The Mugshots – Gloomy, Eerie And Weird
Il 06/10/2026, di Filippo Corso.
Gruppo: The Mugshots
Titolo Album: Gloomy, Eerie And Weird
Durata: 38:00 min.
Etichetta: My Kingdom Music
85
I The Mugshots sono una delle realtà più personali e affascinanti dell’attuale panorama dark rock e post-punk. Nel corso degli anni, e soprattutto con gli ultimi due album (un decennio fa il precedente ‘Something Weird’), la band guidata da Mickey E. Vil ha affinato una proposta sempre più definita, nella quale horror, gothic, rock ed elettronica convivono con assoluta naturalezza, dando forma a un progetto che sfugge a qualsiasi etichetta rigida. ‘Gloomy, Eerie And Weird’ ne costituisce la sintesi più completa.
Fin dai primi minuti emerge la sensazione di trovarsi di fronte a un disco costruito con grande consapevolezza e maestria. I The Mugshots non guardano al passato con nostalgia, ma rielaborano il patrimonio del dark rock, del gothic e del post-punk attraverso una sensibilità contemporanea, mantenendone intatta la forza evocativa. Il risultato è un lavoro nel quale ogni dettaglio trova la propria ragione d’essere, senza mai trasmettere la sensazione di qualcosa di forzato o autoreferenziale, un’opera che, più che sul genere di appartenenza, fonda la propria forza sulle atmosfere e sulle emozioni che riesce a suscitare.
L’ingresso in questo affascinante mondo è affidato all’opener ‘Cold Inside’, autentico portale verso un paesaggio oscuro, inquietante e irresistibilmente magnetico, nel quale il gusto per il macabro convive con una marcata anima rock’n’roll. Il suo incedere ossessivo cattura immediatamente l’attenzione e introduce ‘The Nameless’, impreziosita dalla presenza di Andy La Rocque, Sakis Tolis e Jim Mutilator. I loro interventi si mischiano perfettamente con la scrittura di Mickey E. Vil, diventando parte integrante della composizione e contribuendo a rafforzarne il carattere immersivo.
Sarebbe però riduttivo leggere ‘Gloomy, Eerie And Weird’ esclusivamente attraverso la lente dell’horror. L’album vive anche di momenti crepuscolari, di una sottile sensazione di malignità e di quell’aura spettrale che accompagna costantemente l’ascolto. ‘The Empty Park’ ne rappresenta una delle pagine più riuscite: le chitarre sembrano guidare l’ascoltatore lungo un sentiero immerso nelle ombre fino alle sale di un castello dimenticato, costruendo uno scenario di grande suggestione buia. Trevor Sadist e Fredrik Norrman, già chitarrista dei Katatonia, si inseriscono perfettamente in questo contesto, arricchendone la profondità senza alterarne il delicato equilibrio.
Accanto alle componenti più oscure trova spazio anche un attento lavoro di ricerca sonora. L’elettronica amplia continuamente gli orizzonti del disco, aggiungendo nuove sfumature e contribuendo ad accentuarne il carattere visionario. ‘Nuclear Memento’ ne rappresenta uno degli esempi più efficaci, grazie anche alla splendida prova di Angela Busato alle tastiere, il cui tocco conferisce al brano una raffinata impronta cinematografica.
Uno dei maggiori pregi dell’album risiede proprio nella capacità di mantenere vivo l’interesse dall’inizio alla fine. Ogni episodio introduce un elemento distintivo, evitando qualsiasi momento interlocutorio e offrendo sempre nuovi spunti all’ascolto. Tra gli apici del lavoro spicca ‘Inter Ludus’, che custodisce l’ultima registrazione di Mario “The Black” Di Donato, affiancato da Tommy Talamanca in una composizione intensa, elegante, profondamente evocativa e memorabile.
La presenza di Gaye Advert dona invece a ‘Flow, My Tears’ un fascino senza tempo, accompagnando una pagina soffusa e malinconica che sembra brillare di una luce nera. La stessa atmosfera avvolge ‘Have You Seen It Before’, sostenuta da un ritmo accattivante e ammaliante che conferma ancora una volta la straordinaria versatilità compositiva della band.
Il viaggio prosegue con ‘Acid Mantra’, costruita su un’ambientazione ipnotica e ultradimensionale, nel quale le sfumature psichedeliche ampliano ulteriormente gli orizzonti del disco. Di segno differente è invece ‘It’s My Time’, contenitore della presenza di Enrico Ruggeri e dei Decibel, che alterna un fare rock’n’roll dai marcati richiami cooperiani a passaggi dal gusto quasi progressive, dimostrando ancora una volta la copertura espressiva dei The Mugshots. A chiudere il tutto è ‘Stalking Theme’, un epilogo alienante e ipnotico tanto nel suono quanto nell’approccio, che lascia l’ascoltatore sospeso in una dimensione straniante e suggella perfettamente il carattere visionario dell’intera opera.
Fondamentale risulta anche il lavoro svolto dietro la consolle. La produzione curata dal chitarrista Priest valorizza ogni sfumatura della scrittura, mantenendo sempre perfettamente bilanciato il rapporto tra impatto e atmosfera, mentre il mastering di Dan Swanö restituisce un suono potente, definito e dinamico, esaltando tanto i momenti più energici quanto quelli maggiormente dilatati e permettendo a ogni dettaglio di emergere con assoluta nitidezza.
Pochi titoli riescono a descrivere un album con la stessa precisione di ‘Gloomy, Eerie And Weird’. Cupo, inquietante e bizzarro: tre parole che non rappresentano soltanto il nome del disco, ma ne sintetizzano perfettamente il suono, l’immaginario e il percorso emotivo. Ogni arrangiamento, ogni ospite e ogni scelta compositiva concorrono a dare forma a un’opera nella quale nulla appare superfluo e tutto trova una collocazione naturale e spettacolare nella sua semplicità. Il risultato è un lavoro maturo, coinvolgente e profondamente personale, destinato a confermare i The Mugshots come un’entità in grado di incarnare lo spirito più oscuro del rock con un’intensità e una maestria che possono nascere soltanto da chi quell’universo lo vive in modo autentico.
Tracklist
01. Cold Inside
02. The Nameless (feat. Andy LaRocque, Sakis Tolis & Jim Mutilator)
03. The Empty Park (feat. Trevor Sadist & Fredrik Norrman)
04. Nuclear Memento (feat. Angela Busato)
05. Inter Ludus (An Embalmer’s Lullaby Part III) (feat. Mario “The Black” Di Donato & Tommy Talamanca)
06. Flow, My Tears (feat. Gaye Advert)
07. Have You Seen It Before?
08. Acid Mantra
09. It’s My Time (feat. Enrico Ruggeri & Decibel)
10. Stalking Theme
Lineup
Mickey E. Vil: vocals, synth
Priest: rhythm guitar, lead and acoustic guitar on 6