Volturian – Crimson

Il 12/05/2020, di .

Gruppo: Volturian

Titolo Album: Crimson

Genere: ,

Durata: 41 min.

Etichetta: Scarlet

Distributore: Audioglobe

63

Dalla genitorialità di due band italiche dal relativo curriculum esperienziale, nasce un figlio bastardo quale progetto esordiente che prende alcune caratteristiche da entrambi. Il risultato è una semplificazione che appare come sottrazione qualitativa, dove il senso musicale elimina qualsiasi complessità delle altre due band. Brani lineari, diretti e con pochi orpelli, dove gli inserimenti elettronici non sono un reale valore aggiunto. La cantante viene dai sinfonici Sleeping Romance e il chitarrista/tastierista dai più metallici Frozen Crown. Ciò che si ottiene è un disco piuttosto innocuo che però possiede alcuni buoni spunti e idee, sebbene con una ispirazione limitata.

Abbiamo un’intro davvero inutile, una ‘Crimson Dust’ che scivola via senza personalità e che, formata soltanto di sostanza elettronica, non rappresenta nemmeno il full-length che ha comunque una essenza di base metal. Poi arrivano tre tracce molto scontate che partoriscono una musicalità anonima anche se sia ‘New Life’ che ‘Broken’ (di quest’ultima anche il video) producono un arrangiamento tonico dall’effettivo senso metal, ma purtroppo copiando i Lacuna Coil senza ottenere lo stesso loro valido umore. ‘Haunting Symphony’ è invece vicina all’anima del genere sinfonico pur senza viverne l’enfasi. In tutte le song successive c’è una buona risalita espressiva che è dovuta soprattutto alle linee melodiche meglio personalizzate, e stranamente si tratta di pezzi che talvolta abbandonano il senso stretto di genere metal. Per esempio ‘The Killing Joke’ segue una linea canora fluidamente teatrale su di un ritmo ossessivamente danzabile ma potente, e rende molto credibile la composizione. Il pezzo sinuoso e aereo ‘In A Heartbeat’ contiene il cantato più tecnicamente virtuoso dell’album, complice la comparsata della singer dei Frozen Crown. Quale sia l’impostazione che ha spinto questi musicisti a creare ‘Crimson’ lo dimostra bene la cover scelta che è la scorrevolissima ‘Fading Like A Flower’ dei Roxette, tra l’altro venuta bene.

Goticismo e sinfonismo sono respiri riscontrabili in questo assemblaggio musicale ma lontani dal donare ai pezzi l’emotività che di solito tali generi portano alla musica. Un certo spirito AoR o Pop serpeggia qua e là. L’input dei sintetizzatori rinforza l’arrangiamento anche meglio di come le tastiere vengono gestite nei Frozen, ma non presenta singulti interessanti di per sé, pur talvolta dando la sensazione che possa evolvere verso l’Industrial groove dei Pain. Assoli delle sei corde quasi inesistenti, e quando partono sono troppo brevi e troppo deboli. Le voci sono gestite bene, sia nel pulito che nel growl, senza eccedere mai in tecnicismi estremi. Ciò che invece ha carattere e forza è la sezione ritmica che spesso è supportata bene anche dall’incedere elettronico, e a cui si accorpa qualche grasso riff di chitarra. In alcuni momenti la dinamicità è effervescente e quindi alla fine il disco ha il potere di rendersi gustabile senza banalizzarsi eccessivamente. Nonostante la tematica sui vampiri e la copertina dark, il lavoro non ha risvolti di oscurità. Siamo invece in campi di leggera fruibilità nonostante un nerbo abbastanza deciso. Facile assimilazione perché non vi sono variazioni sul tema né parti strumentali elaborate, e in effetti solo alcuni brani superano i quattro minuti, e di poco, testimoniando veramente come si possa utilizzare il termine ‘canzone’ nel senso che ha nella musica leggera. Emerge quindi la volontà di essere un combo commerciale che possa raggiungere un ampio spettro di ascoltatori. Operazione generalista che non ha molto senso in un mondo frammentato e specializzato come è diventato l’ambiente artistico e musicale, il quale spesso non arriva nemmeno ai media di massa. Per ciò che concerne la realtà attuale, per fare un paragone con l’accessibilità cercata da alcuni gruppi ben più famosi di questo, vengono in mente gli olandesi Within Temptation e Delain, i primi che sono caduti nella perdita di personalità e i secondi che invece sono riusciti a valorizzarsi ulteriormente proprio nella orecchiabilità mainstream. I Volturian hanno un minimo di plausibilità che non ha la mediocrità dell’ultimo disco dei Within, ma nemmeno la luce dei Delain. Il significato di questa differente capacità di gestire la verve commerciale sta semplicemente nell’ispirazione, se ce n’è poca è inutile guadare il fiume tra la seriosità e la leggerezza.

Tracklist

01. Crimson Dust
02. New Life
03. Haunting Symphony
04. Broken
05. The Killing Joke
06. In A Heartbeat (featuring Giada Etro: vocals)
07. Between The Sleepers
08. Days Before You died
09. Forevermore
10. Fading Like A Flower

Lineup

Federica Lanna: vocals
Federico Mondelli : guitar, keyboards, vocals
Massimiliano Rossi: bass
Alberto Mezzanotte: drums