Horisont – Sudden Death

Il 12/05/2020, di .

Gruppo: Horisont

Titolo Album: Sudden Death

Genere: ,

Durata: 52 min.

Etichetta: Century Media Records

Distributore: Sony

73

Se volessimo riassumere la nuova fatica discografica degli Horisont in poche righe potremo dire: non bisogna assolutamente giudicare un disco dalla copertina (disco seriamente candidato alla copertina più brutta del 2020) e che il rock vintage degli anni Settanta sa ancora essere “figo”.
‘Sudden Death’ è dunque un viaggio nel tempo nel rock degli anni Settanta, ma con un sound più moderno e diretto ma sopratutto con sperimentazioni personali della band. Un viaggio di 52 minuti tra riff di chitarre, e armonie di tastiere che catapultano l’ascoltatore in un’epoca ormai passata ma che musicalmente ha segnato la storia del rock.
‘Sudden Death’ è un disco pieno di “tributi” e menzioni musicali alle band che hanno ispirato il cantante Axel (che in questo disco in più passaggi nelle sfumature vocali ci ricorda il buon Ozzy dei tempi d’oro) e soci. Le tastiere che aprono ad esempio brano ‘Free Riding’ ci ricordano ‘Seven Seas Of Rhye’ dei Queen, la successiva ‘Pushin’ The Line’ ha un riff che sembra uscito direttamente dal manico di Mark Knopfler. Proseguendo con l’ascolto si arriva a ‘Breaking The Chain’ uno dei punti più alti del disco, il brano si apre con un synth sperimentale che si allontana momentaneamente dal rock sentito fino a quel momento, il brano vira poi a favore di un hard rock di chiaro stampo purpleiano. Nella successiva ‘Hold On’ il mood si fa più allegro e spensierato e dal hard rock si passa ad un pop-rock che nel sound ricorda gli Status Quo. Si arriva così al gran finale con il brano più interessante di tutta la release: ‘Archaeopteryx In Flight’. Nel brano di chiusura gli Horisont ci spiazzano completamente con un lungo brano strumentale di quasi nove minuti, con lunghe sperimentazioni progressive. Il brano è principalmente costruito su un synth con un suono acidissimo e un continuo crescere sul quale la band sperimenta dimostrando anche buone capacità tecniche.
Un bel disco, che farà sicuramente piacere ai nostalgici degli anni Settanta, forse la prova più matura degli svedesi, che sì continuano a pescare riferimento dal passato, ma finalmente riescono a mettere anche una propria riconoscibile “impronta”.

Tracklist

01. Revolution
02. Free Riding
03. Pushin’ The Line
04. Into The Night
05. Standing Here
06. Runaway
07. Gråa Dagar
08. Sail On
09. Breaking The Chain
10. Hold On
11. Archaeopteryx In Flight

 

Lineup

Axel: vocals
Charles: guitar
David: guitar
Magnus: bass
Pontus: drums