Evanescence – Sanctuary
Il 23/07/2026, di Gianfranco Monese.
Gruppo: Evanescence
Titolo Album: Sanctuary
Genere: Alternative Metal, Gothic Metal
Durata: 49:06 min.
Etichetta: BMG
E’ mattina e, mentre mi distraggo davanti alle solite vacuità regalatemi dai social, di cui quotidianamente mi prometto di diminuire il personale minutaggio, ecco arrivarmi un reel con una simpatica playlist del 2003. E, come dev’essere, tra i brani compare ‘Bring Me To Life’, portabandiera non solo di un debutto (‘Fallen’ [2003]) che regalò agli Evanescence un’immediata fama mondiale, ma anche di una band che è (ancora, e per i motivi più vari) ancorata a quel disco. Un pò come se gli Europe fossero “quelli di ‘The Final Countdown'”. C’è molto altro, se si prestasse orecchio (questo vale per ambo le band), ed in merito alla compagine della frontwoman Amy Lee, arrivando cinque anni dopo un album dalle buone speranze come ‘The Bitter Truth’ (recensione QUI), ‘Sanctuary’ è un ulteriore sinonimo di maturità e progresso: una strada che non vuole aggrapparsi ad un glorioso passato, ma continuare fedelmente ad ammodernarsi. Merito lo si deve sicuramente alla furbizia da parte della Lee, unico membro storico, di essersi circondata di una squadra di produttori niente male come Jordan Fish, Zakk Cervini e Nick Raskulinecz. Ed è soprattutto il primo a farsi notare all’interno delle tracce di questo quinto lavoro, avvicinandole molto al metal moderno e/o Metalcore, avendo collaborato con i Bring Me The Horizon. Lo si sente nelle chitarre di ‘Who Will You Follow’, o in un’elettronica preponderante, ma mai invasiva (‘Rapture’). ‘Afterlife’ e la titletrack sono forse i pezzi che più ci riportano all’illustre passato: gotici, drammatici, pesanti, affascinanti, con il secondo che, nelle chitarre, richiama i Korn di ‘The Serenity Of Suffering’ ([2016], sempre Raskulinecz alla regia). Come per la storica ‘My Immortal’, gli Evanescence ci hanno abituato bene con le loro ballate, e questa volta è il turno di ‘How Do I Heal’ (più scontata, invece, è ‘Forever Without You’), nella quale Amy Lee fa nuovamente centro, appoggiandosi ad un pianoforte spinto da orchestrazioni che, relegate in secondo piano, sono quella ciliegina sulla torta che trascina la canzone tra gli apici del lotto. Tutto bene quindi? Non proprio, perché ‘Sanctuary’ soffre di episodi che passano lasciando l’amaro in bocca, come i primi due pezzi ‘Beautiful Lie’ e ‘Tell Me When You’ve Had Enough’ (con un gran basso in prima linea), oltre ad ‘About Us’, riempitivi accurati strumentalmente parlando, ma col freno a mano tirato, per quanto utili a spezzare le ritmiche del disco (fatto che, a proposito, lascia più di un dubbio sulla scelta di farlo iniziare con le due canzoni citate, per quanto la seconda potrà avere il suo giusto appeal dal vivo). Si torna a linee modern Metal con l’oscillante ‘Calm Down’ e soprattutto l’avvolgente ‘Self Destruct’, a metà tra gothic ed industrial Metal: personalmente, il pezzo cui sarebbe spettato il posto di opener di questo lavoro. Fanalino di coda, invece, è ‘Wide Open Heart’, altro ritorno al tragico, gotico, teatrale passato, senza infamia e senza lode. Ed è un peccato che ‘Sanctuary’ si “perda” in alcune canzoni che non rendono giustizia ad un lavoro in primis di ricerca sonora e maturazione sicuramente al passo con i tempi, che impreziosisce un sound che sa guardare al passato, mirando però avanti. Mai avrei pensato che, ventitré anni dopo ‘Fallen’, gli Evanescence fossero così freschi: un plauso sicuramente a quella “testardaggine” che li ha portati, oggi, a suonare moderni e convincenti, e qualche punticino in più per la produzione: fresca, precisa, pulita e potente. Chi li vedrà all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno il prossimo 28 settembre, sono certo non resterà deluso.
Tracklist
01. Beautiful Lie
02. Tell Me When You’ve Had Enough
03. Who Will You Follow
04. Rapture
05. Afterlife
06. Sanctuary
07. How Do I Heal
08. About Us
09. Calm Down
10. Self Destruct
11. Forever Without You
12. Wide Open Heart
Lineup
Amy Lee: vocals, piano, keyboards
Tim McCord: rhythm guitar
Troy McLawhorn: lead guitar
Emma Anzai: bass
Will Hunt: drums