggio musicale che molti considerano ormai relegato ai fasti del passato. I Cruel Intentions appartengono senza dubbio alla seconda categoria. Con questo terzo album, la formazione svedese conferma quanto di buono mostrato in precedenza, confezionando un lavoro convincente, ricco di canzoni immediate, coinvolgenti e dotate di quella rara capacità di rimanere impresse già dal primo ascolto.
Il quartetto continua a muoversi tra hard rock, sleaze e rock’n’roll ad alta gradazione melodica, senza rinunciare a qualche interessante incursione in territori più punk-oriented (‘Pseudo Genius’, ‘Bad Addiction’) . Nulla di eccessivo o fuori contesto: si tratta piuttosto di sfumature che donano dinamismo all’ascolto e contribuiscono a mantenere elevato il livello di energia lungo tutta la durata del disco.
Piacevole ‘Wastland’ la ballad acustita piazzata a metà dell’album che oltre ad essere apprezzata ci permette di respirare un attimo dopo l’ondata rock degli altri brani. Ma tranquilli perché si riparte subito con ‘When Eden Burn’ nata su di un riff rubato agli AC/DC e con una melodia iniziale che richiama alla mente ’20th Century Boys’ dei T. Rex pur sviluppandosi in altra direzione.
Il vero punto di forza dell’album resta però la scrittura. Le melodie sono curate e costruite con intelligenza, i ritornelli funzionano alla perfezione e ogni brano sembra possedere un’identità ben definita. Non ci sono particolari rivoluzioni stilistiche rispetto al passato, ma quando le canzoni sono così efficaci non ce n’è realmente bisogno. I Cruel Intentions dimostrano ancora una volta di sapere esattamente come combinare attitudine, immediatezza e senso della melodia.
A livello personale, devo ammettere di aver seguito con interesse il percorso di Lizzy DeVine fin dai tempi dei Vains Of Jenna. Una band che ho sempre apprezzato senza però esserne mai stato completamente conquistato, nemmeno nelle occasioni in cui ho avuto modo di vederla dal vivo. I Cruel Intentions, invece, sono riusciti dove il gruppo precedente si era fermato. Prima è arrivata la folgorazione con il secondo album, poi la riscoperta dell’album di debutto, entrambi capaci di crescere ascolto dopo ascolto. Mi hanno convinto a tal punto da spingermi a seguirli anche in sede live e ad attendere con sincera impazienza questo nuovo capitolo della loro carriera.
L’attesa, fortunatamente, non è stata delusa. Questo terzo lavoro rappresenta una naturale evoluzione del sound della band e conferma quanto i The Cruel Intentions siano oggi una delle realtà più solide e credibili della moderna scena sleaze/hard rock europea. Un disco che non inventa nulla, ma che centra perfettamente il bersaglio grazie a una raccolta di canzoni forti, spontanee e tremendamente divertenti da ascoltare.
Tracklist
- Beating in My Chest
- Living Out of Line
- All Hail Hypocrisy
- Triple Threat
- Wasteland
- When Eden Burn
- Pseudo Genius
- Bad Addiction
- Porridge Head
- Whatcha Gonna Do
- Cashed Out