Sex Pistols alla Lesser Free Trade Hall 04/06/1976 – The Gig That Changed The World

Il 04/06/2026, di .

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Sex Pistols alla Lesser Free Trade Hall 04/06/1976 – The Gig That Changed The World

Si dice che il quattro giungo del 1976 il mondo della musica, sul suolo britannico, cambiò definitivamente. In effetti quel giorno di cinquant’anni fa, in una Manchester ancora acerba di quelle band che ad oggi hanno fatto la storia, quattro tipi loschi si esibiscono in un locale e inconsapevoli di ciò che accadrà nel futuro contribuiscono a dare una svolta radicale alla nuova controcultura. Sono anni difficili per l’Inghilterra, il boom economico e sociale degli anni sessanta, la cosiddetta British Invasion, la nuova sottocultura artistica, e il Beat, sono svaniti. I Beatles non esistono più da tempo e neppure la ‘Swingin London’, sembra che quei tempi felici e spensierati siano svaniti nel nulla, nel grigiore e nella tristezza di un piovoso e lugubre Regno Unito.
Ed ecco che accade qualcosa di inaspettato, un evento che segna profondamente la scena underground, evento che ad oggi, per una certa tipologia di sound, viene definito il concerto più importante del secolo. Due giovani di Manchester, tali Pete Shelley e Howard Devoto, sentono parlare di una band londinese chiamata Sex Pistols grazie a un articolo pubblicato sulla rivista NME nel quale viene recensito un concerto della band a Londra; pare che questi Sex Pistols abbiano infiammato il pubblico, così Shelley e Devoto, in quel preciso momento, hanno un’epifania: decidono che i quattro ragazzi di Londra devono suonare anche a Manchester. Shelley e Devoto si muovono immediatamente e attraverso una rete di conoscenze comuni riescono a organizzare una serata che si sarebbe svolta alla Lesser Free Trade Hall di Manchester.

La sala venne costruita tra il 1853 e il 1856 sui campi di St. Peter’s Field, il luogo del massacro di Peterloo, in cui tra i numerosi manifestanti che si erano radunati per chiedere una nuova riforma parlamentare quindici persone persero la vita e oltre cinquecento rimasero ferite. Dal 1996, anno della chiusura, quella sala è stata trasformata in un Hotel assieme all’intero palazzo Trade Hall. La Lesser Free Trade Hall non era un locale qualunque; lì si era esibito Bob Dylan verso la metà degli anni sessanta, nel periodo della sua evoluzione elettrica più o meno intorno alla pubblicazione di ‘Highway 61 Revisited’. Anche i Rolling Stones vi suonarono nel 1971, poco prima di auto esiliarsi in Francia per evitare le tasse britanniche e concentrarsi sulla composizione di ‘Exile On Main Street’. Ma alla Lesser Hall suonarono più volte anche i Pink Floyd, Frank Zappa e i Mothers Of Invention, i Kiss, Marc Bolan con i T-Rex e i Genesis. Nonostante ciò la Lesser Free Trade Hall rimase sconosciuta ai più, almeno fino all’esibizione dei Pistols, quando tutto cambiò.

Ma torniamo un attimo indietro. Chi sono Shelley e Devoto realmente? Beh, non due ragazzi qualunque, ma i fondatori di un’altra band clamorosa, decisiva anch’essa per le sorti della musica Punk. Parliamo dei Buzzcocks, che proprio la sera del quattro giugno avrebbero dovuto aprire il concerto dei Pistols. Avrebbero, già, ma in quanto non ancora pronti ad esibirsi on stage e ancora troppo acerbi per superare un banco di prova così importante, decidono di rimanere defilati, assistere allo show e lasciare il posto di opening act a un’altra band, i Solstice, un gruppo della zona sconosciuto ai più. Del resto i Buzzcocks erano appena nati, non avevano ancora scritto nessun brano e non avevano messo in piedi una line-up adeguata, per cui la scelta di non suonare fu probabilmente azzeccata.

Il concerto dei Sex Pistols è una folgorazione, uno show incendiario e folle, in cui la vera essenza del Punk viene incarnata da quattro ragazzi con pochissima esperienza anche nell’uso dei propri strumenti musicali, fatto che riguardo i Pistols è ormai risaputo. Attitudine e arroganza alla base del loro successo, semplicemente il desiderio di ribellarsi al sistema, controcultura, appunto. Eppure a quel concerto parteciparono poche persone, tra le cento e le centocinquanta, delle quali appena una cinquantina paganti con un biglietto messo in vendita al costo di 50 pence. Gli altri presenti pare fossero dei semplici imbucati che riuscirono ad eludere i ridotti controlli all’ingresso.

Quindi per quale motivo questo concerto è riconosciuto per essere il più importante del Regno Unito? Non tanto per il fatto che fu sicuramente un’esibizione straordinaria dei Sex Pistols, quanto per alcune delle persone presenti allo spettacolo. In quell’occasione persone qualunque, ma che nel futuro avrebbero costruito qualcosa di estremamente importante. C’erano Peter Hook e Bernard Sumner che di lì a breve avrebbero fondato i Warsaw, la prima incarnazione di quelli che sarebbero diventati i Joy Division, e successivamente alla morte di Ian Curtis, i New Order. C’era un giovanissimo Steven Patrick Morrissey, che alcuni anni dopo, insieme a Johnny Marr, fondò gli Smiths. C’era Mark E. Smith, che mise in piedi un progetto diventato culto: i The Fall. C’era Mick Hucknall, futuro vocalist dei Simply Red. Naturalmente erano presenti anche gli organizzatori della serata, Shelley e Devoto, insieme all’amico Steve Diggle, che insieme di lì a poco avrebbero pubblicato l’Ep ‘Spiral Scratch’, il rivoluzionario esordio dei Buzzcocks. Ma c’era anche un’altra persona fondamentale in sala: il giornalista e conduttore radiofonico Tony Wilson, in futuro soprannominato Mr. Manchester, figura cardine della città verso la fine degli anni settanta e per tutti gli eightes, fondatore della Factory Records (etichetta dei Joy Division, New Order, Durutti Column, Happy Mondays, A Certain Ratio, tra le tante band) e dell’Hacienda, un night club a Manchester in cui si sono esibiti molteplici artisti, ovviamente le band della sua etichetta, ma anche Pet Shop Boys, Laurent Garnier e i Chemical Brothers, per quanto riguarda la scena elettronica/house, che proprio nell’Hacienda hanno debuttato. Al riguardo vi invito a recuperare il film ’24 Hours Party People’ del 2002 del regista Michael Winterbottom, che racconta con dovizia di particolari l’ascesa e la caduta di un’epoca d’oro. The rise and fall of… per citare un britannico d’eccezione, Mr. David Bowie.

Tony Wilson, che all’epoca si trovava lì quale inviato per il notiziario Granada Reports, affermò: “Il vero rock’n’roll esiste quando qualcuno fa veramente sul serio, quando ci crede davvero”. Concetto ripreso dal manager dei Sex Pistols, Malcolm McLaren, il quale disse: “L’unica cosa che ricordo è che quei ragazzi erano convinti di essere al cospetto dell’inizio di qualcosa. E che credevano di avere finalmente qualcosa di autentico a portata di mano”. 

Non c’è dubbio che davvero fu l’inizio di qualcosa di grande, di immenso. Si pensi soltanto a cosa hanno creato i Joy Division e a quali e quante band hanno influenzato, creando più di un genere, la New Wave, ma anche il Post-Punk, e tutto un immaginario Dark che ancora oggi sopravvive. I Sex Pistols stessi, La grande truffa del rock’n roll, che hanno dato i natali al Punk rozzo e viscerale. Quattro ragazzi, Glenn Matlock, Paul Cook, Steve Jones e Johnny Rotten, che hanno creato non soltanto un genere ma un movimento, una rivoluzione (contro) culturale che ha sconquassato un’Inghilterra ultraconservatrice e bacchettona. Un’Inghilterra tradizionalista che credeva di avere riconquistato la propria stabilità etica e morale dopo la fine dell’epopea della Swingin’ London e lo scioglimento dei Beatles con conseguente morte del genere Beat. E che al contrario si è dovuta arrendere alla ferocia del Punk, che ha cambiato mode e tempi in un periodo storico estremamente fertile per la nuova cultura giovanile. Punk che, curiosamente, nel tempo ha saputo plasmarsi a quella che fu la Swingin’ London e diventare una nuova moda ancora oggi seguita e osannata. Il Punk è, nell’Inghilterra di quel tempo, un fattore culturale che resiste ancora oggi e lo farà per molto tempo ancora.

Per questo il concerto del quattro giugno 1976 alla Lesser Free Trade Hall di Manchester fu tanto importante. Lì si è davvero fatta la storia e si è costruito un nuovo mondo che ancora oggi idolatriamo; fu una rivoluzione di musica, di costume, di cultura. Senza questo concerto nulla sarebbe stato così come oggi lo conosciamo. L’esibizione venne peraltro pubblicata dieci anni fa in occasione del quarantennale in uno splendido cofanetto celebrativo con l’intera scaletta dello show, che comprendeva cover di Small Faces, degli Stooges, degli Who, ma soprattutto brani come ‘Pretty Vacant’, ‘Problems’, ‘No Feelings’, ‘New York’ che avrebbero pubblicato sul loro primo album ‘Never Mind The Bollocks’.

Certo anche i Sex Pistols durarono poco, ed ecco la grande truffa del rock’n roll; Glenn Matlock venne sostituito da Sid Vicious, Johnny Rotten lasciò la band, divenne John Lydon e fondò i P.I.L., altro PILastro del Post Punk, probabilmente gli inventori del genere. I Pistols si riformarono nel 1996, poi nel 2011 e ancora oggi, sporadicamente, si esibiscono dal vivo. Nel tempo intercorso tra lo scioglimento e la reunion, Sid Vicious venne accusato dell’omicidio della compagna Nancy Spungen al Chelsea Hotel di New York nel 1978 e successivamente arrestato, poi lo stesso Vicious morì di overdose nel febbraio 1979 in seguito a una festa organizzata per la sua liberazione dal carcere. Insomma, senza timore di smentita la quintessenza del Punk.

Rimane nella memoria collettiva un evento storico per ogni appassionato di musica e di questo siamo grati ai Sex Pistols. E a Shelley e Devoto, perché senza la fantastica intuizione di quei due ragazzi non saremmo qui a festeggiare nulla e probabilmente non avremmo avuto i Joy Division, i The Fall, gli Smiths, la Factory Records e l’Hacienda. Oppure sì, chi può dirlo. Probabilmente Morrissey, Mark E. Smith, l’accoppiata Hook/Sumner e tutte le persone presenti allo show dei Pistols hanno tratto ispirazione e sentito la necessità di darsi da fare al fine di creare la propria musica. Del resto se potevano suonare e diventare famosi quei quattro scapestrati londinesi, beh, allora avrebbe potuto farlo chiunque. Ma questa è un’altra storia.

Potete ascoltare QUI l’intero show della band.