Lord Of The Lost – Opvs Noir Vol. 3
Il 01/09/2026, di Gianfranco Monese.
Gruppo: Lord Of The Lost
Titolo Album: Opvs Noir Vol. 3
Genere: Gothic Metal, Industrial Metal
Durata: 44:20 min.
Etichetta: Napalm Records
Solitamente, l’ultimo capitolo di una trilogia è quello del gran finale, dove si tirano le somme in maniera monumentale (basti pensare al mondo del cinema), e guardando al pianeta Lord Of The Lost, la personale speranza al termine della recensione del precedente capitolo (che potete leggere QUI), era che le cartucce migliori fossero state tenute proprio per questo ‘Opvs Noir Vol. 3’. Missione compiuta? L’opener ‘Kill The Lights’ è un ottimo antipasto, decisa nella struttura, teatralmente gotica nel lavoro di archi e sintetizzatori, senza che quello spirito popeggiante, che tanto ha fatto conoscere il sestetto tedesco nel recente passato, ne risenta. Pop che, assieme ad Alea dei Saltatio Mortis, prende piede in ‘I’m a Diamond’, pezzo catchy forse troppo scontato (non a caso, il più breve del lotto assieme a ‘The Shadows Within’), nel suo ostinarsi ad essere piacione. Più azzeccato, sotto questo aspetto, è ‘My Funeral’, ricercato nelle sue movenze drammatiche a ricordare i Deathstars, e con un testo simpatico nonostante tutto, un pò come i Rammstein fecero per ‘Pussy’. Ovviamente, come nei precedenti capitoli, le ospitate inducono i pezzi verso generi a loro più consoni: è il caso di ‘I Hate People’, nel quale è chiaro che Wednesday 13 trascini verso movenze danzereccio/punkeggianti care a lui, ed ai suoi (ahimè) sciolti Murderdolls, anche se a conti fatti il brano risulta senza infamia e senza lode. Più convincente è il tema de “Les Poètes maudits” di cui, sia in inglese che in francese, assieme ad Hannes Braun dei Kissin’ Dynamite, Chris Harms canta in ‘La Vie Est Hell’, sinuosa ed orchestrale canzone dalla drammaticità glamour, e di cui personalmente in futuro gradita sarebbe una reinterpretazione totalmente in acustico. Al contrario, poca fatica è stata fatta per cercare di portare ‘When Did The Love Break?’ su lidi sinfonici, data l’ospitata degli Xandria, facendolo apparire come un innocuo lato B di band affini come gli Epica. Nel mezzo, scarsa voglia di essere riascoltate lasciano ‘The Shadows Within’, le solite soluzioni ballabili di ‘Square One’ e l’inconcludente ‘Your Love Is Colder Than Death’, o almeno niente che non si sia già ascoltato, ed in meglio, da parte dei Lord Of The Lost. Fortunatamente, più decisa appare ‘Take Me Far Away’, grazie anche all’ospitata della band originaria di Horsham dei Cats In Space: un brano che, grazie alle molteplici caratteristiche modern/glam/gothic, appare convincente pur nella sua semplicità strutturale. Chiude il disco la bellezza glaciale di ‘The Days Of Our Lives’, una carezza che sa di casa, di camino acceso, mentre fuori imperversa la bufera più gelida. In conclusione, come il precedente capitolo, anche ‘Opvs Noir Vol.3’ è un lavoro riuscito a metà, sorretto da qualche buon brano, ma bastevole se ascoltato nella sua interezza. Capisco il tanto materiale a disposizione, ed ammiro l’aver osato con ben tre album in otto mesi, ma forse scremare il tutto, soprattutto in un mondo musicale odierno nel quale si vende molto meno, sarebbe potuta essere la soluzione migliore, perché se la quantità può piacere se inserita in una serata dal vivo, la qualità è quello che si vorrebbe ascoltare su disco.
Tracklist
01. Kill The Lights
02. I’m a Diamond (feat. Saltatio Mortis)
03. My Funeral
04. I Hate People (feat. Wednesday 13)
05. The Shadows Within
06. La Vie Est Hell (feat. Kissin’ Dynamite)
07. Square One
08. When Did The Love Break? (feat. Xandria)
09. Your Love Is Colder Than Death
10. Take Me Far Away (feat. Cats In Space)
11. The Days Of Our Lives
Lineup
Chris “The Lord” Harms: vocals, guitars, cello
π (Pi Stoffers): guitars
Benjamin “Benji” Mundigler: guitars, synthesizers
Class Grenayde (Klaas Helmecke): bass
Gared Dirge (Gerrit Heinemann): piano, synthesizers, percussions, guitars, theremin
Niklas Kahl: drums