Insomnium – Netherworlds
Il 14/10/2026, di Filippo Corso.
Gruppo: Insomnium
Titolo Album: Netherworlds
Genere: Melodic Death Metal
Durata: 54:00 min.
Etichetta: Century Media Records
90
Gli Insomnium sono una di quelle band che, all’interno del panorama melodic death metal, hanno spesso occupato agli occhi del grande pubblico una posizione per così dire secondaria rispetto alle entità più celebrate del genere. Un ruolo che, a mio modo di vedere, è sempre stato decisamente stretto alla formazione finlandese, soprattutto se rapportato alla qualità e all’ispirazione che ne hanno accompagnato l’intero percorso.
Perché se è vero che il successo non sempre segue proporzioni direttamente legate al valore di una proposta musicale, è altrettanto vero che gli Insomnium avrebbero meritato, da sempre, una considerazione ancora maggiore, sebbene oggi la band sia ormai riconosciuta e attesa come uno dei principali punti di riferimento dello stile affrontato.
La loro storia discografica, iniziata nei primi anni duemila con il bellissimo ‘In the Halls of Awaiting’, è stata costellata da album più o meno fortunati in termini di riscontro, ma sempre, voglio sottolinearlo, di grande spessore.
In questo senso ‘Anno 1696’, pubblicato nel 2023, ha rappresentato uno dei momenti più alti della loro discografia: un lavoro profondo, intenso e ambizioso, capace, a mio parere, di consegnare definitivamente agli Insomnium quel ruolo di assoluta centralità nella scena che la band avrebbe meritato già da tempo. Tre anni più tardi gli Insomnium tornano con ‘Netherworlds’, chiamato inevitabilmente a confrontarsi con un predecessore di enorme portata e, soprattutto, con aspettative diventate nel frattempo ancora più elevate.
Diciamo subito che il trademark è quello che da sempre contraddistingue il combo finlandese: una componente melodica marcata, e difficilmente potrebbe essere altrimenti parlando di melodic death metal, attraversata però da una profonda malinconia e da una sorta di romanticismo raccontato tra le stelle. Caratteristiche che i fan riconosceranno immediatamente e nelle quali ritroveranno intatta l’essenza degli Insomnium, quella stessa capacità di unire intensità e sentimento che, ancora una volta, non farà fatica a conquistarli.
Ed è proprio tra quelle stelle che sembra prendere forma il viaggio di ‘Netherworlds’. Non siamo di fronte a un concept album nel senso più stretto del termine, quanto piuttosto a un percorso attraversato da un filo conduttore ben preciso, nel quale mortalità, perdita, amore e memoria finiscono inevitabilmente per intrecciarsi. Un sentiero incredibilmente intimo e profondamente malinconico, costantemente sospeso tra oscurità e dimensioni oniriche, capace di colpire e coinvolgere in forme diverse in ogni suo momento.
I tre singoli, ‘Shadowlife’, ‘Gleam in the Black’ e ‘Arch of the Sky’, confermano tutte le impressioni e le sensazioni già esposte, muovendosi attraverso quello splendido alternarsi di accelerazioni e aperture più melodiche che rappresenta da sempre uno dei punti di forza della band. Una componente sì catchy, abile nell’imprimersi immediatamente, ma che allo stesso tempo trasuda quello spirito nordico e, nel caso specifico, profondamente finlandese che permea l’intero lavoro.
La verità è che gli Insomnium sono ormai musicisti scafati, professionisti esemplari che conoscono a memoria la materia e che, forse meglio di tanti altri nomi più blasonati, sanno esattamente come modellarla senza snaturarne l’essenza. E la dimostrazione arriva proprio dal resto dell’album, perché ‘Netherworlds’, a mio parere, non presenta alcun vero punto debole e anzi trova ancora più forza nel prezioso lavoro della chitarra solista e nel cantato che, attraverso i continui refrain, contribuisce a quella capacità di trascinare che è ormai tradizione.
L’intro atmosferica e raccontata ci introduce peraltro nel migliore dei modi nel mondo di ‘Netherworlds’. La capacità della linea strumentale di catturare è evidente in ‘Remembrance’, contrastata da un growl di grande impatto, oppure nella performance dolce e inebriante della parte iniziale di ‘The Hour Grows Late’, impreziosita dalla partecipazione di Tomi Joutsen, Tomi Koivusaari e Santeri Kallio degli Amorphis, prima di lasciarsi andare a un melodic death d’autore.
Insomma, tutto torna e tutto, a volte, sembra diventare quasi etereo, come in alcuni frangenti di ‘Pathways of the Night’ e soprattutto in ‘Ethereal Sleep’, che assume quasi i contorni di un meraviglioso viaggio cosmico, dove il cantato, a tratti pulito e a tratti in growl, e la chitarra diventano mezzi funzionali per trasmettere il messaggio della band. Pezzo enorme.
Ma attenzione, perché non si parla soltanto di melodia e dolcezza. Se da una band come gli Insomnium ci si attendono anche le sfuriate, allora ci pensa ‘The Banished’, autentica frustata che peraltro trasuda quel carattere scandinavo e puramente metal anche nell’atmosfera.
Anche ‘Journey’s End’ è qualcosa di indimenticabile: suadente, emozionante e, pur potendo essere considerata una sorta di outro, contiene in sé tanti di quegli elementi riconducibili alla straordinaria arte finnica del combo. Un alternarsi di stati d’animo che, attraverso ambientazioni dal sapore antico, il cantato e la voce narrante di Jonathan Hutchings, regala un ultimo momento, sembra quasi esagerato dirlo, di vera estasi, a chiusura di un viaggio memorabile.
In definitiva, anche questa volta gli Insomnium hanno prodotto qualcosa di profondamente loro e, proprio per questo, incantevole. L’album più importante della loro carriera? Forse, ma solo il tempo potrà stabilirlo. Quello che possiamo dire oggi è che ‘Netherworlds’ è sicuramente un grande album, uno di quelli di cui sarà davvero facile innamorarsi.
Tracklist
01. The Cold Song
02. Shadowlife
03. Remembrance
04. Gleam in the Black
05. The Hour Grows Late
06. Arch of the Sky
07. Pathways of the Night
08. Ethereal Sleep
09. The Banished
10. Journey’s End
Lineup
Niilo Sevänen: vocals, bass
Ville Friman: guitar, clean vocals
Markus Vanhala: guitar, clean vocals
Tomy Laisto: guitar, clean vocals
Markus Hirvonen: drums, percussion