Moonspell – Far From God
Il 03/07/2026, di Alessandro Ebuli.
L’approccio compositivo dei Moonspell è cambiato molto in oltre trent’anni di attività e, disco dopo disco, la band lo dimostra grazie a un’attitudine sempre più diretta verso lidi gotici marcatamente Eighties e sempre meno Metal. Con il precedente ‘Hermitage’ le coordinate avevano subito una decisa sterzata verso sonorità più introspettive, a tratti pinkfloydiane, pur mantenendo un tono oscuro ed elettronico in molte soluzioni; inoltre il recente live con l’orchestra sinfonica ‘Opus Diabolicum – The Orchestral Live Show’ (trovate QUI la recensione) ha probabilmente contribuito alla maturazione di nuove sonorità più ragionate, più eleganti e meno d’impatto. Nel nuovo ‘Far From God’ i portoghesi fanno un passo indietro e, pur marcando nuovamente i territori dell’introspezione, riabbracciano sonorità dei primi anni Duemila in linea con gli album ‘The Antidote’ e ‘Darkness And Hope’. Nelle nuove composizioni Ribeiro utilizza pochissimo il growl o pseudo tale, il suo stile vocale nelle parti ruvide ha sempre mantenuto un certo rigore, e qui predilige le clean vocals e la melodia. Non mancano però episodi più duri come ‘Biblical’, ‘The Great Wolf In The Sky’, ‘Your Promise Of Light’, ‘Our Freedom To Call’ e la conclusiva ‘Reconquista’, brani di carattere che rimandano ad ‘Irreligious’ e ‘The Butterfly Effect’ se pure con un tocco di classe e di eleganza che non guasta affatto, e si ha l’impressione che oggi la band punti più su un’espressività fatta di suoni malinconici, introspettivi ed emozionali con brani cadenzati il cui punto focale sono la profondità e l’attenzione alla texture melodica e alla cura della parte lirica, piuttosto che all’impatto sonoro fine a se stesso. Tutto ciò non è affatto un limite, anzi, mostra una band capace di superare il proprio passato con grande dignità, non tenta di emulare i propri album iconici ma al contrario punta su una qualità compositiva meno aggressiva, meno immediata, certamente più riflessiva e suadente dal punto di vista degli arrangiamenti come nella straordinaria ‘For The Love Of Mortals’, sorretta da un tappeto di tastiere ammaliante. Su questo brano si avvertono spunti non troppo lontani dai Depeche Mode dell’ultimo ‘Memento Mori’ e non è un caso, perché ‘Far From God’ è un album oscuro, denso di malinconia, di nostalgia e di sofferenza e probabilmente più che nel passato anche estremamente spirituale. Si tratta di un ottimo album che ci mostra una band ancora capace di sferrare colpi duri e ben assestati, se pure la pesantezza ha lasciato spazio alla riflessione. Nota a margine la bellissima cover album a cura di Eliran Kantor, oramai divenuto un riferimento nell’ambito del Metal. Dunque bentornati Moonspell, una gradita (ri)conferma.
Tracklist
01. Cross Your Heart
02. Far From God
03. Biblical
04. The Great Wolf In The Sky
05. Your Promise Of Light
06. For The Love Of Mortals
07. Our Freedom To Call
08. Reconquista
Lineup
Fernando Ribeiro: Vocals
Pedro Paixao: Keyboards, Samplers, Guitar
Ricardo Amorim: Guitar
Aires Pereira: Bass
Hugo Ribeiro: Drums