Kai Hansen – Born With a Hammer
Il 18/10/2026, di Dario Cattaneo.
Gruppo: Kai Hansen
Titolo Album: Born With A Hammer
Genere: Heavy Metal, Power Metal
Durata: 46 min.
Etichetta: earMusic
Kai Hansen, volendo, musicalmente è un po’ un padre per chi scrive. Helloween e Gamma Ray sono stati sicuramente alla base della mia formazione musicale, quindi si può ben dire che al buon Kai potremmo pure perdonargliene qualcuna. Però, purtroppo, questo ‘Born With A Hammer’ è veramente un po’ un pastrocchio.
Nato durante il periodo Covid come sfogo per la frustrazione di essere stati chiusi in casa dalle autorità governative, senza potersi muovere, questo disco secondo noi poteva (e doveva) mantenere quel taglio. Qualcosa di un po’ cazzone, fatto appunto per passare il tempo e sfogare la creatività (quel poco che abbiamo sentito) in qualcosa di utile. Il problema, però, è che – evidentemente – una volta finito il periodaccio e riprese le attività con gli Helloween, al chitarrista/cantante di Amburgo non restavano abbastanza brani per farci qualcosa di completo, e da lì la scelta di affiancarne altri a quelli già scritti, raggiungendo quindi la massa critica necessaria per fare un disco. Mossa sbagliata, perché il risultato è, nella migliore delle ipotesi, un minestrone confuso di diversi ingredienti.
Capiamoci: ognuno di questi brani è in effetti intriso della personalità di Kai in ogni nota… il problema è che, con una personalità eclettica come la sua, abbiamo una sorta di compilation delle varie stravaganze che ascoltiamo sui dischi vecchi e nuovi di Helloween e Gamma Ray, senza però l’anima, la coesione e comunque “l’arte” di cui quei dischi erano invece costituiti. Brani un po’ beceri inneggianti al metal, o in generale allo ‘sbattersene il cazzo’ (‘I.D.G.A.F.’ sta per ‘I Don’t Give a Fuck’, sigh) ce ne sono stati nei dischi dei Gamma Ray, ma in genere prima o dopo c’era qualche brano epico o veloce che relegava il pezzo a piacevole “divertissement” tra un passaggio e l’altro. Qui, invece, questo tipo di soluzione pare occupare, chiassosa e cacofonica, l’intero lavoro.
La già citata ‘I.D.G.A.F.’ e ‘Don’t Care’ rientrano esattamente nella categoria appena descritta, ma altrettanto scandalose possono essere ‘Triple Trouble’, priva di ispirazione ma almeno simpatica per il ritornello, o ‘Wait and See’, quasi fastidiosa nella sua rumorosità. ‘Welcome to Life’ è il tentativo di fare qualcosa di vagamente simile ai Queen, ma rimane più che altro l’immaginario video di un signore annoiato in sala prove che canta ‘Di-de-di-do-re-ro’ senza molta convinzione. Ed è un peccato, perché da ‘Feeding the Beast’ e ‘End of the Road’ qualcosa di buono potevamo anche tirare fuori… ma è tutto il lavoro a essere poco a fuoco e poco equilibrato nel bilanciare aspetti di Kai che – lo ripetiamo – non sono finti o artefatti, ma hanno valore se presi accanto al Kai Hansen compositore che negli anni ha scritto diversi capolavori.
Più combattuti siamo invece sulla title-track, il brano più lungo del lotto, che cerca di acchiappare l’epicità di alcuni dei nostri pezzi preferiti, ma anche qui lo fa in maniera un po’ raffazzonata, rimbalzando tra l’epico e il sornione in modo un po’ deprimente. Almeno, ci viene da dire, questo brano rimane ascoltabile e anche cantabile, una volta entrato in testa.
Pazienza, ci viene da dire. Il disco non insulta nessuno, è semplicemente, secondo noi, poco riuscito. A qualcuno potrà anche piacere e risultare simpatico, non diciamo di no. Per quanto ci riguarda, è difficile che in futuro girerà ancora nei nostri stereo.
Tracklist
01. Feeding The Beast
02. Welcome To Life
03. Don’t Care
04. Wait And See
05. Born With A Hammer
06. I.D.G.A.F.
07. End Of The Road
08. Triple Trouble
09. Invaders
10. Wonderland
Lineup
Kai Hansen: vocals, guitars
Eike Freese: guitars
Tim Hansen: guitars
Alexander Dietz: bass
Daniel “Dan” Wilding: Drums