Electric Callboy – Tanzneid

Il 13/10/2026, di .

Gruppo: Electric Callboy

Titolo Album: Tanzneid

Genere: ,

Durata: 42:06 min.

Etichetta: Century Media Records

72

Settima prova in studio per il sestetto tedesco degli Electric Callboy (seconda da quando hanno cambiato nome, dato che prima erano conosciuti come Eskimo Callboy), autore negli anni di un electronicore d’impatto, che sta facendo breccia tra i giovani, innalzando il valore della band prossima ad un tour europeo invernale (il 22 febbraio 2027 saranno all’Unipol Forum di Assago). Il disco si apre con l’esplosiva e danzereccia titletrack, techno/hardcore al punto giusto (come nel ponte da 02:21 a 02:31), catchy nei ritornelli, sicuramente d’impatto dal vivo. ‘Ratatata’, seconda traccia del quarto album in studio delle Babymetal ‘Metal Forth’ (uscito l’otto agosto di un anno fa), si muove tra motivi elettronici cari ai videogiochi, sfuriate Metalcore e ritornelli popeggianti sicuramente ben incasellati nella proposta, ma che ormai, quando si tratta del trio nipponico, lasciano il tempo che trovano. Rimaniamo nel mondo della tecnologia con ‘Hypercharged’, canzone realizzata assieme al team del videogame ‘Brawl Stars’, che a conti fatti altro non sembra, se non una sigla utile per un nuovo titolo (magari sparatutto, o comunque non per deboli di cuore). Strizzando l’occhio al penultimo album dei The Offspring ‘Let The Bad Times Roll’ (recensione QUI), l’ammiccante ‘Let The Good Times Roll’ mescola gli stili delle due band presenti, con dei ritornelli goderecci in questa calda stagione, sullo stile Pop Punk tanto della band californiana (“uno, dos, tres, cuatro, cinco, cinco, seis”), quanto dei Blink 182. Giocando sull'”ignoranza” di come un motivo ascoltato in ascensore possa diventare virale (e ciò non può che farmi pensare a Robert “Fish” Fishman, che nel film ‘The Rocker – Il Batterista Nudo’ [2008] trova opprimente sentire pezzi di Céline Dion in ascensore), ‘Elevator Operator’ gioca su un Metalcore potente, sia spedito che mid tempo, abbinato ad interventi danzanti di sintetizzatore tanto inoffensivi quanto acuti per la buona riuscita del pezzo. Nei suoi tre minuti scarsi, e facendo il verso ai Backstreet Boys di ‘I Want It That Way’ (come confermato dal video ufficiale), ‘The Way You Are’ passa da una Pop ballad ad una furia tra deathcore e Metalcore: simpatico il giochino, ma quale sarebbe lo scopo di tutto ciò? Si resta sotto i tre minuti anche per la cover dei Sum 41 ‘Still Waiting’, di cui ricordiamo che l’ex batterista Zummo è turnista dei tedeschi: complice sicuramente la bellezza ed il trasporto dell’originale, anche questa vince e convince. Personalmente, graditi sono quei particolari prettamente elettronici che impreziosiscono la versatilità da parte dei sei, di spaziare in un brano breve ed abbastanza lineare (da 0:58 a 01:07). Tolti i quattro remix conclusivi, che altro non aggiungono alla qualità del disco, se non intrattenimento sonoro per i die hard fan, fanalino di coda è la rabbiosa ‘Revery’, il cui Metalcore è “alleggerito” (ed impreziosito) da voci femminili e ritornelli sing along. In chiusura, con ‘Tanzneid’ qualità ed estro sono sotto gli occhi (e le orecchie) di tutti, l’unica incognita riguarda quello che si vuol proporre, perché voler piacere alla plebe aggiungendo al proprio electronicore (d’altronde, già nel titolo del disco è riportata la parola “danza”) il mondo dei videogame, pescando qualcosa dal Punk, facendo poi il verso al Pop, disorienta. Ma, forse, è in tutto questo che viene racchiusa la proposta degli Electric Callboy, ed il futuro, soprattutto dal punto di vista del mercato musicale, sembrerebbe essere dalla loro. Se son rose…

Tracklist

01. Tanzneid
02. Ratatata (feat. Babymetal)
03. Hypercharged
04. Let The Good Times Roll (feat. The Offspring)
05. Elevator Operator
06. The Way You Are
07. Still Waiting
08. Revery
09. We Got The Moves (Sullivan King Remix)
10. TANZNEID (Paolo Ferrara Remix)
11. Hypercharged (Paul Elstak Remix)
12. Revery (Sullivan King Remix)

Lineup

Nico Sallach: vocals
Kevin Ratajczak: vocals, keyboards, synthesizers, programming
Daniel Haniß: guitar
Pascal Schillo: guitar
Daniel Kloßek: bass