Mastodon – Marrow Deep
Il 05/09/2026, di Alessandro Ebuli.
Gruppo: Mastodon
Titolo Album: Marrow Deep
Genere: Sludge Rock/Metal
Durata: 65:00 min.
Etichetta: Loma Vista Recordings
Il nuovo album dei Mastodon esce in un momento cruciale per la storia della band. Nel 2025 prima la fuoriuscita di Bret Hinds dal gruppo poi la sua prematura scomparsa avevano destabilizzato il gruppo che reduce dall’ultimo controverso album studio ‘Hushed And Grims’ del 2021 era atteso al varco da pubblico e critica. Proprio in questi giorni ricorrono i vent’anni di ‘Blood Mountain’ (che insieme a ‘Leviathan’ è riconosciuto essere una delle migliori prove della band americana) e forse un confronto alla luce di quanto accaduto lo scorso anno diviene inevitabile anche in funzione dei tanti anni di carriera alle spalle. In questo senso ‘Marrow Deep’ riparte esattamente da ciò al quale i Mastodon ci hanno abituati, ovvero una sana e robusta dose di Sludge Metal senza fronzoli unita a una massiccia presenza di elettronica di fondo che gonfia i suoni, stratificando brani pregni di melodia e complesse evoluzioni strumentali mai fini a se stesse. Ciò che appare evidente fin da subito è una più misurata varietà compositiva, soprattutto per quanto riguarda il drumming meno ossessivo e più lineare di Brann Dailor, da sempre un riferimento nel sound dei nostri. Convincono particolarmente brani come ‘Poisonous Weapon’, ‘Your Ghost Again’, ‘The Vanishing’, ‘Golden Spires’ e ‘Moth And Bone’ che rimandano all’epoca più sperimentale degli album ‘Crack The Sky’ e ‘Once More Round The Sun’, oppure ‘Snakes For Dinner’ e ‘Out Like A Lamb’, più dirette e incisive. ‘They’re Coming For You’ inizia eterea per poi esplodere in una cavalcata Psych che a tratti rimanda alle evoluzioni artistiche dei The Mars Volta per poi riassestarsi sul binario Sludge, così come la folle ‘A Vampire’s Demeanor’, in cui le urla lancinanti di Troy Sanders tentano di supplire, con l’aiuto di Brann Dailor, alla mancanza della vocalità di Hinds riuscendovi soltanto in parte. È chiaro che Hinds manchi, lo si avverte al primo ascolto, ma questo avrebbe assunto un differente significato se fosse ancora parte di questo mondo. Dopo essere stato allontanato dalla band con relativi dissidi le dichiarazioni degli altri membri erano state chiare: avrebbero continuato senza sostituire uno dei membri fondatori, tranne che ingaggiare Nick Johnston per la tourneé. Dopo il tragico evento la sensazione è che la sua presenza aleggi tra le composizioni di ‘Marrow Deep’, più di tutto in ‘Your Ghost Again’, brano pubblicato come singolo anteprima del disco e dedicato proprio all’ex compagno. In tutto l’album si avverte una massiccia presenza delle tastiere che giocano un ruolo importante rispetto al passato: probabilmente non avere rimpiazzato Hinds – e quindi non avere più un’alternanza vocale di grande impatto nello stile compositivo dei Mastodon – ha fatto sì che il gruppo esplorasse un territorio fino ad oggi meno battuto, le tastiere appunto, che fossero maggiormente presenti e donassero una nuova veste al sound generale dell’album che non ne risente, anzi, ne mette in risalto le qualità. C’è poi il ruolo fondamentale della chitarra di Bill Kelliher che come di consueto in casa Mastodon tesse strabilianti trame sonore con un gusto melodico fuori dal comune.
Ecco, in tutto questo, al netto di brani comunque di grande pregio, sembra che tutto sia come rallentato, frenato da un senso di impotenza dinnanzi alla tragicità della vita. ‘Marrow Deep’ è certamente un buon prodotto, ma nel complesso suona meno Mastodon persino del precedente album che già aveva dato una parziale sterzata allo stile della band. Probabilmente si tratta del disco della svolta, un concentrato di sperimentazione non sempre riuscita e di bordate Metal solo a tratti convincenti come nella conclusiva ‘The Three Fates’ in cui la furia Sludge si alterna ad articolate trame Free/Prog-Jazz, divenendo il manifesto di questo cambiamento. Peccato, perché dai Mastodon francamente ci si aspettava di più.
Tracklist
01. Barbarians Blood
02. Poisonous Weapon
03. Your Ghost Again
04. Snakes For Dinner
05. Out Like A Lamb
06. In The Ruins
07. They’re Coming For You
08. Golden Spires
09. Moth And Bone
10. A Vampire’s Demeanor
11. The Vanishing
12. The Three Fates
Lineup
Troy Sanders: Vocals, Bass, Keyboards
Brann Dailor: Drums, Vocals
Bill Kelliher: Guitar
Joao Nogueira: Keyboards