Hesperia – Picenum (Marchigian Black Metal Reinassance)

Il 30/09/2026, di .

Gruppo: Hesperia

Titolo Album: Picenum (Marchigian Black Metal Reinassance)

Genere:

Durata: 79:43 min.

Etichetta: Hammerheart

80

Ho sempre pensato che il black atmosferico, a differenza delle declinazioni parallele dello stesso genere (raw, industrial, blackgaze, blackened death e chi ne più ne ha più metta), fosse l’arma a doppio taglio che gli incauti fabbri del metallo nero tendono più a sottostimare nell’illusione di dare voce ai luoghi col loro carico di storie spesso dimenticate. L’origine di quest’alchimia avvelenata sta nel legame col territorio, per cui in molti pensano che basti mischiare suoni delle tradizioni locali con le note architetture dei suoni black, col rischio di suonare come il frutto di uno zapping selvaggio da un live degli Immortal alla pubblicità della Sagra dei Porcini di Civitella.
Già col precedente ‘Fra li Monti Sibillini’ dell’anno scorso Hesperus, il Mago di Oz dietro al progetto Hesperia, aveva dimostrato di saper aggirare le insidie delle commistioni forzate col folk. A stretto giro ‘Picenum (Marchigian Black Metal Reinassance)’ riprende il filo narrativo del predecessore. Come per ‘Fra li Monti Sibillini’, si avverte fortissima l’esigenza di narrare più che aggredire i timpani, sebbene si possano apprezzare le classiche sfuriate in doppia cassa nella pressoché totalità dei brani che, nell’arco della lunghezza generale in media sui 7/9 minuti (con punte sui 10/12), offrono numerosi cambi di atmosfera. Così come sono frequenti i passaggi cadenzati, spesso ammantati da suggestivi tappeti di tastiere che ricordano gli evocativi ambienti tratteggiati dai compianti Windir.
Il punto forte di ‘Picenum’, per me, resta la disinvoltura con cui le influenze scandinave (vedi il riffing ora blackthrash in stile Susperia, come in ‘Castrum Pitini’, ora in stile Satyricon di ‘Dark Medieval Times’ su ‘Il Sentiero dele Fate’) si legano agli intermezzi folk, spesso corredati da stacchi in spoken words a riportare in primo piano la dimensione del racconto, che invece restituiscono l’eco dei borghi montani del Centro Italia che costituiscono l’ambientazione del concept. Lo stesso screaming di Hesperus, sia sui mid tempo che sulle tirate in velocità, sembra dare la priorità alla forma narrativa dei testi (divisi in 3 atti: storia, folklore e il prosieguo dei fatti narrati nel disco precedente relativi alla Sibilla) che alla metrica, avviluppandosi alla struttura musicale senza sottostare agli incastri del riffing, come invece avviene nel 99% del metal estremo in cui la voce di base agisce da strumento metrico, con l’effetto – inedito per il genere – di creare un secondo piano di ascolto oltre quello musicale, basato sulla narrazione ma distaccato dalla base tecnica senza però essere del tutto avulsa.
Al contrario, a momenti, è la musica ad essere asservita al racconto di cui esalta i passaggi più drammatici.  Non a caso non è cosa da tutti tenere le redini dell’esperienza di ascolta per quasi un’ora e venti. Unica pecca, a mio avviso, la grafica di derivazione troppo old fashioned, che tutto sommato potrebbe lasciar intendere un lavoro di complessità inferiore.

Tracklist

01 Ver Sacrum: Picus Martius Picenos in Picenum Ducit (prologo)

2 1375, La Lega Maledetta: i signori Da Varano si ribellano alla Chiesa

3 Castrum Pitini: il castello sopra la necropoli picena e il cimitero

4 La Leggenda della Roccaccia: il necromante signore della guerra

5 Lu Lupu Mannà

6. La Sdrega

7 Il Sentiero delle Fate, Atto I: l’ira della Sibilla a Colfiorito

8 Il Sentiero delle Fate, Atto II: le fate caprine non si accorsero del’alba

9 Il Paradiso della Regina Sibilla, Atto I: l’arrivo del cavaliere A. de La Sale a Mons Daemoniacus

10 Il Paradiso della Regina Sibilla, Atto II: il racconto del cavaliere tedesco che tornò e rimase nel regno della Sibilla

11 Sfere di Luce sopra il Monte Sibilla (epilogo)

Lineup

Hesperus: voce, testi, tutti gli strumenti