Gabriele Medeot – Live Aid – Il suono di un’era
Il 06/12/2025, di Gianfranco Monese.
In: The Library.
Personalmente, questo volume è arrivato al momento giusto. Uscito a luglio, ha subito destato in me parecchio interesse, solo in parte sviato dal lavoro che, in estate, è più intenso che mai. Fortunatamente, partecipando alla dodicesima edizione del Metalitalia Festival (live report QUI), una volta constatato che anche lo stand di Tsunami Edizioni sarebbe stato presente, domenica pomeriggio ho fatto mia una copia di quest’opera. Opera che, bisogna scriverlo immediatamente, va ben oltre il titolo: a lettura terminata, infatti, la struttura di ‘Live Aid – Il suono di un’era’ mi è sembrata come un profumo con le sue note olfattive, ovvero di testa, di cuore e di fondo. Già, perché all’evento del tredici luglio 1985 Medeot ci arriva per gradi: non a caso il sottotitolo esposto in copertina riguarda ‘Gli anni Ottanta e il sogno di un mondo migliore’. Ed è più su questo che ci si dovrebbe concentrare per affrontare le pagine di un racconto che, partendo dal decennio precedente, non è solo musicale ma anche sociopolitico (grazie a figure come Reagan, Thatcher, Mandela ed altri), di cambiamenti e rivoluzioni (quali la lotta contro l’Apartheid ma anche l’evoluzione della tecnologia, come ad esempio il primo telefono cellulare lanciato da Motorola nel 1983, o Macintosh, lanciato da Apple l’anno successivo), e tantissimi altri fatti che hanno segnato, nel bene e nel male, un decennio significativo ed inconfondibile. Dopo questo, col passare dei capitoli si arriva alle “note di cuore”, al succo, ovvero a Sir Bob Geldof, Midge Ure ed alla nascita di Band Aid: tutto è temporalmente incasellato alla perfezione ed ha inizio il 23 ottobre 1984, quando vedendo un reportage sulla fame in Etiopia, a Geldof viene in mente di muovere quella macchina che lo porterà ad organizzare quello che è l’evento più simbolico della decade, chiaramente anticipato dalla pubblicazione dei singoli ‘Do They Know It’s Christmas?’ in Inghilterra e, oltreoceano, ‘We Are The World’ da parte di USA For Africa. Nel mezzo, soprattutto a livello organizzativo, gestionale e logistico, le curiosità che Medeot snocciola sono tante, incuriosendo una lettura che è già scorrevole di suo. Inoltre, le numerose immagini dell’epoca, alcune già visibili in copertina, agevolano meglio il tutto, risultando molto utili soprattutto per chi, come il sottoscritto, non ha “vissuto” quegli anni. E così, tra le esibizioni più significative dei due show di Londra e Philadelphia descritte con naturalezza ed occhi (ancora) curiosi, si arriva alle “note di fondo”, ovvero a quello che non solo il Live Aid, ma gli anni Ottanta lasciano a favore del decennio che seguirà. Dispiace constatare che non è tutto oro quello che luccica, forse si poteva fare di più, o diversamente, ma col senno di poi siamo tutti capaci: l’importante è averci provato.
Scritto con passione, senza voler insegnare niente a nessuno, e farcito da imprescindibili immagini, ‘Live Aid – Il suono di un’era’ personalmente è la migliore lettura a tema musicale affrontata in epoca post Covid. Un racconto indispensabile per (ri)scoprire non solo un evento, ma un’intera decade in tutte le sue sfaccettature.
DETTAGLI DEL VOLUME:

Titolo: Live Aid – Il suono di un’era
Autore: Gabriele Medeot
Anno: 2025
Editore: Tsunami Edizioni
Collana: Le Tormente
Pagine: 240
Prezzo: Euro 20,00