Hellripper – Coronach

Il 26/05/2026, di .

Gruppo: Hellripper

Titolo Album: Coronach

Genere: ,

Durata: 44.09 min.

Etichetta: Century Media Records

78
Nell’ultima decade, il mondo del metal ha visto emergere diversi fenomeni capaci di attirare grande attenzione. Si tratta di progetti che, pur traendo forte ispirazione da sonorità old school, riescono a distinguersi grazie a elementi di indiscutibile originalità, attingendo e mescolando influenze provenienti da stili differenti e generando come risultato una fusione interessante in grado di dare vita a un muro sonoro evocativo nonché affascinante.
È assolutamente il caso di Hellripper, progetto del polistrumentista scozzese James McBain, autentico vulcano di idee e note, che dopo ben quattro album approda con il nuovo ‘Coronach’ alla prestigiosa Century Media Records. Un progetto che, come dichiarato dallo stesso autore, non nacque nel 2016 con particolari ambizioni, ma che nel giro di pochi anni si è ritrovato al centro dell’attenzione della scena metal mondiale, e con pieno merito.
Il tutto grazie a una proposta che personalmente definirei come Epic Black ’n’ Roll: un sound in cui le influenze black si fondono con un epica oscurità e con l’aggressività del rock ’n’ roll più sfrontato e diretto, dando vita a un mix esplosivo, trascinante e sorprendentemente orecchiabile nella sua dimensione estrema, con pochi eguali nella musica di oggi.
‘Coronach’ è un album importante, soprattutto perché riesce a essere ascoltato tutto d’un fiato: non presenta veri punti deboli e, forse, proprio nella sua imperfezione trova gran parte del suo fascino. È un lavoro grezzo non tanto nel suono quanto nell’impatto, un disco che conserva ancora quell’approccio sfacciato e ruvido tipico del rock, anche se rivestito in forme diverse.
I momenti degni di nota sono molti. A mio modo di vedere (e ascoltare), ‘Blakk Satanik Fvkkstorm’ è una gemma autentica: ruvida, tagliente, con uno street rock’n’roll che richiama gli immortali Motörhead. La title track, invece, porta con sé una forte epicità, unita a un approccio incalzante ai limiti del classic metal, impreziosita da un’importante performance chitarristica.
Poi c’è la splendida ‘The Art of Resurrection’, dove il ritornello è perfido, centrato, e il mood, a tratti maideniano, tiene sempre alto il risultato ottenuto. La conferma definitiva sulla bontà della proposta arriva con la più sofisticata ‘Sculptors Cave’, in cui la classe degli Hellripper emerge in tutte le sue sfaccettature: la componente più oscura e atmosferica, quasi doom nell’incedere, risulta davvero sentita e fuori dall’ordinario.
Credo che ‘Coronach’ sia un album ottimo: carico, ricco di talento e, soprattutto, di passione. È un disco che nonostante la sua immediatezza va apprezzato nel tempo, magari lentamente, proprio come un buon bicchiere di Scotch Whisky. E se vogliamo chiederci quanto valga davvero il progetto Hellripper, la risposta non può che essere una sola e coincidente con: l’autenticità e la schiettezza del vero rock’n’roll.

Tracklist

01. Hunderprest
02. Kinchyle (Goatkraft and Granite)
03. The Art of Resurrection
04. Baobhan Sith (Waltz of the Damned)
05. Blakk Satanik Fvkkstorm
06. Sculptor’s Cave
07. Mortercheyn
08. Coronach

Lineup

James McBain – All Instruments & Vocals