The Haunted – Songs of Last Resort
Il 30/05/2025, di Maurizio Buccella.
Gruppo: The Haunted
Titolo Album: Songs of Last Resort
Genere: Death Metal, Thrash Metal
Durata: 40:25 min.
Etichetta: Century Media
Difficile approcciare ai The Haunted senza chiamare in causa il legame d’affezione che mi lega a questa band. Di fatti conobbi la band di Goteborg solo col successore del loro omonimo debutto, quando Marco Aro ex Facedown subentrò a Peter Dolving dietro il microfono, allora in piena epoca d’oro del deathrash (oer dire: in quegli stessi anni Dimmu Borgir e Children of Bodom iniziarono a limare tastiere in favore di quel sound). Cosa troviamo, a distanza di un quarto di secolo, con ‘Songs of Last Resort’ in uscita il 30 maggio per Century Media? L’opener ‘Warhead’ risponderebbe al quesito giornalistico con una craniata sui denti in tipico stile mafia di Ostia. Assalto frontale senza fronzoli, con un refrain che sembra espiantato più dalla scena death made in Florida che dalla classica ricetta svedese. La successiva ‘In Fire Reborn’ vibra nelle radici melodeath mutuate dall’eredità degli At The Gates, di cui i The Haunted – che in origine si portarono dietro Anders Bjorler alla chitarra assieme al fratello Jonas che invece è rimasto in formazione al basso – sono stati considerati a torto o ragione la loro logica estensione musicale. Se ‘Death to the Crown’ picchia con la veemenza delle loro classiche stoccate assassine come ‘Godpuppet’ o ‘DOA’, ‘To Bleed Out’ e ‘Unbound’ si riappropriano di quelle digressioni melodiche che iniziarono a fare capolino a partire da ‘The Haunted Made Me Do It’. Al contrario ‘Hell is Wasted on the Dead’ e ‘Collateral Carnage’ puro thrash estremo come ci abituarono dal primissimo album. ‘Collateral Carnage’ appesantisce i suoni in un mid tempo che rimanda a quella mutazione in direzione groove più volte accennata nel precedente ‘Strenght in Numbers’. Dopo la strumentale eppure ultra-heavy ‘Blood Clots’, ‘Salvation Recalled’ e ‘Labyrinth of Lies’ trainano verso la chiusura dell’album seguendo l’alternanza di passaggi più adiacenti al Goteborg con sprangate sulle tibbie di matrice thrash. Conclude ‘Letters fron the Last Resort’, a tratti susdurrata, a tratti urlata, solenne come un epitaffio della civiltà. L’intero disco è infatti pervaso da un’atmosfera di catastrofe imminente, fotografia in cruda definizione dei tempi tragici che stiamo vivendo, resa al meglio dalla vocalità disperata di Aro. Molti dei fans di vecchia data della band si dividono tra chi preferisce il periodo Dolving – più sperimentale e oscura culminato con ‘Unseen’, fatta eccezione per quella trebbia sulle costole che era il debutto – e chi predilige Aro, più forgiato dalla genetica della scena death svedese. Io ammetto di rientrare nella seconda categoria, pur riconoscendo la terrificante versatilità d Dolving, per cui non posso che accogliere questo comeback come una perfetta mattina di primavera che prelude all’Apocalisse nucleare.
Tracklist
- Warhead
- In Fire Reborn
- Death to the Crown
- To Bleed Out
- Unbound
- Hell is Wasted on the Dead
- Through the Fire
- Collateral Carnage
- Blood Clots
- Salvation Recalled
Lineup
Ola Englund – rhythm & lead guitar
Jonas Björler – bass, backing vocals
Marco Aro – lead vocals
Adrian Erlandsson – drums
Jensen – rhythm guitar