Inner Vitriol – Semper Tacui

Il 14/03/2026, di .

Gruppo: Inner Vitriol

Titolo Album: Semper Tacui

Genere: , ,

Durata: 42:01 min.

Etichetta: Hidden Stone Records

90

Il Tempo è una grandezza fisica fondamentale che misura la successione e la durata degli eventi, ma ridurla così, in questi termini, sembra si voglia sminuire tutto ciò che il tempo comporta e determina, ciò che scienziati eminenti e filosofi illuminati hanno provato ad “ingabbiare” in numeri sintetici e freddi, oppure passando attraverso massime che non sempre han compiutamente reso l’idea della sua grandezza. Di come l’umanità si è rapportata ad esso, in un confronto spesso impari, impietoso, e quando poi ci si trova “faccia a faccia” con il suo lento ed inesorabile scandire, comprendiamo di quanto siam “poca cosa”, intrappolati nella caducità della vita, incatenata appunto all’orologio del Tempo. A cui restiamo costantemente debitori, seppur prigionieri involontari.

In un tale contesto arcaico e dalle fattezze filosofiche ci immergono oggi gli Inner Vitriol, band trapiantata a Bologna da anni, ma che ha radici solide e vigorose in una Sicilia che come vedremo non smette mai di stupire, un quartetto che, giunto al traguardo della terza, fondamentale uscita discografica (più un live e un significativo EP dello stampo di ‘Butterflies’) in carriera, decide di andare oltre, salendo quel fatidico scalino che porta obbligatoriamente a confrontarti con i più grandi, ponendo l’accento su un album dell’impatto di ‘Semper Tacui’, il quale porterà a una rivoluzione, spostando, e di parecchio, limiti ed ambizioni di una formazione che, tra le più attive all’estero sul fronte concertistico, si presenta già “abile e arruolata” per una prestigiosa tournée di spalla a Geoff Tate e che, per buona parte del mese di Aprile 2026, la vedrà protagonista sui palchi di Grecia, Bulgaria, Romania, Turchia, Serbia, Croazia, Slovenia, Ungheria, Svizzera e Germania. Con una data inaugurale tra le “mura amiche” dell’Alchemica di Bologna il prossimo 21 Marzo, giorno successivo all’uscita dell’album, vale a dire l’unico show del tour nel quale non ci sarà l’ex Queensrÿche, ma che dirà subito molto, se non tutto, del tiro e della risposta che il repertorio di ‘Semper Tacui’ avrà dal vivo, anche se i dubbi sono molto pochi e per giunta relativi.

Come dicevamo in apertura, è il Tempo ad ispirare, a dare estro e corposità, ‘Semper Tacui’ è infatti un concept album, il quale prende lo spunto vincente e appassionante correlandolo alla Santa Inquisizione e al suo “tristo lascito”, in un’epoca oscura nella quale, solo perché portatori di un’idea diversa, di un pensiero divergente, si correva il rischio di finire al rogo, ingiustamente condannati per eresia…

Trasudano tuttora disperazione, ma anche una speranza incrollabile, quei graffiti rinvenuti nelle celle di Palazzo Chiaromonte-Steri, a Palermo, che dal 1487 al 1782 ospitò la Santa Inquisizione, segni lasciati dai prigionieri, opere d’arte tra cui poesie e riflessioni, preghiere e disegni, frasi come quella in latino, Semper Tacui, tracciata quattro secoli prima e ancora leggibile, che con spietatezza denuncia lo stato d’animo del suo autore, fiaccato nel corpo, ma non nella mente, nel suo pensiero che resta intatto e lucido, pericolosamente cosciente. Sono sempre rimasto in silenzio. Nonostante la reclusione, la tortura e la morsa del Tempo, sono rimasto fedele a me stesso. In tutto e per tutto. Anche a costo di finire anzitempo la mia esistenza.

È in questa suggestione quasi mistica che gli Inner Vitriol entrano con sofisticata leggiadria, incantando l’ascoltatore sin dalla sussurrata intro ‘Broken And Dragged’, che lascia subito spazio al movimentato prog metal che vela di scuro ‘On A Cold Floor’, primo brano imperioso dell’album, lunghissimo nei suoi quasi dieci minuti di durata e alla mercé di un duetto grandioso tra Gabriele Gozzi ed Andy Kuntz, vocalist dei Vanden Plas. Levigata e sinuosa la successiva ‘Waterfall’, anch’essa idealmente presa per mano da Gabriele, singer degli Inner Vitriol che si rende autore di una prova eccellente, affiancato da una grande sezione ritmica. La quale, composta dal batterista Michele Panepinto e dal bassista Francesco Lombardo, si impossessa totalmente della ribalta grazie a ‘Weaker And Fading’, quarto brano del lotto, primo singolo, nonché autentico sfoggio di bravura compositiva in cui si dibattono le diverse anime che compongono l’universo Inner Vitriol, dal caleidoscopio stilistico marchiato Pain Of Salvation alla solenne bellezza dei Queensrÿche di ‘Empire’, a partiture che chiamano in causa il progressive più d’autore, dichiaratamente di stampo italiano se ci puoi trovare dentro echi di Museo Rosenbach, PFM e Le Orme. Con l’assoluta, prelibata ciliegina sulla torta della presenza di Geoff Tate in qualità di ospite d’onore, capace naturalmente di donare una coloritura vocale più accesa a una canzone già di per sé estremamente speciale. Prog rock tricolore che torna a tuonare e ad affascinare nella strumentale ‘Upon The First Ray Of My Last Sun’, trampolino di lancio per ‘I See The Flames’, lunga traccia conclusiva che cala il sipario su ‘Semper Tacui’, in cui i quattro protagonisti, guidati dalla chitarra di Michele Di Lauro e dalla voce di Gozzi, sembrano sfidarsi in questo gioco delle parti che sale di tono minuto dopo minuto, passaggio dopo passaggio, emozione dopo emozione.

Sigillo finale di un album semplicemente clamoroso, che ha un dichiarato intento liberatorio, e non soltanto per quella sfortunata persona che venne rinchiusa nella fetida cella palermitana, la quale rispose con tutta la sua umanità possibile e immaginabile, ma altresì carica di una fierezza tale da sfiorare il soprannaturale…

 

 

Tracklist

01. Broken And Dragged

02. On A Cold Floor (feat. Andy Kuntz)

03. Waterfall

04. Weaker And Fading (feat. Geoff Tate)

05. Upon The First Ray Of My Last Sun

06. I See The Flames

Lineup

Gabriele Gozzi: vocals
Michele Di Lauro: guitars
Francesco Lombardo: bass, keyboards and spoken voice
Michele Panepinto: drums