Emperor + Mayhem + Necromass @ Alcatraz, Milano, 18 dicembre 2022

Il 22/12/2022, di .

Emperor + Mayhem + Necromass @ Alcatraz, Milano, 18 dicembre 2022

Domenica 18 dicembre 2022, l’Alcatraz di Milano ospita una delle serate più tetre ed estreme dell’anno, l’attesissimo ritorno su un palco italiano, dopo ben 25 anni, degli Emperor, accompagnati per l’occasione da Mayhem e Necromass. Band iconiche, peculiari, che hanno letteralmente scritto, nel bene e nel male, la storia di un genere. Lo spettacolo dei Selvans in apertura è saltato, per cui i fiorentini Necromass hanno potuto coprire una fascia oraria più ampia e tributare degnamente il trentennale della loro carriera.

Il traffico milanese dell’ultima domenica prenatalizia non lascia scampo e arriviamo a concerto già iniziato. L’affluenza è fuori da ogni previsione, i Necromass hanno scelto di celebrare i trent’anni di carriera rispolverando le pietre miliari ‘Mysteria Mystica Zothyriana’ e ‘Abyss Calls Life’, i suoni non sembrano perfetti e penalizzano parzialmente la performance, bisogna anche tener conto che la tetra aura mistica delle registrazioni studio difficilmente è riproponibile in toto in sede live e il sound, per tutta l’ora del concerto, è incattivito, raw, violento e mefitico, caratteristico di un passato che la band ci tiene a ricordare ma non particolarmente coinvolgente per il pubblico, almeno apparentemente. Senza dubbio i fiorentini, pionieri e alfieri del black tricolore, pagano un po’ il pegno del paragone con le icone scandinave.

Cambio palco abbastanza veloce e il testimone passa ai Mayhem, uno show diviso in tre tranche e un Alcatraz al limite della capienza. Pulsanti luci blu scoprono la batteria di Hellhammer sovrastata dalle quattro effige dei membri fondatori, pochi secondi e il palco si tinge di rosso vermiglio e inizia il devasto con il primo set in cui suonano gli estratti dai più recenti ‘Daemon’ e ‘Atavistic Black Commando’.
I Mayhem sono i Mayhem e c’è poco da discutere: glaciali, diabolici, chitarre taglienti intrise di vetriolo, una performance marziale che, durante i tre set, pesca da tutta la discografia, concentrandosi nella parte centrale sul seminale ‘De Mysteriis Dom Sathanas’, e che in un solo concerto affronta, che possa piacere o meno, i diversi stili che la band ha fatto propri negli anni. Spettacolari e a volte sovrastanti le pelli di Hellhammer, presente e trascinante Necrobutcher, caustico ed ipnotizzante Attila con i suoi momenti di trance demoniaca in cui, straziante, ci vomita addosso il Male: incisività, autorità, poche chiacchiere e un violento maelstrom di oscurità e disperazione ci piomba addosso.
Possono piacere o meno ma siamo di fronte a chi il tanto decantato estremo l’ha vissuto sulla pelle (superfluo resuscitare i racconti di un passato sordido e inquieto), musicisti impassibili che, a prescindere dagli orpelli scenografici, con o senza teste impalate di animali sgozzati e schizzi di sangue sulla folla, coinvolgono e inquietano con disamore ed esperienza, forti di un nome che ha scritto pagine di storia della musica metal.

Con un cambio palco decisamente più lungo arriva finalmente il turno degli Emperor, che, dopo 25 fottutissimi anni, finalmente tornano a Milano. E la folla tra le mura dell’Alcatraz è, senza ombra di dubbio, accorsa solo per loro, come testimonia il boato che si alza dal pubblico appena si abbassano le luci e inizia l’intro di ‘In the Nightside Eclipse’. La triade Ihsan, Samoth e Trym si è resa autrice di una fantastica performance, soddisfacendo persino i palati più ostici, che lo sappiamo, soprattutto tra gli estimatori di black, abbondano.
Il livello è stratosferico, i suoni perfetti, l’approccio più moderno, la pulizia dei suoni, già di base epici e melodici, ci lascia a bocca aperta. Ma quello che più sorprende è l’attitudine dei musicisti, maggiore empatia, faccia pulita, occhiali e camicia e maestoso, puro, nudo e crudo black metal suonato (e cantato) con una precisione chirurgica. Ihsahn è in stato di grazia, elegante ed ispirato, canta e suona e non perde un colpo, degna di nota la potenza mai calante dello scream di ‘Towards The Pantheon’.
Trym e il bassista, Secthdamon (voce degli Zyklon, progetto blackened death di Samoth e Trym successivo allo scioglimento degli Emperor a fine anni ’90), sembrano quasi giocare con le ritmiche dei brani, tingendoli di venature prog. Samoth, d’altro canto, radicato immobile in un punto del palco e con lo sguardo di ghiaccio (lo stesso che, ai tempi che furono, inceneriva chiese), senza battere ciglio tira su il muro di riff portanti su cui Ihsahn disegna trame di assoli e virtuosismi chitarristici che tanto caratterizzano il songwriting degli Emperor. Le indispensabili tastiere accompagnano ed arricchiscono una setlist che pesca a piene mani dalla discografia della band, concentrandosi particolarmente sulle due gemme black ‘Anthems To The Welkin At Dusk’ e ‘In The Nightside Eclipse’.
Il pubblico, estasiato, ha cantato a gran voce i cori clean di ‘Thus Spake The Nightspirit’ e ‘Inno a Satana’, ma il colpo allo stomaco definitivo lo ha dato la conclusiva, epica e trascinante ‘Ye Entrancemperium’. Sulle note di ‘The Wanderer’ ci trasciniamo verso la tetra e fredda notte, sorrisi stampati sulle labbra e voglia di trattenere a lungo il ricordo di un concerto in cui abbiamo potuto apprezzare e godere delle diverse facce del black metal in compagnia dei mostri sacri del genere.

Setlist Mayhem:
Atto I:
Falsified and Hated
To Daimonion
Malum
Bad Blood
My Death
Symbols of Bloodswords
Voces Ab Alta
Atto II:
Freezing Moon
Pagan Fears
Life Eternal
Buried by Time and Dust
Atto III:
Silvester Anfang
Deathcrush
Chainsaw Gutsfuck
Carnage
Pure Fucking Armageddon

Setlist Emperor:
Intro
In The Wordless Chamber
Thus Spake The Nightspirit
Ensorcelled By Khaos
The Loss And Curse Of Reverence
The Acclamation Of Bonds
With Strength I Burn
Curse You All Men!
Towards The Pantheon
I Am The Black Wizards
Inno A Satana
Cosmic Keys To My Creations & Times
Ye Entrancemperium

 

 

 

 

FOTO DI GIACOMO CALVIELLO

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