Black Veil Brides – Vindicate
Il 08/06/2026, di Filippo Corso.
Gruppo: Black Veil Brides
Titolo Album: Vindicate
Genere: Gothic Metal, Metalcore, Modern Metal
Durata: 45:34 min.
Etichetta: Spinefarm
85
I Black Veil Brides sono una di quelle formazioni che, per moltissimi fan, hanno rappresentato molto più di una semplice band. Pur non avendo raggiunto numeri “mainstream” paragonabili ai grandi colossi del rock mondiale, hanno costruito nel tempo un’identità fortissima, diventando per un’intera generazione un simbolo di appartenenza, ribellione e riconoscimento personale.
Attraverso un mix distintivo di metalcore, hard rock, glam e atmosfere gothic, la band guidata da Andy Biersack è riuscita, a partire dal 2010, ad incarnare un immaginario preciso e riconoscibile. Non si trattava soltanto della musica, ma di un vero linguaggio estetico ed emotivo: trucco pesante, teatralità, testi motivazionali e un forte senso di rivalsa verso l’emarginazione sociale.
Album come ‘We Stitch These Wounds’, ‘Set the World on Fire’ e soprattutto ‘Wretched and Divine: The Story of the Wild Ones’ hanno contribuito a definire questo universo, trasformando brani come ‘In the End’ in autentici inni generazionali.
Oggi, dopo ben cinque anni dal precedente ‘The Phantom Tomorrow’, i Black Veil Brides tornano con l’ambizioso ‘Vindicate’, e i crismi del grande comeback ci sono davvero tutti. A cominciare dalla title track, un concentrato di metalcore dalle tinte oscure che, tra scream e sonorità robuste, inaugura un album capace di fare della melodia una delle sue fondamenta principali, perfetto contraltare a sfuriate scandite da mid-tempo infuocati come in ‘Certainty’, autentica traccia da moshpit.
È un approccio che permea l’intero disco senza mai mostrare cedimenti: refrain importanti, arrangiamenti stratificati e una produzione poderosa rendono ogni brano riconoscibile e incisivo, come dimostra ‘Bleeders’. Pur muovendosi all’interno di sonorità moderne e iper-prodotte, l’oscurità rimane sempre centrale. Basti pensare a ‘Hallelujah’ e ‘Alive’, così violente e allo stesso tempo sinfoniche, oppure a ‘Cut’, più intima e vicina a certe sensibilità pop rock. La varietà compositiva è ampia e mantiene costantemente alta l’attenzione dell’ascoltatore.
Di grande impatto anche l’esplosivo featuring con Robb Flynn, autentico punto di incontro tra due forze inarrestabili, capace di amplificare ulteriormente aggressività e emotività.
Altra componente fondamentale è il groove, presente ovunque: da ‘Sorrow’ ad ‘Ave Maria’, il ritmo colpisce e trascina in ogni istante, conferendo compattezza e dinamismo all’intera opera. La conclusiva ‘Woe & Pain’, buia ed elettrica, racchiude invece l’essenza più profonda di un sound che ha definito il modo di esprimersi di un’intera generazione, mentre la magnetica ‘Eschaton’ chiude il disco con un taglio introspettivo e ispirato.
Con ‘Vindicate’, i Black Veil Brides trasformano il concetto di rivalsa nel cuore pulsante dell’intero album. Ogni brano sembra nascere dall’esigenza di riaffermare la propria identità artistica e personale, dando vita a un lavoro pieno, compatto e ricco di carattere. Tra aggressività, melodia e oscurità, la band dimostra di avere ancora molto da dire, rispondendo con forza a chi negli anni l’ha sottovalutata. Più che un semplice ritorno, ‘Vindicate’ è la riaffermazione definitiva di una band che continua a occupare un posto preciso e riconoscibile nel panorama rock e metal contemporaneo.
Tracklist
01. Invocation To The Muse
02. Vindicate
03. Certainty
04. Bleeders
05. Hallelujah
06. Cut
07. Alive
08. Purgatory
09. Revenger (ft. Robb Flynn)
10. Sorrow
11. Grace
12. Ave Maria
13. Woe & Pain
14. Eschaton
Lineup
Andy Biersack: vocals
Jake Pitts: guitars
Jinxx: rhythm guitar, violin, backing vocals
Lonny Eagleton: bass
Christian “CC” Coma: drums