Azrath 11 – Kenos
Il 02/09/2026, di Alessandro Ebuli.
Gruppo: Azrath-11
Titolo Album: Kenos
Genere: Black Metal, Death Metal
Durata: 37 min.
Etichetta: Northern Darkness Records
Il mondo del metal estremo è in continua evoluzione e se molte band decidono di rimanere fedeli alla vecchia scuola, molte altre virano in direzione di qualcosa di più elaborato e non necessariamente relegato alla violenza sonora per raggiungere un’aggressività fine a se stessa. Gli Azrath 11 riescono nell’impresa di risultare evoluti e moderni pur rimanendo nell’ambito di un estremismo metal a metà strada tra il Black e il Death. Sono soltanto cinque i brani in setlist e già dall’opener ‘Sepvlcretvm A Pelago Lambitvm’ sono palesi le varianti ai due generi in questione; riff devastanti, blast beat a ripetizione, un cantato growl di chiara derivazione Black accompagnato a linee chitarristiche Death. In ‘Theoktonia’ si avvertono ambientazioni simil-sinfoniche sulla falsa riga di band come Dimmu Borgir e Cradle Of Filth, appare quindi più ragionata se pure all’interno di un magma di follia e violenza senza compromessi. ‘Hamarteia’ è un pugno nello stomaco di chiara matrice Death alla Cannibal Corpse, marcia e destabilizzante, nella quale va evidenziato un drumming esplosivo e velocissimo, con la chitarra solista a marcare traiettorie melodiche che mi hanno ricordato alcune soluzioni adottate dai Sadist. Nella parte centrale il brano lascia spazio ad ambientazioni cinematografiche e orrorifiche, salvo poi tornare ad un devastante Death metal senza fronzoli. La strumentale e orchestrale ‘Imposing My Will’ pare invece uscita da una Motion Picture Soundtrack con il suo incedere magniloquente e denso di espressività; il brano funge da intro per il capolavoro dell’album, che da solo vale il prezzo del biglietto.
La titletrack ‘Kenos’, della durata di quasi diciassette minuti, stupisce la per varietà delle soluzioni adottate, un concentrato di tutto ciò che abbiamo ascoltato nelle tracce precedenti. Il brano parte con un Heavy Death ragionato in cui si inseriscono tappeti di tastiere orchestrali e cori ecclesiastici su un mid-tempo che lentamente apre ad una ferocia Black in cui è ancora il drumming forsennato a fare da padrone insieme al growl assassino. I tappeti di tastiere sorreggono il sofisticato apparato chitarristico e si innestano in un substrato orchestrale che si mescola a parti recitate e nuovamente virano verso esplosioni Death e Black. Il brano prosegue su questa linea esasperando le parti più violente e nella seconda parte tornano soluzioni che potremmo definire Avantgarde. Si percepisce la voglia di stupire da parte della band che oltre alla velocità e alla potenza fine a se stessa esprime una propensione a certe soluzioni chitarristiche che rimandano a temi legati al Prog, talvolta persino ad un elaborato Free-Jazz e mi riferisco alla chitarra solista che sembra muoversi in direzioni differenti rispetto alla sezione ritmica più dritta e feroce. Sicuramente un pregio in quanto in un brano così lungo una mera espressione Black o Death potrebbe stancare, mentre le variabili adottate dal gruppo riescono a rendere la titletrack avvincente ed espressiva, facendola somigliare ad una lunga suite divisa in tre/quattro movimenti che si conclude con un solo di Sax ammaliante che rimanda ai Pink Floyd, segno che qui c’è molto più di un semplice approccio alla musica estrema. Al termine dei necessari ripetuti ascolti per comprenderlo a fondo, l’album risulta un ottimo prodotto destinato non soltanto agli estimatori e ai puristi del Death/Black, ma soprattutto a chi desidera una maggiore varietà di stili e apprezza una buona dose di melodia e ricercatezza sonora. Ottima la produzione, capace di conferire ad ogni strumento risolutezza e cristallinità.
Tracklist
01. Sepvlcretvm A Pelago Lambitvm
02. Hamarteia
03. Theoktonia
04. Imposing My Will (Orchestral version)
05. Kenòs
Lineup
Antheres A.E.: Vocals, Guitars
Asmodevs D.D.: Drums, Keyboards
Dioskouroi D.F.:Bass, Backing Vocals
Enlil A.N.: Guitars, Backing Vocals